«Ho la paralisi di Bell», con un post sui social Simone Cristicchi ha dovuto annunciare di dover annullare il concerto previsto al Forte di Bard, in Valle d’Aosta, il 12 luglio, spiegando «è una condizione temporanea che richiede riposo e attenzione», scrive dispiacendosi con i fan. Ma che cos’è questa malattia che colpisce 2 milioni di italiani – e che già era stata portata alla ribalta dalla serie di Netflix Sirens, in cui l’attrice Lauren Weedman ha davvero recitato mentre aveva una paralisi facciale temporanea, interpretando un personaggio con il suo stesso disturbo?
La Sindrome di Bell è un disturbo neurologico che crea paralisi su un lato del viso. Sebbene i sintomi in genere si risolvano entro poche settimane, a volte possono persistere per un anno intero. E «l’idea di sedersi e aspettare che le cose migliorassero non era una strada percorribile», ha dichiarato l’attrice Laurel Weedman in un’intervista pubblicata recentemente da Huffington Post.
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Altre celeb di Hollywood, come George Clooney e Angelina Jolie ne hanno sofferto, ma il disturbo non era mai stato sdoganato sugli schermi- eccezion fatta per la conduttrice Simona Ventura, che lo scorso anno andò in diretta con la paralisi di Bell, facendosi inquadrare in primo piano e postando su Instagram «Ragazzi, succede: l’importante è che è assolutamente transitorio!! Mai mollare».
Tornando a Sirens, la regia, rendendo la paralisi non più uno stigma ma un forte tratto caratterizzante, fa pronunciare alla chef esaurita Patrice – impersonata appunto da Weedman – la battuta: «Ogni estate succede questo, la mia paralisi di Bell è tornata, devo dire grazie allo stress», offrendo così allo spettatore una spiegazione molto semplice (e anche rassicurante), come a dire «sono cose che capitano, non sei solo».
Che cos’è la paralisi di Bell?
«La paralisi di Bell è una condizione in cui il nervo facciale – il settimo nervo cranico, che controlla i muscoli dell’espressione facciale – si infiamma, provocando la paralisi di una parte del viso», spiega il Professor Adriano Chiò, Direttore Struttura Complessa Neurologia Uno Ospedale Molinette Città della Salute e delle Scienze di Torino, che aggiunge: «Può colpire chiunque, senza distinzioni di età o prevalenza di genere». Di solito causa una paralisi temporanea dei muscoli facciali: infatti, continua Chiò, «la maggior parte dei pazienti guarisce in 2-4 mesi e recupera la funzione del nervo facciale anche senza trattamento specifico».
Paralisi di Bell: i sintomi
La Sindrome di Bell si manifesta quindi con paralisi o debolezza dei muscoli su un lato del viso: un lato della bocca non si muove quando si prova a sorridere; ci sono difficoltà a chiudere gli occhi o ad alzare le sopracciglia. Alcuni pazienti notano che sbavano da un angolo della bocca. Questi sintomi di solito si manifestano all’improvviso, come sottolinea Chiò «può capitare di svegliarsi al mattino e non funziona niente». «Nel caso della paralisi di Bell – si legge sul sito ISSalute – la paralisi facciale si manifesta in modo rapido e può variare da debolezza a totale paralisi dei muscoli di un lato del viso. I disturbi (sintomi) possono comprendere:
- cedimento dei muscoli del viso e mancanza di espressioni facciali
- sbavamento
- dolore intorno alla mandibola, all’interno o dietro l’orecchio nel lato del viso colpito
- maggiore sensibilità ai suoni nel lato del viso colpito
- perdita del gusto
- variazioni nella quantità di lacrime e di saliva prodotte»
Le possibili cause della paralisi di Bell
«Le cause esatte non sono sempre chiare, ma sappiamo tuttavia che possibili fattori scatenanti per la paralisi di Bell possono essere:

