Le “case delle fate” o domus de janas – siti archeologici tipici sardi – entrano a far parte della lista dei beni patrimonio dell’umanità, riconosciute ufficialmente dall’UNESCO a luglio 2025.
Ad oggi, in Sardegna si contano circa 3500 “case delle fate”, ma quelle che rientrano nel progetto approvato dall’UNESCO sono in tutto 17, sparse da nord a sud dell’Isola.
“Con la loro diffusione capillare e la ricchezza simbolica di molti siti decorati, le domus de janas testimoniano un’identità culturale profonda, oggi finalmente riconosciuta a livello internazionale” afferma la presidente di Regione Sardegna, Alessandra Todde.
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Necropoli di Prunittu – Sorradile (Valentino Selis)
Cosa sono le Case delle Fate in Sardegna
Le “case delle fate” sono tombe preistoriche scavate nella roccia. Sono piccole grotte, espressione del culto funerario di popolazioni vissute cinquemila anni fa. I manufatti risalgono infatti al Neolitico e all’Età del Rame, e rappresentano una testimonianza della civiltà sarda, quella più antica e ancestrale.
Il nome – domus de janas (in dialetto sardo) o case delle fate – risale a lontanissime leggende popolari, secondo cui le fate, le Janas, alla luce della luna tessevano fili d’oro e vegliavano sui sonni dei bambini all’interno di piccole case.
Poi la leggenda si intrecciò con la storia, la sacralità e la ritualità. Gli uomini prenuragici iniziarono a scavare la roccia e a decorare le ‘stanze’ che avrebbero accolto i loro cari defunti, per farli “dormire” nel ventre della madre Terra in attesa del viaggio rigeneratore nell’aldilà.
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Domus de Janas di Monte Arista – Cardedu (Alessandro Addis)
Dove si trovano le Case delle Fate in Sardegna
Ad oggi, in Sardegna “le case delle fate” si possono trovare su tutta l’Isola. Una maggiore concentrazione è presente al centro-nord, nei pressi di Alghero o Nuoro perlopiù. Altre sono presenti anche nell’area sud-ovest, nel territorio di Sulcis.
Tra le più conosciute si segnalano, per esempio, la Necropoli di Anghelu Ruju, nel Comune di Alghero; la Necropoli di Puttu Codinu, nel Comune di Villanova Monteleone; la Necropoli di Monte Siseri / S’Incantu, nel Comune di Putifigari.
E ancora: la Necropoli di Mesu e Montes, nel Comune di Ossi; la Necropoli di Su Crucifissu Mannu, nel Comune di Porto Torres; la Domus de janas dell’Orto del Beneficio Parrocchiale, nel Comune di Sennori; la Domus de janas della Roccia dell’Elefante, nel Comune di Castelsardo.
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Necropoli di Montessu – Villaperuccio (Alessandro Branca)
Quali Case delle Fate vedere in Sardegna
Le “case delle fate” sono espressione di un mondo sotterraneo, ricco di tesori tutti da scoprire. Molte di queste “casupole” somigliano molto alle case dei vivi: si possono infatti ammirare soffitti a doppio spiovente, focolari, colonne, zoccoli, bacili e false porte, simbolo del passaggio all’aldilà.
Delle migliaia scoperte più di 200 conservano motivi decorativi scolpiti, incisi e dipinti, in gran parte simbolici, come teste di bovino, corna taurine e spirali.
Tra quelle riconosciute come patrimonio dell’umanità dall’Unesco, si segnalano quelle più famose e frequentate.
Necropoli di Montessu – Villaperuccio (Egidio Trainito)
Montessu, nel cuore del Sulcis
La necropoli di Montessu si trova nel sud-ovest della Sardegna, nei pressi di Sulcis, a un chilometro da Villaperuccio ed è una delle più affascinanti testimonianze prenuragiche dell’Isola.
Oltre alla necropoli, si consiglia di visitare l’intera area circostante in cui è presente un parco archeologico con un’allèe couverte – un sepolcro collettivo megalitico – due nuraghi e due imponenti menhir alti circa cinque metri.
Si tratta di una necropoli che faceva parte di un villaggio del III millennio a.C., di cui si possono vedere ancora i resti sull’altura di s’Arriorxu. Tante altre “perdas fittas” (pietre conficcate) caratterizzano il territorio, dove trova posto un’altra necropoli neolitica, le domus di Marchianna, e i ruderi di altri 40 nuraghi.
S’Incantu, a pochi chilometri da Alghero
S’Incantu si trova nel nord-ovest della Sardegna, a pochi chilometri da Alghero, ed una delle “case delle fate” più ricche e integre del territorio.
La tomba dell’architettura dipinta è la più celebre delle quattro domus de Janas della necropoli di monte Siseri, nel territorio di Putifigari, piccolo centro al confine tra Nurra e Logudoro turritano.
S’Incantu, risale a cinquemila anni fa – al periodo tra Neolitico e Eneolitico – e proprio come suggerisce il nome è tra le più incantevoli delle 215 domus scolpite o dipinte (su 3500 totali) scoperte nell’Isola.
Sant’Andrea Priu, al centro-nord nel Logudoro
Sant’Andrea Priu si trova nel Logudoro, storica regione centro-settentrionale della Sardegna. Qui si può ammirare un’ampia area archeologica funeraria, dove spiccano per grandezza e stato di conservazione tre tombe scavate nella roccia.
La necropoli di sant’Andrea Priu si sviluppa su una piana a meno di dieci chilometri da Bonorva e a 500 metri dalla chiesa campestre di santa Lucia. Nelle vicinanze si possono visitare la fonte di Lumarzu e i nuraghi Puttu de Inza e monte Donna.
Il complesso funerario è composto da venti domus de Janas risalenti al neo-eneolitico (IV-III millennio a.C.), scavate sulla parete e sul pianoro di un affioramento trachitico alto 10 metri e lungo 180.
Necropoli Sas Concas – Oniferi – (Sergio Melis)
Sas Concas, nella Barbagia di Nuoro
Sas Concas si trova nel Nuorese, nel cuore della Sardegna, nell’area della Barbagia. Qui si può visitare un sito prenuragico molto ben conservato, formato da venti tombe, che presenta delle misteriose incisioni antropomorfe.
Queste venti tombe Sas Concas sono considerate il più esteso e antico del territorio in cui diversamente da questo sito le sepolture ipogeiche appaiono isolate o raggruppate in piccoli gruppi.
La necropoli, databile al 2700 a.C. circa, si trova in un affioramento di trachite del territorio di Oniferi, ai bordi della statale 131 Dcn in direzione Nuoro, ed è raggiungibile attraverso un breve sentiero.
Si contraddistingue non solo per l’ampio e articolato impianto, ma anche per misteriosi elementi architettonici e simbolici. In particolare sulle pareti di alcune tombe – dell’Emiciclo, della X e della Nuova Ovest – sono incisi grafiti raffiguranti uomini stilizzati a testa in giù.
Necropoli di Anghelu – Ruju – Alghero – Tomba del Capo – (Ales&Ales – fonte www.sardegnaturismo.it)
Anghelu Ruju, tra Alghero e Fertilia
Anghelu Ruju si trova nell’entroterra di Alghero, vicino a Fertilia e a meno di dieci chilometri dal mare, in una fertile piana solcata dal rio Filibertu. Ed è proprio qui che sorge il più esteso complesso di ‘grotticelle’ sepolcrali preistoriche del nord ovest dell’Isola.
La visita in questa vallata permette di ammirare 38 tombe scavate nell’arenaria, risalenti al 3200-2800 a.C.
L’area sepolcrale occupa due zone, nelle quali le tombe sono distribuite in maniera irregolare: nella prima più pianeggiante se ne trovano sette, la seconda, su una piccola collina, ne comprende 31.
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Necropoli di Monte Siseri – Putifigari (Gianni Careddu)
Escursioni nelle Case delle Fate in Sardegna
Per visitare e scoprire da vicino queste affascinati tombe scavate nella roccia si consiglia si prenotare una gita guidata, solitamente di un giorno, in gruppo o singolarmente.
Tra i diversi percorsi presenti, si può scegliere per esempio quello in giornata che parte da Cagliari alla scoperta della Necropoli di De S’acqua Salida per vedere le diverse Case delle Fate presenti sul territorio.
Si attraversa la cittadina e centro agricolo di Pimentel, incastonato tra frutteti e vigneti, dove si trovano le Domus de Janas di Corongiu e la necropoli denominata De S’acqua Salida risalente al 3200 a.C.
Oppure si può scegliere anche un altro tour dedicato a piccoli gruppi, che parte in due momenti diversi della giornata, 9-13 o 15.30-19.
Per chi invece ha uno spirito più avventuriero può optare per un tour delle “case delle fate” a bordo di un quad, con escursione nell’entroterra sardo, nella zona di Guasila, nel sud della regione.
Necropoli di Sant’Andrea Priu – Bonorva (Sergio Melis)
Quando visitare le Case delle Fate in Sardegna
Ogni momento dell’anno è ideale per visitare le “case delle fate”. Ma il periodo consigliato è durante la primavera o l’autunno, quando il clima è mite e piacevole. In questi mesi le temperature sono ideali per esplorare i siti archeologici all’aperto e godersi la bellezza del paesaggio circostante senza il caldo intenso dell’estate o il freddo invernale.
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