In occasione dell’ultima assemblea condominiale, l’amministratore ha ottenuto una maggioranza di soli 464 millesimi. E’ rimasto quindi in carica “ïn prorogatio” in attesa di un’assemblea che deliberi la nomina di un nuovo amministratore. Ora lui intende proporsi ancora come amministratore e sostiene che l’ assemblea – prima di votare un nuovo nominativo – debba esprimersi una seconda volta sulla sua nomina, e solo in caso di mancato raggiungimento del quorum necessario di 500 millesimi, deliberare sulla nomina di un altro nominativo. Io personalmente non ho trovato nessun riscontro giuridico a questa tesi, che mi sembra peraltro alquanto singolare. La ringrazio anticipatamente per il Suo parere.

