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    Dopo la Francia 221 parlamentari britannici chiedono a Starmer di riconoscere la Palestina

    admin5698By admin569826 Luglio 2025Nessun commento4 Minuti di lettura
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    Dopo la Francia 221 parlamentari britannici chiedono a Starmer di riconoscere la Palestina. Ecco quali Paesi lo hanno già fatto
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    Come annunciato da Macron, la Francia sarà il primo Paese del G7 a riconoscere lo Stato di Palestina. Una mossa che – tra le proteste di Netanyahu le critiche di Trump – riaccende il dibattito in tutta Europa. Mentre Gaza è sempre più oppressa dai bombardamenti israeliani e in piena carestia, anche in Italia cresce la pressione dei partiti di opposizione sul governo per schierarsi a favore del riconoscimento dello Stato palestinese, ma l’esecutivo di Giorgia Meloni rimane fermo sulle sue posizioni. Anche dall’altra parte della Manica si muove qualcosa: una lettera congiunta, firmata da 221 parlamentari britannici provenienti nove partiti di diversi schieramenti, chiede al governo del Regno Unito di seguire l’esempio Francese.

    La lettera dei 221 parlamentari britannici – L’iniziativa bipartisan, partita dalla deputata della maggioranza Sarah Champion, riguarda più di un terzo dei componenti della Camera dei Comuni: “Pur riconoscendo che il Regno Unito non ha il potere di realizzare da solo una Palestina libera e indipendente, il riconoscimento da parte del Regno Unito avrebbe un impatto significativo… per questo vi esortiamo a compiere questo passo”, si legge nella lettera. Nonostante questo il premier britannico Keir Starmer ha lasciato intendere che il suo governo non riconoscerà a breve lo Stato palestinese. Starmer, riporta la Bbc, ha dichiarato che lui e i suoi alleati stanno “lavorando a un percorso verso la pace nella regione” e ai “passaggi concreti necessari per trasformare il cessate il fuoco, oggi così disperatamente necessario, in una pace duratura”. Il premier ha aggiunto di essere “inequivocabile” nel ritenere che “il riconoscimento di uno Stato palestinese debba essere uno di questi passaggi”, ma che questo “deve far parte di un piano più ampio che porti, in ultima analisi, a una soluzione a due Stati e a una sicurezza duratura per palestinesi e israeliani”.

    Chi lo ha già fatto in Europa – Con la Francia – primo Paese del G7 a prendere questa decisione – a settembre saranno 148 Paesi sui 193 membri dell’Onu che hanno già riconosciuto lo Stato di Palestina. La Svezia è stato il primo Paese Ue a fare questo passo, nel 2014, al culmine di mesi di scontri tra israeliani e palestinesi a Gerusalemme est. Lo Stato di Palestina era già stato riconosciuto nel 1998, a seguito della dichiarazione di indipendenza proclamata dall’allora leader dell’Olp Yasser Arafat, da Cipro (entrata in Ue nel 2004) e da una serie di Paesi del blocco sovietico ora nell’Unione: Bulgaria, Ungheria, Polonia, Romania, e l’allora Cecoslovacchia, poi divisa in Slovacchia e Repubblica Ceca. Con la fine dell’Urss, Praga e Budapest hanno fatto un passo indietro, ma entrambe le capitali ospitano ancora un’ambasciata palestinese. Lo scorso anno il riconoscimento è arrivato da Irlanda, Spagna, Slovenia e Norvegia (che non fa parte dell’Ue). Malta riconosce il diritto dei palestinesi alla statualità ma non formalmente lo Stato di Palestina, anche se si è detta pronta a fare questo passo lo scorso maggio.

    Nel resto del mondo – Quasi tutta l’Asia, l’Africa e l’America Latina riconoscono formalmente lo Stato palestinese. L’Algeria è stato il primo Paese, nel 1988 pochi minuti dopo la dichiarazione di Arafat, seguita a stretto giro da molti altri: gran parte del mondo arabo, India, Turchia, gran parte dell’Africa, oltre a Cina e Russia, che ancora era Unione Sovietica. Nel 2011 Mosca, con l’allora inquilino del Cremlino Dmitry Medvedev, ha confermato il riconoscimento. Nel biennio 2010-2011 si sono uniti una serie di Paesi sudamericani tra cui Argentina, Brasile e Cile.

    All’Onu – Nel novembre 2012 la bandiera palestinese è stata issata per la prima volta alle Nazioni Unite a New York, dopo che l’Assemblea Generale ha votato a stragrande maggioranza per elevare lo status dei palestinesi a “Stato osservatore non membro“. Lo scorso anno, l’Assemblea ha votato una risoluzione affermando che la Palestina è “qualificata a diventare Stato membro” con 143 voti a favore, 25 astenuti (Italia compresa) e nove contrari, tra cui gli Usa.

    Chi non lo ha ancora fatto – Un riconoscimento ancora non arrivato dall’Italia: il governo ritiene che questa soluzione si debba raggiungere attraverso i negoziati tra israeliani e palestinesi nell’ottica dei due Stati. Posizione condivisa con gli Stati Uniti. Washington, così come Roma, mantiene comunque relazioni diplomatiche con l’Autorità Nazionale Palestinese. Tra i Paesi del G20 sono otto gli Stati che non riconoscono ancora la Palestina: oltre Usa e Italia anche Australia, Canada, Germania, Giappone, Corea del Sud e Regno Unito. Canada e Australia hanno però ventilato la possibilità di arrivare al riconoscimento.

    britannici chiedono Dopo Francia Palestina parlamentari riconoscere Starmer
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