“Giudico positivamente il fatto che si sia raggiunto un accordo, ho sempre pensato e continuo a pensare che un’escalation commerciale tra Europa e Stati Uniti avrebbe avuto conseguenze imprevedibili e potenzialmente devastanti”:. Così la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando con i cronisti ad Addis Abeba dell’intesa sui dazi, specificando di non avere ancora visto “sufficientemente” i dettagli.
“Bisognerà studiare i dettagli dell’accordo, bisognerà lavorare ancora sull’accordo perché quello sottoscritto ieri è di massima, giuridicamente non vincolante, quindi nei dettagli bisogna ancora andare, c’è ancora da battersi”. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni parlando con i cronisti ad Addis Abeba dell’intesa sui dazi tra Usa e Ue. Ad esempio “bisogna verificare quali sono le possibili esenzioni, particolarmente su alcuni prodotti agricoli, ci sono una serie di elementi che mancano così come non so a che cosa ci si riferisca quando si parla di investimenti, acquisto di gas” eccetera, “questo non sono in grado di valutarlo finché non ho i dati chiari”.
Video Accordo Usa-Ue, Meloni: ‘15% sostenibile, ma dobbiamo ancora lavorare’
Renzi: ‘Non è un accordo, ma la resa incondizionata dell’Ue’
“L’accordo tra Stati Uniti ed Europa sui dazi non è un accordo: è la resa incondizionata dell’Europa al sovranismo di Trump. La verità è che i sovranisti fanno male al mondo. E se oggi il governo americano festeggia, accordi coloniali di questo genere porteranno sul medio periodo gli Stati Uniti a perdere la propria forza morale ed economica. Con il piano Marshall l’America ha guidato il mondo per decenni, con le tariffe l’America fa del male innanzitutto ai propri alleati europei”. Lo scrive nella sua Enews, il leader di Iv Matteo Renzi.
“Il sovranismo – prosegue – fa male all’Italia, fa male all’economia, fa male alla libertà. E sul medio periodo persino agli americani. Per uno come me, cresciuto con il mito degli Stati Uniti democratici di Kennedy e Clinton, è arrivato il momento di rimpiangere persino la destra di Ronald Reagan, i cui discorsi contro i dazi, non a caso, sono tornati di moda in queste settimane. La destra liberale e liberista non avrebbe mai potuto partorire un obbrobrio economico e giuridico come quello di queste ore. E la destra europea di Kohl, Chirac, Berlusconi, Aznar e ovviamente della Thatcher non avrebbe mai accettato un accordo del genere”.
Tajani, ora sostegni a imprese, oggi le incontro
“I sostegni alle imprese vanno assolutamente dati”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani annunciando una riunione che si terrà questo pomeriggio alla Farnesina “con tutti i rappresentanti del mondo imprenditoriale per parlare di dazi, informare le imprese e sapere da loro cosa serve per sostenerle e applicare il piano di azione dell’export”. Una manovra correttiva a causa dei dazi? “Ancora non sappiamo l’effetto reale…”. Così il vicepremier azzurro Antonio Tajani a margine di una conferenza stampa. A suo avviso ora “bisogna parlare del rapporto euro-dollaro. Questo è il nodo da affrontare e continuo a chiedere un intervento della Bce” per “ridurre ancora il costo del denaro. Siamo al 2% si può arrivare anche a zero. E si può pensare al quantitative easing” per “avere più denaro in circolazione”. Per Tajani insomma, serve “ridurre la forza dell’euro e rendere più competitivi i nostri prodotti” e poi “fare un tesoretto utile per politica industriale, sanità e sicurezza”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

