C’è un luogo a Nizza dove la storia ferroviaria della città incontra l’energia vibrante della sua scena gastronomica più contemporanea. Un tempo era una stazione. Oggi è una destinazione. Stiamo parlando della Gare du Sud, gioiello di archeologia industriale trasformato in food hall d’avanguardia, laboratorio culinario e piazza urbana.
Siamo nel quartiere di Libération, a nord del centro storico, un tempo zona popolare e oggi punto focale di una delle più interessanti operazioni di rigenerazione urbana della Costa Azzurra. Dove prima transitavano carrozze e locomotive, oggi si incrociano profumi di spezie orientali, pasta fresca, ramen fumanti, tapas basche, ostriche atlantiche e pizze napoletane. Un universo cosmopolita, animato da giovani chef, famiglie, studenti e turisti curiosi che si incontrano sotto un tetto di ferro e vetro d’inizio Novecento, simbolo di una volontà di recupero in chiave sostenibile specchio della modernità dei tempi. Le stesse leve – modernità e sostenibilità – hanno fatto da guida alla progettazione della nuova Volvo EX30, SUV compatto full electric con cui abbiamo raggiunto anche quest’ultima tappa del viaggio on the road dal Lago d’Orta a Nizza.
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Un restauro che è rinascita
La rigenerazione della Gare du Sud, oltre che estetica, è anche ambientale e sociale. Il progetto ha puntato su materiali sostenibili, recupero energetico, mobilità dolce, ma anche sull’inclusione.
La Gare du Sud fu costruita nel 1892 come terminal della linea ferroviaria Nizza-Digne. Chiusa al traffico passeggeri negli anni Quaranta, è rimasta a lungo in uno stato di semi-abbandono. Solo nel 2019, dopo un attento restauro filologico che ne ha conservato le splendide strutture metalliche originali in stile Eiffel e la monumentale facciata in pietra, la stazione ha riaperto al pubblico in una nuova veste.
Oggi l’interno è uno spazio fluido, aperto, luminoso, che accoglie un grande mercato gastronomico coperto, una food court internazionale, librerie, aree coworking, spazi espositivi e – tutt’intorno – una nuova socialità urbana che parte dalla tavola per arrivare ai rapporti umani. Un punto d’incontro tra il vecchio e il nuovo, tra la Nizza borghese della Promenade des Anglais e quella popolare dei mercati rionali, tra lo spirito mediterraneo e l’apertura cosmopolita della città.
Sapori dal mondo, sotto un unico tetto
Entrare alla Gare du Sud è come compiere un viaggio senza biglietto: ogni banco, ogni stand gastronomico racconta una destinazione. C’è Little Italy, con le sue burrate fresche e i ravioli fatti a mano, e subito accanto La Maison de la Tapenade, tempio della cucina provenzale. C’è chi serve bao e gyoza da un piccolo angolo d’Asia, chi propone ceviche e tacos come se fossimo a Lima o Città del Messico, chi affetta jamón ibérico mentre una playlist jazz accompagna il pranzo.
I grandi tavoli conviviali al centro dell’edificio favoriscono l’incontro, la conversazione, la condivisione. Non esistono divisioni: si ordina in diversi punti, si assaggia, si gira, si scopre. È il piacere di una cucina informale, autentica e trasversale, che unisce il meglio del cibo di strada e della cucina d’autore. E che riflette la diversità culturale di Nizza, città di mare, di scambi e di contaminazioni.
Il quartiere che cambia senza dimenticare
Attorno alla Gare du Sud, anche il quartiere Libération sta vivendo una seconda giovinezza. Le vecchie botteghe convivono con bistrot contemporanei, studi creativi, caffè letterari e negozi indipendenti. Il marché de la Libé, il mercato contadino all’aperto che si svolge ogni mattina nella piazza antistante, è uno dei più vivaci e autentici della città: tra i banchi di ortaggi, formaggi e spezie, si respira ancora il ritmo quotidiano di una Nizza vissuta, lontana dai cliché turistici.
Da qui, in pochi minuti a piedi, si raggiungono il Museo di Belle Arti Jules Chéret, i giardini Alsace-Lorraine, la nuova biblioteca Raoul Mille – ricavata da un’altra ex stazione – e l’arena del tram n° 1, che collega il quartiere al centro storico e al mare in dieci minuti. Ma è proprio qui, tra queste strade che profumano di pane appena sfornato, che si coglie lo spirito di una città in trasformazione, sempre più verde, dinamica, giovane.
Sostenibilità e innovazione urbana
La rigenerazione della Gare du Sud non è solo estetica o funzionale. È anche ambientale e sociale. Il progetto ha puntato su materiali sostenibili, recupero energetico, mobilità dolce (grazie alla vicinanza con il tram e alle piste ciclabili), ma anche sull’inclusione: l’accessibilità totale dello spazio, le attività culturali gratuite, gli eventi aperti alla cittadinanza.
Molte delle realtà gastronomiche presenti nel mercato fanno parte di un circuito che promuove la filiera corta, la lotta allo spreco alimentare e l’inserimento lavorativo. Il risultato è un ecosistema in cui innovazione urbana e comunità si sostengono a vicenda, trasformando un ex edificio ferroviario in un luogo d’incontro permanente, vivo sette giorni su sette, dal mattino alla sera.
Non solo cibo: eventi, musica, cultura
L’interno della Gare du Sud è uno spazio aperto, luminoso, che accoglie un grande mercato gastronomico, una food court internazionale, librerie, aree coworking e spazi espositivi.
La Gare du Sud non è solo una destinazione gastronomica. È anche un centro culturale in movimento. Qui si organizzano concerti jazz, mostre fotografiche, laboratori per bambini, degustazioni guidate e mercatini tematici. Ogni stagione porta con sé un calendario di eventi che anima la struttura e ne rinnova continuamente l’identità. Si va dai brunch musicali del weekend alle cene “a quattro mani” con chef ospiti, dalle serate cinema alle collaborazioni con festival gastronomici internazionali.
Il suo palinsesto culturale diffuso è parte integrante dell’esperienza: mangiare qui significa anche ascoltare, osservare, partecipare. È un modello replicabile e infatti sono già diversi i progetti simili, nati in Francia e in Europa, ispirati al successo di questo format ibrido.
Mangiare bene, vivere meglio
La Gare du Sud è il simbolo perfetto di come un luogo possa essere reinventato per rispondere ai bisogni di una città che cambia. È un’ode alla cucina senza confini, ma anche alla socialità spontanea, alla rigenerazione urbana e al piacere di ritrovarsi in uno spazio accogliente, inclusivo, informale.
Per chi visita Nizza e vuole conoscerla oltre la Promenade, oltre le spiagge e le vetrine delle boutique, una tappa qui è imprescindibile. Non solo per mangiare (benissimo), ma per comprendere davvero cosa può diventare una città quando mette al centro la qualità della vita, il dialogo tra passato e futuro, tra il locale e il globale.
Alla Gare du Sud non si prende più un treno. Ma da qui parte un altro tipo di viaggio. Quello del gusto, della condivisione e della scoperta.
Il viaggio non è la distanza
La EX30 è piccola, ma restituisce il senso delle cose grandi. Piccola fuori, grande nei valori, è l’auto per chi cerca un rifugio mobile, un punto fermo tra città e natura. Il silenzio diventa compagno, la sostenibilità uno stile, non un compromesso. Foto di Martina Folco Zambelli / HLMPHOTO
Non sempre serve andare lontano per sentirsi altrove. A volte basta il silenzio giusto. Per esempio, quello che si trova dentro una Volvo EX30, dove il motore non fa rumore, la plancia respira materiali riciclati e lo sguardo si posa su forme essenziali, leggere. In questo spazio, ogni viaggio diventa una pausa, un respiro lento nel ritmo veloce della quotidianità. Il paesaggio non scorre via, ma ci attraversa e ci parla. Non importa che ci si trovi fra le curve della Grand Corniche o sul lungomare di Nizza, con il sole che si infila tra gli alberi o la luce dei locali sulla promenade… Tutto torna a contare. La EX30 è piccola, ma restituisce il senso delle cose grandi: il tempo, la cura, l’attenzione. Non solo per dove si va, ma per come ci si arriva.
Informazioni: Volvo.it

