Ci sono le Bandiere Blu, che certificano la qualità ambientale delle spiagge e delle località balneari italiane, ma ci sono anche le Spighe Verdi, riconoscimento della stessa FEE-Foundation for environmental education, assegnato ai borghi e comuni rurali che puntano sulle buone pratiche ambientali e s’impegnano per lo sviluppo sostenibile del territorio e la valorizzazione del proprio patrimonio rurale.
Nel 2025 questi comuni virtuosi salgono a 90, rispetto ai 75 dello scorso anno: si è infatti appena chiusa la decima edizione del riconoscimento Spighe Verdi, che ha festeggiato 17 nuovi ingressi e lasciato fuori solo 2 comuni, non confermati.
Campi vicino a Gubbio in Umbria
Spighe Verdi 2025: 17 nuovi ingressi
Ben cinque tra le new entry si trovano in Piemonte: sono Acqui Terme, in provincia di Alessandria, il borgo di Carignano e Poirino nel territorio torinese, Chiusa di Pesio e Narzole in provincia di Cuneo. Ottimo risultato anche per la Calabria: tre comuni premiati, Cariati e Villapiana in provincia di Cosenza, e Sellia Marina (Catanzaro).
In Liguria ottengono la Spiga Verde Andora e Borgio Verezzi, entrambi nella provincia di Savona. Due nuovi riconoscimenti anche per la Sicilia: la città di Modica e la vicina Vittoria, in provincia di Ragusa.
Si aggiungono poi all’elenco delle migliori località rurali, che si distinguono per l’adozione di pratiche sostenibili, San Felice Circeo, in provincia di Latina (Lazio), che è mare, storia, mito, ma anche agricoltura; Monteforte Cilento (Sa) in Campania; Pisticci, a pochi chilometri da Matera e al centro della costa ionica della Basilicata; e ancora San Salvo, centro della Costa dei Trabocchi in Abruzzo, e Gubbio, una delle più belle città medievali dell’Umbria e d’Italia.
Quali sono i comuni bocciati? Acquasparta, altro borgo dell’Umbria che esce dall’elenco insieme a Pontinia, comune della provincia di Latina.
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Mare e verdi colline nelle Marche
Il programma della FEE per lo sviluppo rurale sostenibile
“Il 2025 segna un forte incremento del programma Spighe Verdi. Ben 17 nuovi ingressi che testimoniano la crescente attenzione delle amministrazioni locali verso uno sviluppo rurale realmente sostenibile. Questo dato, che arriva nel decimo anno del programma, rappresenta un segnale concreto di cambiamento, in cui la gestione del territorio, la qualità ambientale e il benessere delle comunità diventano priorità condivise e strumenti di crescita”.
Così Claudio Mazza, presidente della fondazione FEE Italia ha commentato il risultato della decima edizione del programma pensato per guidare i Comuni rurali, passo dopo passo, a scegliere strategie di gestione del territorio in un percorso virtuoso che giovi all’ambiente e alla qualità della vita dell’intera comunità.
Alla fase di valutazione, portata avanti dalla commissione incaricata secondo un rigido schema procedurale, hanno collaborato diversi enti e istituzioni, tra i quali il ministero dell’Agricoltura, quello del Turismo, il Cnr, i l’Arma dei Carabinieri e Confagricoltura.
Fra i parametri che guidano il programma, lo sviluppo sostenibile, il corretto uso del suolo, la presenza di produzioni agricole tipiche, la sostenibilità e l’innovazione in agricoltura.
Altri indicatori sono comuni al programma Bandiere Blu, come l’esistenza e il grado di funzionalità degli impianti di depurazione, la gestione dei rifiuti con particolare attenzione alla raccolta differenziata, la valorizzazione delle aree naturalistiche eventualmente presenti sul territorio, la cura dell’arredo urbano e l’accessibilità per tutti senza limitazioni.
Modica, tra le new entry 2025
Spighe Verdi 2025: la classifica per regione
I 90 comuni che possono fregiarsi della Spiga Verde 2025 si trovano in 15 regioni italiane.
Il Piemonte è in testa alla classifica nazionale con il maggior numero di riconoscimenti: 18 in tutto, tra cui i cinque nuovi ingressi già citati: Acqui Terme, Alba, Bra, Canelli, Carignano, Castiglione Falletto, Centallo, Cherasco, Chiusa di Pesio, Gamalero, Gavi, Guarene, Monforte d’Alba, Narzole, Poirino, Pralormo, Santo Stefano Belbo e Volpedo.
Salgono a 10 le località green della Calabria (Belcastro, Cariati, Crosia, Miglierina, Montegiordano, Roseto Capo Spulico, Santa Maria del Cedro, Sellia Marina, Trebisacce, Villapiana) che si classifica seconda, seguita dalle Marche con 9 comuni certificati, tra cui borghi tra i più belli e noti della regione come Grottammare, Montelupone, Senigallia, Numana e Sirolo, ma anche Esanatoglia, Matelica, Mondolfo e Montecassiano.
Segue la Toscana con 8 riconoscimenti: Bibbona, Castellina in Chianti, Castiglione della Pescaia, Castagneto Carducci, Gambassi Terme, Grosseto, Massa Marittima e Orbetello.
Otto anche le Spighe Verdi dell’Umbria (Deruta, Gubbio, Montecastrilli, Montefalco, Norcia, Scheggino, Todi, Trevi) e della Puglia (Andria, Bisceglie, Castellaneta, Carovigno, Maruggio, Nardò, Ostuni, Troia).
La Campania vanta 7 riconoscimenti: per Agropoli, Ascea, Capaccio-Paestum, Foiano di Val Fortore, Massa Lubrense, Monteforte Cilento e Positano.
Sesto posto per il Lazio con 5 località: Canale Monterano, Gaeta, Rivodutri, Sabaudia e San Felice Circeo; poi la Liguria con 4 riconoscimenti (Andora, Borgio Verezzi, Lavagna, Sanremo) e la Sicilia che arriva a 3 località (Modica, Ragusa, Vittoria), come l’Abruzzo (Gioia dei Marsi, San Salvo e Tortoreto).
Il Veneto è in classifica con 2 comuni rurali (Montagnana e Porto Tolle), come la Basilicata (Nova Siri e Pisticci) e la Lombardia (Ome e Sant’Alessio con Vialone). Chiude l’Emilia-Romagna, con Parma.
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