Era il suo primo giorno del periodo di alternanza scuola-lavoro, quando una pesante lastra di metallo all’interno della ditta Bc Service di Noventa di Piave (Venezia) lo uccise. Per la morte del diciottenne Giuliano De Seta, avvenuta il 16 settembre 2022, oggi i due imputati principali hanno chiuso, davanti al gup di Venezia, con un patteggiamento.
Pena sospesa
I due imputati sono il titolare dell’azienda, Luca Brugnerotto, 39 anni, che ha raggiunto l’accordo su una pena di due anni, e Sandro Borin, 59enne tecnico che aveva compilato il documento di valutazione dei rischi dell’impresa, che ha patteggiato un anno e 4 mesi. Per entrambi la pena è stata sospesa non avendo precedenti penale. Il giovane, che abitava a Ceggia, nel Veneto orientale, era uno studente dell’Itis Leonardo Da Vinci di Portogruaro (Venezia) e frequentava la quinta. A metà settembre aveva iniziato lo stage scuola-lavoro all’interno della Bc Service, specializzata nella piegatura dei metalli.
La barra di metallo
La vittima voleva controllare gli ingranaggi di un macchinario quando fu schiacciato da una barra di metallo caduta dal cavalletto. Nonostante i soccorsi immediati, morì nel giro di pochi minuti. La vicenda è diventata in poco tempo l’emblema delle presunte storture del sistema di avviamento al lavoro per gli studenti, quei “Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento” (Pcto) su cui si sono incentrate proteste e prese di posizione di sindacati, associazioni scolastiche e della politica. Anche la premier Giorgia Meloni aveva ricordato il diciottenne, parlando della piaga degli sul lavoro: “Non possiamo accettare – aveva dichiarato – che un diciottenne come Giuliano De Seta, e cito lui per ricordare tutte le vittime, esca di casa per andare a lavorare e non torni mai più”.
Il movimento imprevisto
La caduta della lastra – è stato accertato nel corso dell’indagine – fu causata dal movimento non previsto di un carroponte all’interno dell’azienda. Una perizia del tribunale aveva accertato che l’impresa avrebbe dovuto adottare modelli di gestione più efficaci. La ditta e la scuola hanno risarcito la famiglia per circa 1,4 milioni di euro; non fece così l’Inail, secondo la normativa di legge su cui la ministra del Lavoro Marina Calderone aveva annunciato modifiche. Archiviate invece le posizioni della preside del Da Vinci, Anna Maria Zago, e del tutor scolastico Attilio Sguerzi. Era stata archiviata anche la posizione dell’operaio che affiancava il giovane e che lo guidava al momento dell’incidente, ma la famiglia della vittima si è opposta, e in ottobre si terrà una nuova udienza davanti al gip.

