Il suo disco più raccontato, più intimo, in un certo senso più cantautorale, anzi da “cantautorap”, come dice lui. Clementino è pronto a raccontarsi come non ha mai fatto prima in Grande Anima, il nuovo album in uscita il 25 luglio. “Un album in cui ci sono spiritualità, amore, speranza, e dove per una volta l’autocelebrazione del rap in quanto tale non è protagonista come in altri lavori”, spiega il rapper napoletano che ha aperto un nuovo capitolo della sua vita personale e artistica. “Negli ultimi tre anni, dopo aver compiuto i 40, ho avuto un’illuminazione che si chiama meditazione. Ho viaggiato tanto, dall’India al Costa Rica, passando per il Nord Europa con le aurore boreali. Ho incontrato sciamani, partecipato a cerimonie spirituali. E ho trovato me stesso”.
Clementino non ha mai nascosto di aver avuto un passato segnato anche dagli eccessi – droghe e alcol -, che sembra ormai lasciato alle spalle. “Non mi tiro indietro perché con la verità non si sbaglia mai. E vorrei essere anche un esempio per i giovani: se cadi in un buco puoi uscirne, se vieni dalla provincia più profonda, dal Sud, puoi comunque spaccare. Ho messo un freno alla mia vita da rockstar maledetta, ho iniziato a raccontarmi e ho scoperto un nuovo Clemente. Clementino è solo il robot, il personaggio che non può andare da nessuno parte senza Clemente. Prima era il contrario. Oggi Clemente è il mio migliore amico, il mio spirito guida che mi dice di non fare cazzate”. La meditazione e i viaggi che “sono un’ancora di salvezza, il termine di paragone per farti capire come siamo piccoli nel mondo”, dunque, ma anche i tanti libri letti (“almeno una cinquantina in un anno, su tutti Jules Verne”) e la decisione di comprare un appartamento a Napoli, “per sentirmi veramente a casa, quando torno dai miei giri. Insomma, sono cambiate un po’ di cose: la molla è scattata 6 o 7 anni fa quando mi sono reso conto che mi stavo distruggendo. Ora questa è la vita che ho sempre sognato: ho cominciato a viverla nel momento in cui ho iniziato a credere in qualcosa, in me stesso. Fino a quel momento non avevo tanta autostima, ma il pensiero crea la materia, come diceva Giordano Bruno”.
Un percorso che è finito dritto in Grande Anima (Epic Records Italy/Sony Music Italy), che segna il raggiungimento di un equilibrio tra le sue visioni da musicista e quella solitudine che da sempre lo accompagna. Che nasce nel mondo ma mette radici a Napoli, da cui trae linfa vitale per il sound, le sonorità, la lingua, i feat (con Gigi D’Alessio, Settembre, Ste, Greg Rega, Calmo e Ugo Crepa – con l’unica eccezione dei Negrita). “Perché alla fine quello che conta è sempre l’essenza, le radici”. Clementino porterà il suo nuovo album dal vivo in due date: il 20 novembre al Fabrique di Milano e il 28 dicembre al Palapartenope di Napoli. “Poi l’anno prossimo ce ne saranno altre, nei teatri o nei club, vedremo”. Intanto c’è anche l’impegno in tv: a settembre sarà con le sue incursioni al fianco di Antonella Clerici per Juxebox – La notte delle hit e poi riprenderà il suo posto tra i giudici di The Voice, dove potrebbe condividere la poltrona con Rocco Hunt. “Aspetto la conferma, ma ne sarei felicissimo: artisticamente siamo nati insieme. Gigi D’Alessio mi mancherà, siamo talmente agli opposti che siamo grandi amici. La tv mi piace e se un giorno ci sarà l’occasione, l’idea di un programma tutto mio mi attira”.
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