PAOLO MIELI, IL PREZZO DELLA PACE. QUANDO FINISCE UNA GUERRA (RIZZOLI, PP 304, EURO 18,50).
Inquadra i meccanismi della pacificazione post conflitto partendo dalla storia antica per arrivare alla più recente, Paolo Mieli nel suo nuovo libro ‘Il prezzo della pace. Quando finisce una guerra’ che sarà in libreria il 26 agosto per Rizzoli.
Un percorso tracciato guardando a quanto è accaduto in passato nella convinzione che quando si tratta di “fare la pace”, come scrive l’autore, “un buon ripasso, ancorché per sua natura disomogeneo, può esserci più utile delle improvvisazioni. Delle pur auspicabili sospensioni dei combattimenti. Destinate a reggere per un tempo breve, e a covare nuovi conflitti”. Viene fuori una panoramica avveduta e selezionata sui casi più emblematici di “paci che non lo erano”, di conflitti mai sopiti, di rivisitazioni storiche (o di storture, a volte) delle figure dei vinti e dei vincitori che va dalla Grecia antica al Medio Oriente, dall’Italia post-bellica all’Unione Sovietica. Sempre nel solco del magistero di Renzo De Felice, del quale Mieli è stato allievo negli anni Settanta e al quale è dedicato il saggio conclusivo, Mieli ricorda: “mi ha insegnato a diffidare delle ‘verità rivelate’, a mettere in discussione la versione ufficiale degli accadimenti passati. Versione utile a far tornare i conti, a corroborare i giudizi sul presente”.
Giornalista e storico, Mieli, che fra l’altro è stato dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 direttore del ‘Corriere della Sera’ e dal 2009 al 2016 presidente di Rcs Libri, sottolinea nel saggio: “Si fa presto a dire pace. Quando finisce una guerra, restano irrisolti innumerevoli problemi generati di norma da dettagli trascurati per ragioni di necessità. Anche quando è ben chiaro il confine che divide i vincitori dagli sconfitti, a chi sarà assegnato l’alloro per aver combattuto dalla parte del bene e chi sarà invece dannato come un’incarnazione del male”.
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