Conduttrice, scrittrice, pittrice, Ema Stokholma torna spesso a parlare della sua infanzia dolorosa, che oggi a 41 anni si è lasciata alle spalle, ma che è impossibile dimenticare. Colpa di una madre che la picchiava e di un padre spesso assente.
Ema Stokholma, conduttrice e scrittrice.
Ivan Romano/Getty Images
Il primo ricordo brutto risale a quando aveva 4 anni, quando per la prima volta venne picchiata in auto, ma ce ne sono anche di belli, specie quelli legati alla scuola e ai compagni: «Era bellissimo andarci e vivere una vita normale in mezzo a loro. In mensa mangiavamo tutti insieme e ricordo che finivo sempre i loro piatti: ero affamatissima», ha raccontato la conduttrice al Corriere della Sera. A casa, invece, rifiutava il cibo che la madre le preparava: «Forse rifiutavo tutto quello che arrivava da lei, sto ancora cercando di capirlo. Anche adesso mi capita di lasciarmi andare a questa forma di inappetenza», ha rivelato. All’epoca non pensò mai di raccontare la sua sofferenza a un adulto: «Mi prendo le mie responsabilità, ma io avevo troppa paura di ritornare a casa dopo un’eventuale denuncia. Lei, poi, non mi mandava a scuola quando i lividi si vedevano. E comunque non è che avessi dei modelli di riferimento positivi, tra gli adulti: persino mio padre mi diceva “ci vediamo lunedì”, e poi ricompariva dopo quattro anni…».
Oggi quel legame è labile, «Ogni tanto mi manda un messaggio», ha detto Ema Stockolma riferendosi alla madre, che quando aveva 9 anni tentò di convincerla a buttarsi nel fiume, a Romans-sur-Isère, dove vivevano. La salvò un libraio, Stéphane, che non ha mai più rivisto.
È rimasto forte, invece, il legame con il fratello Gwendal, che con lei ha condiviso gli anni più difficili e che è stato il primo a leggere i capitoli del libro Per il mio bene, con cui nel 2021 Ema Stockolma ha vinto il Premio Bancarella: «Senza il suo consenso non lo avrei mai pubblicato. I proventi li divido equamente tra di noi, perché è la mia storia, ma anche la sua», le parole della conduttrice, che oggi è serena e felice della sua vita, circondata da amici e da affetti importanti.
Tra i nomi noti, ci sono Andrea Delogu: «È stata la prima a chiedermi, per esempio, di mia mamma, e quando le ho raccontato cosa mi faceva, ha voluto sapere dove, quando, tutto», e Luca Barbarossa, con cui lavora al programma Social Club, su Radio 2. È anche grazie a loro e a tanti altri che non è mai «giù di morale» e che ha realizzato il sogno di avere una famiglia stile Friends. Quella classica delle pubblicità, invece, non è mai stata un obiettivo: «Non sono cresciuta con il mito della famiglia da Mulino Bianco, questa è forse una delle poche cose di cui ringrazio mia madre».

