Dalla strada in pavé che si inerpica al millenario castello simbolo del Cantone, Neuchâtel sfoggia il suo biglietto da visita di città dinamica e interattiva, antica e pittoresca. Per sfogliarne la storia bastano pochi minuti presso la vicina collegiata costruita in arenaria gialla di Hauterive.
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Come nella migliore tradizione romanica, dalle mensole dell’abside spuntano teste di animali e di umani mentre la gotica navata centrale è ornata dal cenotafio dalle tinte vivaci.
Sul sagrato scorrono le epoche più recenti: l’austera statua di Guillaume Farel è in ricordo dei suoi sermoni durante la Riforma protestante (1536-1538) e dalle panchine in pietra grigia Honoré de Balzac nel 1833 scriveva lettere appassionate alla contessa Ewelina Hańska.
Tutto sotto lo sguardo di Lupi e pecore, sculture contemporanee di Davide Rivalta. Sono sue anche le Tre bufale che attraversano piazza David de Pury accanto al chiosco in stile liberty sulla sponda del lago.
I dintorni di Neuchâtel andando verso ovest, lungo la strada litoranea dove colline vitate disegnano le sponde del lago
Cosa vedere a Neuchâtel
Si può scoprire la città a piedi, nell’area pedonale urbana più grande della Svizzera, nel silenzio rotto solo dal gorgoglio dell’acqua delle fontane.
Uno dei capolavori dell’arte rinascimentale è a due passi: basta attraversare la piazza e avvicinarsi alle possenti guglie che svettano sulla Maison des Halles, l’antico mercato delle merci.
Poco oltre il Palazzo Du Peyrou, immerso in un monumentale giardino, è l’esempio più importante di edificio di fine Settecento, destinato a sede di ricevimenti.
In estate, poi, la gradevole temperatura invita ad ammirare Neuchâtel anche dal lago, grazie al servizio di battelli operativo tutto l’anno (tp-info.ch).
Ma, soprattutto, nel 2025 la città è una delle mete ideali per chi ama l’arte. Per commemorare i 140 anni di apertura del MAHN, il Museo d’Arte e Storia, lungo la riva del lago, il 21 giugno si inaugura la mostra temporanea dedicata a Ferdinand Hodler, l’artista svizzero celebre per fondere espressionismo e simbolismo (mahn.ch).
Nel Centro Dürrenmatt (CDN), progettato da Mario Botta intorno alla residenza di Friedrich Dürrenmatt, da non perdere la visita alla cosiddetta Cappella Sistina, la toeletta dipinta dallo stesso Dürrenmatt.
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L’anfiteatro naturale del Creux du Van in Val de Travers, con le pareti rocciose alte fino a 180 metri, dove è possibile avventurarsi in escursioni
Cosa vedere nei dintorni di Neuchâtel
Non meno interessanti sono i dintorni di Neuchâtel andando verso ovest, lungo la strada litoranea dove colline vitate disegnano le sponde del lago. Nel centro di Auvernier, frazione di Milvignes, La Maison Carrée si riconosce per la sua silhouette squadrata e il sobrio tetto a pagoda.
. “La nostra famiglia produce vino dal 1827”, spiega Alexander Perrochet davanti a due giganteschi torchi in legno usati per spremere l’uva.
Un’altra prestigiosa cantina è la Cave du Château d’Auvernier, che risale al 1603. Al comando c’è Henry Aloys Grosjean. “Dalle migliori vigne di Pinot nero nasce un vino rosa caratteristico del territorio, l’Oeil de predrix, l’Occhio di pernice, ideale per accompagnare i piatti a base di pesce di lago” (chateau-auvernier.ch).
Prima di percorrere la Val de Travers, scavata dal fiume Areuse, vale la pena fermarsi presso il castello di Colombier, del XII secolo, costruito su un fortilizio romano accanto alle terme, tra mosaici e affreschi.
l Il magnifico scenario della gola del fiume Areuse, nella Val de Travers, dove fare trekking e birdwatching
Val de Travers: prosciutti e assenzio
Il mattino presto è il momento ideale per apprezzare un paesaggio naturale intatto e dedicarsi all’escursione più gettonata del Cantone a Creux du Van, un anfiteatro naturale dalle pareti rocciose a strapiombo di oltre 180 metri d’altezza. Il percorso circolare richiede circa 5 ore, con partenza e arrivo dal borgo di Noiraigue attraverso boschi di flora artico-alpina, tra camosci e linci. Per il pranzo ci si ferma più avanti nella valle, a La Presta.
Qui, la specialità culinaria è il prosciutto cotto nel bitume. “Fino al 1986 dalle miniere ancora oggi visitabili si estraeva la roccia asfaltica. Negli anni Trenta alcuni minatori avvolsero le carni in strati di carta oleata immergendole nel bitume: nacque così questo prosciutto tenero e succoso”, racconta Nicole Perret, che gestisce il Café des Mines.
Ma la Val de Travers è rinomata soprattutto per la produzione di assenzio, tanto importante da meritarsi un museo. “L’artemisia, da cui si ottiene il liquore, cresce qui rigogliosa e ad alto contenuto di tujone, la molecola che, se assunta in grandi quantità, causa comportamenti disinvolti e allucinazioni”, chiarisce Raphael Gasser, direttore della Maison de l’Absinthe di Môtiers.
“La Maison è un centro dedicato alla cultura e alla storia dell’assenzio, dalla medicina primordiale ai cosiddetti poeti maledetti fino al periodo del proibizionismo, terminato solo nel 2005”, continua.
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Una sala del Museo Internazionale dell’Orologeria a La Chaux-de-Fonds
La Chaux-de-Fonds, la città degli orologi patrimonio Unesco
La strada che si dirige verso nord-est porta alle vicine cittadine di Le Locle e La Chaux-de-Fonds, dove è nata nel Seicento la misurazione del tempo, quando gli abitanti non potevano dedicarsi ad altro per molti mesi all’anno a causa delle condizioni meteorologiche.
L’esclusiva conformazione edilizia a scacchiera di La-Chaux-de-Fonds, che garantiva l’illuminazione delle stanze necessaria per lavori minuziosi e di precisione, ha meritato l’iscrizione nel patrimonio Unesco. Bisogna salire alla torre Espacité per apprezzarla al meglio.
Pochi minuti a piedi bastano per raggiungere il Museo internazionale dell’orologeria, dove ammirare i 4.500 pezzi dedicati alla misurazione del tempo, dalla meridiana all’orologio atomico.
Gli appassionati del Liberty si dirigono verso Villa Fallet e il Crematorio, opere del caposcuola Charles L’Eplattenier.
Tappa irrinunciabile sono poi gli edifici concepiti da Le Corbusier, da Villa Jaquemet a Villa Stotzer, alla più celebre Maison Blanche.

