“I giornali hanno parlato di respingimento in realtà non c’è stato nessun respingimento, si è trattato di un incontro annullato all’ultimo momento per un risentimento da parte libica su qualche eccesso di zelo da parte di qualche funzionario della delegazione europea”. È la versione del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi su quanto accaduto ieri in Libia. Il titolare del Viminale, con gli omologhi di Malta, Byron Camilleri, e della Grecia Thanos Plevris e il commissario europeo Magnus Brunner, avevano in programma un incontro con i ministri del generale Haftar ma sono stati bloccati al loro arrivo in aeroporto di Benina e invitati a lasciare immediatamente il Paese.
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09 Luglio 2025
Il giorno dopo, il ministro parla al Tg1. “La prima parte della visita era andata benissimo, con un incontro ricco di spunti. Se qualche appassionato dell’immigrazione indiscriminata crede di compiacersi per quanto accaduto si sbaglia – avverte Piantedosi – noi andiamo avanti anche contro i trafficanti di esseri umani. Con la Libia c’è un rapporto strutturato e un incidente, pur serio, non gestito dalla nostra parte, non minerà la collaborazione che da tempo abbiamo avviato con quel Paese”.
Per il suo collega, il ministro degli esteri Antonio tajani, si è trattato di “un misunderstanding tra il rappresentante diplomatico dell’Unione europea e le autorità del territorio libico dove era atterrato l’aereo. Per quanto mi riguarda si tratta di un problema di incomprensione tra i diplomatici dell’Ue, perché era una missione organizzata dall’Unione europea e non dall’Italia. Quindi mi auguro che si possa chiarire tutto nel tempo più rapido possibile”, ha tagliato corto Tajani intervenendo all’Assemblea nazionale dell’Anbi.

