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    Home»Cronaca»L’esplosione del distributore di Roma ha generato diossina
    Cronaca

    L’esplosione del distributore di Roma ha generato diossina

    admin5698By admin56985 Luglio 2025Nessun commento5 Minuti di lettura
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    "L'esplosione del distributore di Roma ha generato diossina"
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    Il monitoraggio dell’Arpa ha rilevato che l’esplosione che si è verificata venerdì 4 luglio a Roma ha “generato diossina“. In particolare, si registra la presenza di diossine-Teq pari a 1 pg/m3. “Per quanto riguarda le diossine non esiste un riferimento normativo in aria ambiente. L’Oms (nel documento Air quality guidelines for Europe 2000) stima concentrazioni di tossicità equivalente (TEQ) di diossine e furani in ambiente urbano pari a circa 0,1 pg/m3, anche se è elevata la variabilità da zona a zona, mentre concentrazioni superiori a 0,3 pg/m3 indicano la presenza di una fonte di emissione localizzata, ovvero significano che l’incendio ha effettivamente generato diossina”, spiega Arpa Lazio nell’analisi divulgata nel pomeriggio di sabato 5 luglio.

    L’Agenzia è “intervenuta, come di consueto, per effettuare il monitoraggio della qualità dell’aria a supporto degli enti locali e sanitari cui competono le valutazioni in merito ai possibili rischi per la salute e ai comportamenti da seguire. A questo fine – spiega l’ente – il personale dell’Agenzia ha installato un campionatore, strumento necessario per verificare l’eventuale presenza in aria di sostanze inquinanti come idrocarburi policiclici aromatici, Pcb e diossine, a poca distanza dall’area interessata dall’incendio”. In scia alla notizia Avs, per bocca del deputato Filiberto Zaratti, ha sottolineato come “a questo punto è evidente che l’angosciosa vicenda impone una scelta non più rinviabile: i distributori di carburanti fossili vanno spostati in luoghi lontani da case e luoghi di incontro perché rappresentano un rischio non più sopportabile. Dopo villa Gordiani questo passaggio va urgentemente pianificato”.

    Secondo la Protezione Civile, in ogni caso, sarebbe andata anche peggio se i Vigili del Fuoco non fossero stati veloci a sedare l’incendio. “È noto che un incendio più dura nel tempo e più raggiunge temperature alte con la conseguente diffusione nell’aria di diossine – si legge in una nota – Premesso che le valutazioni sanitarie spettano alla Asl al momento possiamo dire di aver scongiurato il peggio, essendo la prima giornata di monitoraggio quella più a rischio dal punto di vista della tossicità dell’aria”.

    Intanto restano ricoverati all’ospedale Sant’Eugenio in condizioni gravi 2 feriti in seguito all’esplosione. Entrambi, si legge in una nota della Asl Roma2, sono “sedati e sottoposti a ventilazione meccanica assistita. Le loro condizioni permangono stazionarie nella gravità del quadro clinico, ed il monitoraggio da parte dell’equipe multidisciplinare prosegue senza interruzioni”. In particolare, si legge ancora nella nota “su uno dei due pazienti – che presenta ustioni di terzo grado estese al 55% della superficie corporea – è stato eseguito un primo trattamento di escarolisi enzimatica, procedura mirata alla rimozione iniziale del tessuto necrotico mediante l’impiego di enzimi selettivi. L’intervento rappresenta un primo passo nel complesso percorso terapeutico previsto per i grandi ustionati. La prognosi rimane riservata. Nel corso delle ultime ore, si è aggiunto in reparto un terzo paziente di sesso maschile, trasferito dall’Ospedale San Giovanni. Le sue condizioni sono complessivamente buone: il paziente è cosciente, vigile e non necessita di supporto ventilatorio. Presenta ustioni di terzo grado localizzate ad un arto superiore, con un interessamento pari a circa il 10% del corpo. È in corso una valutazione specialistica per definire il trattamento più appropriato, con l’obiettivo di garantire il miglior decorso possibile. La situazione clinica dei pazienti viene costantemente valutata e gestita da personale altamente qualificato”.

    Secondo il Comitato dei Genitori dell’Istituto Comprensivo Simonetta Salacone danneggiato dall’esplosione, l’incidente non è un caso. “Ciò che è accaduto il 4 luglio non è stata una disgrazia o una fatalità. Sono anni, più di un decennio, che seguendo la tenacia del comitato Albero Magico protestiamo per le condizioni invivibili dell’area. La Mcr metalli che smaltisce metalli in via Balzani condivide il muro di cinta con il giardino della scuola dell’infanzia, intossicando bambini tra i 3 e i 5 anni, personale Ata, insegnanti e docenti che per anni e anni hanno respirato chissà quante sostanze nocive. Attività inadatte al contesto, con un distributore di carburanti a pochi metri”, si legge in una nota. I genitori continueranno quindi “a protestare con forza contro la Regione Lazio che non ci tutela, ci impedisce di vivere dignitosamente e mette a rischio la nostra vita, sottoponendoci a una convivenza forzata e illegale con rottamatori, demolitori, materiali tossici e altamente infiammabili, siti di smaltimento di rifiuti. Proroghe e concessioni hanno protratto l’esistenza di questi siti e favorito l’avanzamento della cementificazione e dei rischi ambientali e per la salute pubblica a essi collegati. Di tutto ciò, sono responsabili le istituzioni”.

    Il comitato ricorda poi che dopo l’esplosione, “circa sessanta bambini sarebbero entrati al centro estivo a Villa de Sanctis, e chissà quante altre persone avrebbero popolato la piscina e il campo da tennis del centro sportivo. Decine di persone sono rimaste ferite, ma è stata sfiorata una strage. Una strage di bambini”. Quanto ai danni nel plesso in via Romolo Balzani, raccontano che la deflagrazione ha divelto le finestre, causando crolli e crepe nella struttura. I genitori quindi ribadiscono che “fino a pochi giorni fa” i loro figli “erano lì dentro” e “molto probabilmente non potranno tornare nella loro scuola a settembre. Riflettiamo su quanto accaduto. C’è chi ci dice che la nostra sicurezza passa per la militarizzazione della scuola, per l’odio verso le persone straniere e per l’acquisto di armamenti – concludono – Questa gente, insieme a quella che desidera mettere il profitto e i rapporti clientelari davanti alla salute delle persone, stia certa che saremo una spina nel fianco”.

    del diossina distributore generato Lesplosione Roma
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