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    Home»Cronaca»Emergenza caldo, ordinanza della Regione Liguria: stop al lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16
    Cronaca

    Emergenza caldo, ordinanza della Regione Liguria: stop al lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16

    admin5698By admin569828 Giugno 2025Nessun commento9 Minuti di lettura
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    Emergenza caldo, ordinanza della Regione Liguria: stop al lavoro all’aperto dalle 12.30 alle 16
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    Dopo la prima giornata di bollino arancione per le ondate di calore prevista per domani, sabato 28 giugno, per Genova arriva anche la seconda. Ministero della salute e protezione civile hanno emanato il livello 2 anche per domenica 29 giugno. Nelle ore più calde, la temperatura raggiungerà i 31 gradi, percepiti fino a 34. Secondo le previsioni di Arpal, si tratterà di caldo torrido e non afoso, con livelli di umidità che resteranno bassi. I primi segnali di flessione delle temperature si prospettano verso la fine della settimana prossima. Intanto, lo zero termico è stimato attorno ai 6.000 metri di altitudine.

    Viste le elevate temperature previste nei mesi estivi e in considerazione dei crescenti rischi per la salute legati all’esposizione prolungata al sole durante il lavoro fisico intenso, Regione Liguria ha emanato un’ordinanza per la tutela dei lavoratori all’aperto che prestano attività nel settore agricolo e florovivaistico, nonché nei cantieri edili all’aperto, in condizioni di esposizione prolungata al sole. Il provvedimento – in vigore fino al 31 agosto 2025 – dispone il divieto di svolgere attività lavorative all’aperto nelle fasce orarie più a rischio (12:30–16:00), nei giorni in cui le mappe di rischio pubblicate dal portale Worklimate segnalano livelli “ALTI” di esposizione al calore per attività fisica intensa sotto il sole.L’ordinanza richiama le recenti Linee di indirizzo nazionali approvate dalla Conferenza delle Regioni e invita i datori di lavoro a adottare misure organizzative per ridurre lo stress termico sui lavoratori, sia negli spazi aperti che in ambienti chiusi non climatizzati.

    “La salute dei lavoratori viene prima di tutto – dichiarano il presidente Marco Bucci e l’assessore alla Sanità Massimo Nicolò – ed è nostro dovere mettere in campo strumenti di prevenzione efficaci per contenere il rischio di colpi di calore, soprattutto tra i lavoratori esposti per ore al sole. L’ordinanza rappresenta un atto di responsabilità e di attenzione e va letta come un invito a tutte le parti coinvolte – istituzioni, imprese e sindacati – a collaborare per garantire condizioni di lavoro sicure anche durante le ondate di calore”.

    Liguria bollente, il biologo dell’Acquario: “Il mare nel fine settimana a 29 gradi”


    di Valentina Evelli

    26 Giugno 2025

    Un weekend bollente, dalla terra al mare. Con il bollino arancione per ondate di calore previsto a Genova dal ministero della Salute per la giornata di sabato mentre domenica il mar Ligure raggiungerà quasi i 30 gradi. «Già da un paio di settimane si registrano 25 gradi anche in acqua, almeno un paio di gradi in più rispetto alla media del periodo e nel fine settimana la temperatura del mare salirà fino a 29 gradi- chiarisce Antonio Di Natale, biologo e segretario generale della Fondazione Acquario di Genova – Quest’anno il mar Ligure è notevolmente più caldo, un calore diffuso soprattutto nelle acque superficiali. Una tendenza che sta interessando tutto il Mediterraneo».

    Dati che arrivano dai modelli del sistema “Goos” ( Global Ocean Observing System) e che per la giornata di oggi rilevano nel mar Ligure 26.7 gradi che andranno progressivamente a salire nelle prossime ore per poi raggiungere il picco di domenica alla soglia dei 30 gradi. «Parliamo di temperature che normalmente si registrano tra luglio e agosto, inconsuete per il mese di giugno – spiega il biologo – Un mare ormai semi tropicale considerando che le acque del mar Ligure erano generalmente abbastanza fredde».

    Con effetti diretti anche sull’ecosistema marino. Da una parte acciughe, sgombri e tonni che quando la temperatura superficiale dell’acqua è troppo calda si spostano, coralli e fotogenie a rischio per le ondate di calore marine sempre più frequenti mentre le specie tropicali continuano a prendere piede. «Nel mar Ligure sono stati avvistati e catturati i barracuda ma anche esemplari di marlin bianco, specie che normalmente si trova nell’Oceano Atlantico – continua Di Natale – Si parla sempre più spesso di rottura di un equilibrio ma in realtà è un equilibrio dinamico, in continua evoluzione. Certo è che l’uomo sta facendo di tutto per mettere a rischio la sostenibilità ambientale. Basti pensare ai passi indietro che l’Europa sta facendo sul fronte del Green Deal, un danno alla collettività e al futuro delle nuove generazioni».

    E a scaldarsi nei prossimi giorni non sarà soltanto il mare. L’anticiclone africano ‘Pluto’ porterà nel fine settimana una canicola record in Italia. A Genova per domani è ancora previsto il bollino giallo mentre sabato scatterà il bollino arancione, emesso dal ministero della Salute, per il rischio di ondate di calore con temperature che raggiungeranno i 34 gradi, derivanti dal disagio bioclimatico che considera sia la temperatura che l’umidità relativa. Quello di sabato sarà il primo bollino arancione dell’estate in Liguria che conta circa 5.550 le persone a rischio, più di duemila nel capoluogo.

    Tra i consigli degli esperti, rivolti soprattutto agli over 75 e ai bambini, quello di non uscire tra le 11 e le 18, trascorrere le ore più calde della giornata nella stanza più fresca della casa bagnandosi spesso con acqua fresca, assicurare un adeguato ricambio d’aria e utilizzare correttamente il condizionatore. Moderare l’assunzione di bevande gassate o zuccherate, tè e caffè, evitare gli alcolici, bevande troppo fredde seguire un’alimentazione leggera con frutta e verdura. E ancora indossare indumenti leggeri in fibre naturali e ripararsi la testa con un cappello leggero di colore chiaro.

    Sono esclusi dal divieto gli interventi urgenti e di pubblica utilità (come quelli di pronto intervento, protezione civile e servizi essenziali), a condizione che vengano adottate misure organizzative e tecniche per ridurre i rischi legati al calore.

    “Con l’arrivo delle temperature elevate, è fondamentale adottare comportamenti responsabili per proteggere la propria salute – sottolinea l’assessore alla Sanità, Massimo Nicolò –. È importante seguire alcune semplici accortezze come limitare le uscite nelle ore più calde, idratarsi con regolarità e scegliere pasti leggeri. Queste raccomandazioni sono particolarmente importanti per le persone anziane e più vulnerabili, che necessitano di maggiore attenzione e protezione.

    Tra le attività previste – ricorda Nicolò – ci sono i progetti dei custodi sociali e dei maggiordomi di quartiere, impegnati tutto l’anno anche attraverso il numero verde regionale 800 593235, gratuito, attivo sette giorni su sette dalle 8 alle 20 per l’orientamento, l’informazione e per raccogliere le richieste dei cittadini, come per esempio piccole commissioni quotidiane, finalizzate ad evitare che le persone fragili possano essere sottoposte al rischio delle ondate di calore, specie nelle ore più calde. Queste attività, adeguatamente potenziate in estate, proseguiranno fino al 20 settembre, con eventuali proroghe in caso di necessità in base alla situazione climatica”.

    “Le previsioni – spiega Ernesto Palummeri, Coordinatore Centro di riferimento ligure per le ondate di calore – ci dicono che, oltre alle temperature in aumento, sono previsti tassi di umidità elevati. Per questa ragione, la temperatura percepita potrà superare a Genova, come in molti comuni della nostra Regione, i 35 gradi. In queste condizioni, ricordiamo le raccomandazioni già diffuse per tutta la popolazione e, in particolare, per gli anziani e le persone fragili. L’avviso di bollino arancione per la giornata di sabato è stato inviato a tutte le strutture sanitarie e sociosanitarie che devono osservare una serie di norme e, in particolare, provvedere solo a “dimissioni protette” per anziani e fragili, ossia garantendo assistenza e possibilità di difesa dalle ondate di calore”.

    Luca Maestripieri 

    «Emergenza caldo, servono certezze per tutelare i lavoratori – dicono Luca Maestripieri, segretario generale Cisl Liguria e Andrea Tafaria, segretario generale Filca Liguria, la federazione degli edili della Cisl -. E’ positiva la firma dell’ ordinanza da parte della Regione per finalizzare i provvedimenti che sono necessari, come le pause durante il lavoro, che possono aiutare le persone dei settori più a rischio a causa delle alte temperature climatiche di questi giorni in Liguria. Sono molte le categorie coinvolte, prima tra tutte l’edilizia con oltre 25mila lavoratori interessati, oltre ad altri comparti.Ricordiamo che nel caso in cui si arrivasse a 35 gradi serve lo stop immediato dei lavori, con la possibilità da parte delle imprese di poter richiedere la cassa integrazione consentendo così ai lavoratori di sospendere l’attività per garantire la propria sicurezza . E su questo aspetto, però sono necessarie garanzie dal Ministero del lavoro: ad oggi non ci sono ancora certezze sulla disponibilità delle risorse necessarie e chiediamo a tutte le autorità competenti di attivarsi in tal senso . Chiediamo inoltre la vigilanza rispetto all’ordinanza della Regione che prevede, tra l’altro, la rimodulazione degli gli orari di lavoro nei momenti più caldi della giornata sospendendo i cantieri nel pomeriggio dalle 12.30 alle 16».

    «L’ordinanza regionale è un passaggio importante che rafforza la sicurezza sul lavoro dei settori più esposti al calore _ commenta Giuseppe Gulli, segretario organizzativo Uil Liguria _ Tuttavia, ci saremmo aspettati un coinvolgimento maggiore da parte di Regione Liguria, soggetto che avrebbe potuto mettere allo stesso tavolo Prefetture, Enti e parti sociali per fare sintesi. Resta, infatti, aperta la questione degli ammortizzatori sociali per i quali avremmo voluto un’azione della Regione nei confronti del governo. Inoltre, è necessario aprire ad altri settori del lavoro che operano in condizioni difficili. Svolgere il proprio lavoro in caso di temperature estreme, ad esempio, sui mezzi dell’igiene urbana, può causare forti stress termici. Attendiamo, quindi, la sigla di un protocollo in Prefettura a Genova (e in altre province) che vada nella direzione della salvaguardia dei diritti dei lavoratori e del rafforzamento della sicurezza sul lavoro, elementi che sono prioritari per il sindacato».

    Scettica anche la Cgil. «La notizia arriva a mezzo stampa senza che le organizzazioni sindacali, nuovamente, siano state sentite _ spiega una nota della Cgil Liguria _ Si tratta di un fatto grave nel metodo e nel merito. Nel metodo perché i lavoratori in Liguria hanno una loro rappresentanza e nel merito perché l’ordinanza rischia di essere inutile in quanto ricalca le linee guida nazionali in materia in quanto invita i datori di lavoro ad adottare misure idonee, ma senza porsi il problema delle risorse necessarie per la copertura dell’assenza dal lavoro attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori.Nel frattempo la Cgil si è attivata con le prefetture liguri per il rinnovo dei protocolli sull’emergenza caldo attraverso i quali i lavoratori hanno diritto, nei casi stabiliti, alla copertura delle giornate di lavoro perse attraverso la cassa integrazione ordinaria.Inoltre, la Cgil ricorda che il colpo di calore è una condizione potenzialmente molto pericolosa causata dall’esposizione prolungata a temperature elevate e può colpire sia chi lavora al chiuso, ma anche chi lavora in ambienti poco ventilati e caldi e viene riconosciuto come infortunio sul lavoro. La Cgil invita le lavoratrici e lavoratori a segnalare ai propri delegati – o a rivolgersi alle sedi sindacali – per ogni eventuale problematica legata alle condizioni di lavoro determinate dall’emergenza caldo».

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