Tra i borghi più belli d’Italia, Lovere è un vero e proprio cammeo, anche se alcuni libri di geografia lo considerano principalmente come tappa obbligata lungo la carrozzabile che collega la pianura padana con le Alpi. Non che sia inesatto, tutt’altro. Questa posizione strategica era stata provvidenziale, quando la fotogenica località lacustre della Bergamasca si distingueva per la lavorazione del panno scarlatto di lana, richiestissimo in Germania.
Oggi è la bellezza a darle blasone, sublimata nell’elegante lungolago, nei vicoli con le tracce dell’influenza veneziana, nell’Accademia delle Belle Arti Tadini che conserva opere di Canova e Francesco Hayez. E nella tradizionale kermesse Borgo della Luce, che nelle sere d’estate accende gli edifici di piazza 13 Martiri proponendo riflessioni su grandi temi. Come la sostenibilità ambientale, fino al 7 settembre al centro dell’edizione 2025. Illuminante.
E prende il via proprio da Lovere l’itinerario che si distende verso la Val Seriana e la Valle Camonica, paradigma del progetto Le Strade più belle d’Italia promosso da Italy Discovery e dall’Associazione Borghi più belli d’Italia per dare voce a territori “appartati” ma di pregio. Dove esiste (e resiste) un invidiabile patrimonio di tradizioni, storia e cultura dell’accoglienza.
Escursione nel Parco dell’Adamello vicino al lago di Aviano, nel comune di Edolo
Le Strade più belle d’Italia: da Clusone alla Valle Camonica
Una dozzina di chilometri costeggiando il fiume Borlezza ed è Clusone a prendersi la scena, assieme al ricordo della storica Ferrovia che in passato aveva il suo capolinea proprio in questa colta e vivace polis delle Orobie. A darle lustro ci pensano i palazzi che punteggiano il centro storico, l’affresco La Danza Macabra sulla facciata dell’Oratorio dei Disciplini e il cinquecentesco Orologio astronomico Fanzago, una vera lezione sulla necessità di cogliere l’attimo.
Lo stesso che spinge a superare il passo della Presolana e, attraverso la Valle di Scalve, a raggiungere Borno e poi Breno, aggraziata capitale della media Valle Camonica, ruolo evocato dal possente Castello incorniciato da mura merlate e dagli spazi espositivi del CaMus, il Museo Camuno.
Peraltro a poca distanza da Bienno, borgo affacciato sulle acque del Vaso Rè, canale che per secoli ha azionato le ruote idrauliche e i magli con cui i maestri della forgiatura realizzavano manufatti, attrezzi agricoli, armi. E che sono tenuti ancora in funzione per celebrare la manualità degli artigiani di ieri e di oggi, come capita di certificare tra le fornaci della Fucina Museo o in occasione della Mostra Mercato che, a fine agosto, convoca i più abili intagliatori e incisori locali.
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L’Orologio Astronomico Fanzago a Clusone
Tra le incisioni rupestri
Si prosegue con piacere lungo queste strade, ed è ragionevole farlo in modo slow per apprezzare la lunga sequenza di vigneti, casolari e piccoli centri urbani che annunciano la Valle dei Segni, straordinaria galleria en plein air di oltre 200 mila incisioni rupestri che rimanda alla preistoria e alla civiltà dei Camuni. Con una concentrazione sorprendente di siti archeologici come il Parco Nazionale Naquane, nella zona di Capo di Ponte, con le sue 104 rocce ricoperte da oltre 30 mila figure.
Niente poi vale l’emozione di un giro lungo la Ciclovia che costeggia l’Oglio. O quella dei nuovi viandanti, che possono scegliere il loro percorso elettivo tra la Via Valeriana sul versante ovest del fiume e il Cammino di Carlo Magno sul fianco opposto.
Dopo Edolo l’on the road diventa doppiamente iniziatico. Con accenti colti a Monno, dove ha sede il Centro di sperimentazione artistica e artigianale CaMon. E con quelli più squisitamente paesaggistici lungo la strada che s’impenna, raggiunge il Mortirolo, rievoca le memorabili scalate dei campioni del ciclismo come Pantani e poi dal Passo scende in Valtellina in modo perfino più ripido.
Per raggiungere Tirano, punto di partenza della Ferrovia del Bernina che porta a Saint-Moritz e punto di arrivo dei pellegrini che visitano il santuario della Madonna, principale luogo di devozione della valle dell’Adda, ai piedi della Via dei Terrazzamenti che si snoda tra i vigneti e le cantine che producono i grandi rossi locali da uve Nebbiolo.
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Le Ferrarezze di Giovanni Castelnovi a Bienno, una collezione di attrezzi del ‘900
Il borgo Teglio in Valtellina
Teglio è a pochi chilometri ed è un imperdonabile sgarbo non raggiungerla. Perché questa schiva cittadella incorniciata da case nobiliari e androni voltati è un autentico gioiello delle Alpi lombarde. E non solo per il superbo Palazzo Besta, elegante dimora rinascimentale con un cortile a portico decorato da affreschi raffiguranti episodi dell’Eneide e con un salone d’onore impreziosito da scene tratte dall’Orlando Furioso. Per i piaceri gourmet c’è sempre il ristorante dell’Hotel Combolo, dove ordinare i gustosi pizzoccheri, preparati secondo la ricetta originale che prevede l’utilizzo di pasta rigorosamente fresca.
Poco lontano, Andrea Fanchi tiene viva l’eroica coltivazione di grano saraceno, seminato a luglio e che, tra agosto e inizio settembre, sfoggia una bella fioritura dalla colorazione biancastra e dalle piccole venature di rosa. Vita breve. Che nei pomeriggi estivi diventa spettacolo quando le distese del famoso pseudo-cereale assumono tonalità più calde e il tramonto illumina i contorni del fondovalle. La quiete di Teglio anestetizza l’ossessione del tempo che passa. E regala un invidiabile stato di benessere.
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Bienno, La Casa degli Artisti
Le 100 Strade più belle di Italia: il progetto di Italy Discovery e Associazione Borghi più Belli d’Italia
Lovere-Teglio il percorso descritto in queste pagine, prima Strada certificata, è stato inaugurato il 30 maggio, ma il progetto è ambizioso: arrivare, nel giro di 3 anni, a individuare e a “registrare” le 100 Strade più belle di Italia.
L’iniziativa, firmata da Italy Discovery e dall’Associazione Borghi più Belli d’Italia, con il patrocinio del Ministero del Turismo e la media partnership di DOVE, ha un obiettivo preciso: promuovere le campagne e i luoghi storici attraverso itinerari on the road. Per ogni nuova Strada verranno infatti segnalati pievi, ville d’epoca, cascine, musei, cantine, frantoi, produzioni tipiche, creando così percorsi dal diverso sapore: storici, culturali, del gusto…
Per godersi il viaggio che, quasi ancor più della meta in sé, diventa occasione di scoperta e meraviglia. Un viaggio lento e sostenibile, che invita a cambiare prospettiva, a guardarsi intorno con curiosità, prendendosi tutto il tempo necessario per respirare e assaporare l’anima del luogo. Una bella occasione per conoscere un’Italia meno scontata e più autentica (info: lecentostradepiùbelleditalia.it).

