Tempio Pausania – Prende la parola a inizio udienza, ed è la prima volta dall’inizio del processo. Pochissimi minuti, quando il dibattimento è ancora a porte chiuse. Nel merito: «Nessuno di noi ha mai approfittato di qualcuno o qualcosa».
E poi: «Ho studiato giurisprudenza proprio per questo processo… sono praticante avvocato… credo nella giustizia e vorrei continuare a crederci».
Quindi Ciro Grillo si siede al banco degli imputati, a fianco di Vittorio Lauria ed Edoardo Capitta, dietro i legali difensori. Il figlio del fondatore del Movimento 5 Stelle, accusato di stupro di gruppo su una studentessa di Milano, insieme a tre amici genovesi nella casa in uso ai Grillo in Costa Smeralda, parla per la prima volta nel tribunale di Tempio Pausania. Sei anni dopo quella notte di luglio, che oggi verrà analizzata minuto dopo minuto.
Dopo le parole di Ciro inizia la requisitoria del pm Gregorio Capasso, che a fine udienza farà le sue richieste di condanna. Nella prima parte del suo (lungo) discorso, il procuratore capo insiste molto su cosa aveva bevuto la parte offesa, l’allora studentessa 19enne, prima di andare a casa Grillo.
Il tema del consumo di alcol naturalmente sarà cruciale nella decisione del collegio. Come sa bene lo stesso imputato, e non solo perché è coinvolto nel processo ormai alle battute finali.
Grillo junior, oggi praticante in uno studio genovese, si è laureato con 110 e lode lo scorso 10 luglio. L’unico assente fra gli imputati è Francesco Corsiglia, che è anche l’unico ad essersi sottoposto all’esame nelle scorse udienze.
Non c’è la ragazza, che in aula ho dovuto rivivere l’incubo subito in diverse, interminabili udienze, e nemmeno l’altra parte offesa a sua volta vittima di fotografie oscene mentre dormiva. Domani toccherà proprio alle parti civili prendere la parola.

