(di Luciano Fioramonti)
Un luogo al di fuori del tempo, una
sorta di Eden, alternato alla visione incrinata dalla presenza,
non meno esotica, dei banditi protagonisti della cronaca nera,
della periferia lontana e di altri riferimenti legati al tema
del sottosviluppo. Un’idea stereotipata della Sardegna ha
caratterizzato in passato per lungo tempo il racconto che anche
grandi nomi della fotografia hanno proposto dell’isola. Nel
corso degli ultimi 25 anni la rappresentazione visiva si è
aperta a nuove modalità di azione e di relazione con territorio
e comunità, con rappresentazioni simboliche e ideologiche che
offrono uno spaccato di tematiche differenti, dalla storia delle
culture alla trasformazione della società contemporanea,
lasciando intravedere in trasparenza elementi di subalternità
che resistono.
Propone una riflessione legata non solo alla dimensione
geografica, ma anche alla dimensione culturale e sociale
dell’idea di ‘isolanità’ la mostra che al Man di Nuoro e alla
Galleria comunale d’arte di Cagliari riunisce fino al prossimo
16 novembre i lavori di 16 autori e autrici italiani e
stranieri. ‘Isole minori. Note sul fotografico dal 1990 ad
oggi’, a cura di Walter Guadagnini e Giangavino Pazzola con il
coordinamento di Elisabetta Masala, accosta punti di vista
diversi che “restituiscono un vocabolario visivo della Sardegna
che ne consente una contestualizzazione culturale nell’area
mediterranea allargata prima ancora che in quella italiana”.
Fotografata in passato da grandi autori come August Sander,
Henri Cartier-Bresson, Lisetta Carmi e altri ancora, “nella
maggior parte dei casi – osservano i curatori – la Sardegna è
stata interpretata e trasmessa secondo una lettura
reportagistica del territorio e delle comunità che abitavano le
sue aree interne. Tali testimonianze hanno alimentato un
immaginario sociale polarizzato tra stato centrale e periferia,
che ha prodotto rappresentazioni, miti e ideologie che, nel
corso del tempo, hanno condizionato sia il modo di vedersi degli
isolani, sia la percezione del contesto da parte di chi alla
Sardegna guardava”.
Al Museo di Nuoro la mostra si apre con un prologo-omaggio a
quattro grandi autori attivi da molti anni, che hanno dedicato
all’isola fotografie significative sia all’interno del loro
percorso sia nella rilettura del paesaggio sardo: la metafisica
marina legata alla cultura mediterranea di Mimmo Jodice ripresa
a Punta Pedrosa (1998) e a Molara (1999), i vagabondaggi poetici
di Bernard Plossu tra Carloforte e La Maddalena (2002),
l’ironica rivisitazione del tema del nudo di Ralph Gibson (1986)
e la spettacolare documentazione della presenza turistica in
spiagge come il Poetto (1995) di Massimo Vitali. Accanto a loro
gli scatti di Jacopo Benassi, Paola De Pietri, Charles Freger,
Salvatore Ligios, Marinella Senatore, Giovanna Silva, Lorenzo
Vitturi, Vanessa Winship e George Georgeou.
Divisi in stanze monografiche, gli autori leggono la
contemporaneità nella persistenza del ruolo della maschera nel
racconto di antiche tradizioni e rituali, rivisitate da
Salvatore Ligios per mettere in discussione la coscienza
identitaria e la perdita degli elementi culturali locali (2007)
oppure da Charles Fréger (2010-2011); o ancora nell’attesa
spesso vana di una rinascita sociale, culturale ed economica
come per l’evento di inaugurazione delle architetture per il
mancato summit della Maddalena (Giovanna Silva, 2009); o nel
rapporto tra passato e presente nel Monumento a Garibaldi e
nelle fortificazioni di granito nell’isola di Caprera (Paola De
Pietri, 2022). Pratiche di interazione e partecipazione tra arte
e comunità si manifestano nel racconto delle diverse idee di
cittadinanza nelle opere di Marinella Senatore (2013), Vanessa
Winship e George Georgeou (2014). Jacopo Benassi (2021) e
Lorenzo Vitturi (2022) agiscono rispettivamente a Donori e in
Valle della Luna, per affrontare concettualmente l’idea di
isolamento.
La Galleria comunale di Cagliari presenta i lavori di quattro
artisti, Arianna Arcara, Francois-Xavier Gbré, Luca Spano, Karla
Hiraldo Voleau, accomunati dal rapporto tra fotografia e
letteratura sul tema dei rapporti interpersonali, con rimandi ai
racconti di Sergio Atzeni, a Pasolini e David Herbert Lawrence.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

