La privazione del sonno che procurano i neonati può essere sfiancante. Non solo per i genitori, che mettono a rischio i propri equilibri e la lucidità di giorno, ma naturalmente anche per i bambini. Da alcuni anni esistono figure come le consulenti del sonno, o sleep trainer, che aiutano le famiglie a costruire (o ricostruire) la giusta routine che accompagni a un miglioramento delle fasi di riposo dei bambini. E stabilizzi in particolare le nottate seguendo passo dopo passo le giornate dei genitori e dei piccoli. Alexis Granelli, nota su Instagram con l’account DolceVia Parenting, è una delle più conosciute. Docente certificata in disciplina positiva e spannolinamento, dal 2019 è consulente del sonno infantile e – come si racconta a VanityFair – è «soprattutto una mamma che ha sempre creduto nella possibilità di superare i problemi legati al sonno e, più in generale, a tutte le fasi di crescita dei bambini. Dopo anni di studi e specializzazioni la mia passione si è trasformata nella mia professione. Alla domanda: “Che lavoro fai?” rispondo : “Aiuto le famiglie a ritrovare la serenità”».
Granelli è nata a Seattle, Washington, Stati Uniti e venti anni fa si è trasferita in Europa, più precisamente a Parigi, dove si è laureata in Comunicazione internazionale e business. Ora vive a Roma con il marito e la figlia Penelope. L’origine della sua passione è proprio collegata alla nascita della piccola: «I primi mesi da neo-genitori per noi sono stati davvero estenuanti e difficili», spiega «con mio marito abbiamo sofferto per mesi di privazione del sonno. Mi sentivo esausta e senza speranza ma non potevo sopportare l’idea di lasciare la mia bambina sola a piangere fino a crollare estenuata. Così dopo aver letto i libri più disparati sul sonno infantile e aver provato molteplici metodi, ho trovato la nostra salvezza: Good Night, Sleep Tightdi Kim West (psicologa infantile e terapista familiare statunitense celebre in tutto il mondo per il suo metodo destinato ad aiutare i bambini a dormire bene e conosciuta come The Sleep Lady). Seguendo il suo metodo mia figlia è passata dallo svegliarsi ogni due ore di notte a dormire fino a 11 ore di fila. Ho deciso di diventare una Gentle Sleep Coach perché credo nei metodi di Kim e ho sperimentato in prima persona quanto possano apportare dei cambiamenti positivi per le famiglie esauste. Ho aiutato più di tremila famiglie a ritrovare la serenità. Questo è stato il traguardo più importante che abbia mai raggiunto. Lavoro in stretta collaborazione con pediatri, puericultrici e nutrizionisti. Condividere la mia esperienza e le mie competenze con le diverse famiglie è per me un grande motivo di orgoglio». A Granelli abbiamo chiesto qualche consiglio in particolare per il sonno estivo. Ma non solo.
Young tired and exhausted mother fallen asleep while rocking crib of her newborn baby at night. Concept of sleepless nights and parent depression after childbirth.Artfoliophoto
Quali sono i principali rischi per il sonno dei bambini durante l’estate?
«Non direi che ci siano rischi però è vero che le routine sono solitamente un po’ sballate (ed è giusto che sia così!). Teniamo comunque conto che il sonno è importante per la crescita, specialmente quello tra le 20 e la mezzanotte. Quindi se durante l’estate i bambini vanno a letto sempre alle 23, anche se il giorno dopo dormiranno fino a tardi, rischiano di perdere la parte più preziosa del sonno. Detto questo, oggi gli studi dimostrano che i genitori sono più stressati e in difficoltà che mai a causa dei troppi consigli, spesso contrastanti, che li fanno sentire sotto pressione e confusi. Dunque se durante le vacanze una famiglia è felice e riesce a riposarsi, anche con orari sballati, questo è ciò che conta di più. In un’epoca così frenetica manca davvero il tempo di connessione con i nostri figli. Il mio consiglio per l’estate è quindi di creare momenti di libertà e gioia».
Quali sono le regole generali per tutelare un buon sonno ma concedendosi anche qualche serata leggera, rientrando magari un po’ più tardi del solito?
«Io amo la regola dell’80/20, un po’ come con l’alimentazione. Magari le caramelle tutti i giorni per i bambini che stanno crescendo non vanno bene ma un paio di volte alla settimana sì. La stessa regola vale per il sonno: a piccoli scossoni nella routine deve seguire una disciplina per il resto della giornata o della settimana. Purtroppo le esigenze degli adulti spesso non vanno molto d’accordo con quelle dei più piccoli. Tuttavia è importante vivere e accettare che l’estate è anche un momento per tutti di essere meno rigidi, perché anche i bambini hanno bisogno di coltivare un’attitudine alla flessibilità mentale. Quindi se nella maggior parte del tempo cerchiamo di stare attenti a non farli arrivare troppo stanchi – e per esperienza personale, da mamma, quando mia figlia è troppo stanca non è nemmeno divertente portarla in giro – allora quando capiterà di fare tardi o delle eccezioni saranno comunque abbastanza riposati da viverle bene. Col proprio figlio ogni estate ha la sua particolarità: a 6 mesi avrà bisogno di fare tre riposini al giorno, che è una cosa impegnativa, a 5 anni non dormirà proprio più di giorno e bisognerà stargli dietro tutto il tempo, cosa anche impegnativa, a 16 anni saremo noi a pregarli di stare un pomeriggio insieme e non con i loro amici. Allora proviamo a riconoscere ogni età come un momento che passerà a cambierà. Altro consiglio da tenere presente è quello relativo alle finestre di veglia: per i bambini tra 6 e 18 mesi la finestra di veglia, cioè il tempo in cui il bambino può stare sveglio tra un riposino e un altro, è molto importante. Per esempio a 6 mesi corrisponde a 2/3 ore e da 18 mesi sale più o meno a 5. Seguire le finestre di veglia invece degli orari fissi è molto più utile: tutelando quegli intervalli possiamo infatti evitare che arrivino troppo stanchi al momento dell’addormentamento serale e godano di un sonno più solido e lungo».
L’estate è un buon periodo per provare a sistemare la routine del sonno dei bambini, nel caso in cui il proprio figlio non dorma correttamente, o vale la pena aspettare settembre?
«Solitamente i percorsi personalizzati durano circa tre settimane e non consiglio di affrontare spostamenti o grandi cambiamenti durante questo periodo. Aggiustare o sistemare una routine – soprattutto quando si tratta di una situazione che magari impedisce a una famiglia di dormire bene o a sufficienza – richiede impegno e la regola più importante è la costanza. In fondo ogni stagione ha i suoi pro e contro per avviare un percorso del genere, d’inverno ad esempio i bambini si ammalano più di frequente. L’estate può quindi essere un buon momento per intraprendere un percorso ma è fondamentale avere la calma e costanza per farlo».

