“È in nome della lotta per la libertà, per l’uguaglianza, per la giustizia e il benessere di tutte le persone che vorrei essere ricordata“. Espresse così il suo desiderio Rosa Parks, una delle paladine della battaglia per i diritti civili degli afroamericani: mantenere viva la memoria di chi, contro il razzismo e la segregazione, portò avanti una rivoluzione pacifica destinata a cambiare per sempre il volto degli Stati Uniti. Un desiderio che le città dell’Alabama, cuore pulsante di quella rivoluzione, hanno saputo esaudire celebrando nelle proprie strade, come un museo a cielo aperto, le tappe fondamentali di quella storia.
Le città dell’Alabama
Montgomery
Il Memoriale Nazionale per la Pace e la Giustizia di Montgomery
Succede nella capitale, a Montgomery, dove basta lasciarsi trasportare dal saliscendi delle vie colorate del centro per capire che nel profondo Sud le rivendicazioni del passato si sono fuse con un presente in cui, a dominare la scena, c’è l’arte: sono la musica, la pittura murale e perfino il cibo, infatti, a raccontare, attraverso le voci delle nuove generazioni, la storia che ha reso l’Alabama la Mecca dei diritti civili.
Un luogo simbolico che è importante riscoprire, oggi più che mai, in un’America in cui quegli stessi diritti, ottenuti con coraggio e sacrificio, sono spesso messi in discussione, mostrando quanto il senso delle lotte combattute negli anni Cinquanta e Sessanta continui a essere attuale.
A Montgomery questo viaggio nel tempo inizia tra le vie del centro, pervase al mattino dal profumo di caffè tostato del notissimo bar Prevail Union: i colori brillanti dei murales che impreziosiscono le pareti avvolgono chi passeggia in un’atmosfera vibrante e carica di emozioni.
Accarezzati dalla brezza del vento primaverile si arriva a Dexter Avenue, che dalla maestosa Court Square Fountain, dove un tempo sorgeva il mercato degli schiavi, porta direttamente al Campidoglio: la tappa finale della marcia di Selma, guidata dal carismatico Martin Luther King, a cui seguì nel 1965 l’emanazione del Voting Rights Act e che proprio lo scorso marzo ha celebrato il suo sessantesimo anniversario.
Era stata una semplice sarta, Rosa Parks, solo dieci anni prima, decidendo di non cedere a un passeggero bianco il suo posto su un bus, a ispirare il pastore di Atlanta nella campagna di boicottaggio che avrebbe portato alla fine della segregazione sui mezzi di trasporto: all’epoca, lui professava nella graziosa Memorial Baptist Church e solo pochi passi lo dividevano dalla sede di lavoro di Parks.
Dove oggi ci si immagina, guardando la statua che la ritrae, un momento della sua quotidianità, mentre aspetta l’autobus per tornare a casa e le fanno ombra gli alberi maestosi che dall’Alabama River cingono tutta Montgomery.
Da qui, ovunque in città si diramano i graffiti che ne fanno rivivere la storia, costringendo anche i passanti più distratti a fermarsi per ammirare il murale dell’Edmund Pettus Bridge di Selma, dove si consumò il Bloody Sunday, o il ritratto dell’attivista Valda Harris Montgomery.
“La vita artistica si concentra al Kress on Dexter, edificio in stile Art Déco ed ex centro dello shopping segnato dalla segregazione, che oggi dà vita a un’esperienza inclusiva, ospitando mostre temporanee e parecchi artisti visuali”, racconta Aquan Robinson del caffè Prevail Union, che ha sede proprio al Kress.
Avvicinandosi all’Alabama River, dove la vegetazione nutrita dalle acque del fiume si fa rigogliosa, solo il canto degli uccelli e il fruscio delle foglie rompono un silenzio profondo.
Qui, al Freedom Monument Sculpture Park, emerge la centralità della musica nella cultura afroamericana, strumento di resistenza fin dai tempi della schiavitù e poi accompagnamento delle marce degli anni Sessanta con i canti blues, soul, gospel e spiritual (legacysites.eji.org).
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Birmingham
Il Civil Rights Institute dove si racconta la campagna di Birmingham del 1963 che sfidò la segregazione razziale nella città, e la “Crociata dei Bambini”, che vide bambini e adolescenti protestare pacificamente per i diritti civili. Credit Chris Granger
Che l’Alabama, anche per questo, sia una capitale mondiale della musica si percepisce a Birmingham. Una delle città più giovanili e dinamiche dello Stato, dove il viavai frizzante della Uptown, le cui strade sono costellate di boutique raffinate e locali jazz, incalza i passanti a entrare con un ritmo tutto suo.
Un’atmosfera piacevolmente caotica, che fa da sfondo ai luoghi simbolo dei diritti civili: la 16th Street Baptist Church, dove il 15 settembre del 1963 un attentato del Ku Klux Klan uccise quattro bambine, il Kelly Ingram Park, uno dei primi laboratori per l’avvio del cosiddetto Project C, campagna di marce e sit-in non violenti capeggiata da Luther King, e il Civil Rights Institute, che ricostruisce l’epopea delle lotte a Birmingham.
Un modello di esistenza multietnico che oggi in città molti hanno saputo mettere a valore, come Timothy Hontzas, proprietario del Johnny’s Restaurant, gioiellino situato proprio nella Uptown, che sul mix fra la cultura culinaria del nonno greco e quella americana ha fondato il suo successo: una cucina a chilometro zero, nata per sfamare gli operai e ora avanguardia locale.
Una contaminazione simile è avvenuta anche in uno degli studi di registrazione più famosi del mondo. È il Muscle Shoals a Sheffield, dove negli anni Settanta la band fondatrice degli Swampers suonava con le icone della musica afroamericana, da Aretha Franklin a Wilson Pickett.
Un vero e proprio tempio immerso in un ambiente naturale meraviglioso, a due passi dalle sponde del Tennessee River, che gli indiani Yuchi chiamavano “il fiume che canta” per il suono melodioso prodotto dalle sue correnti.
E non stupisce che sia proprio la natura ad avere ispirato la fortuna musicale di questi luoghi, perché solo passeggiare sulle sponde del fiume significa immergersi in una calma quasi sacra, mentre pescare nelle sue acque, o cenare al tramonto ammirando la bellezza della sua vegetazione rigogliosa, regala un’esperienza unica.
Huntsville
La città di Huntsville è il cuore delle missioni spaziali americane U.S. Space & Rocket Center e lo U.S. Space & Rocket Center è una delle principali attrattive dell’Alabama
Relax e ispirazione, sempre nel solco dell’arte, che proseguono nell’estremo nord dell’Alabama, a Huntsville, detta anche Rocket City per la sua importanza nello sviluppo del razzo Saturn V, che portò gli astronauti sulla Luna: la visita all’ U.S. Space & Rocket Center è uno dei motivi che la rendono una meta per famiglie. Un altro è il Botanical Garden, con le belle sculture naturalistiche di Thomas Danbo.
Poco fuori dal centro, poi, non mancano le alternative per godersi una serata estiva all’aperto. Come al Stovehouse, dove la sera la musica dal vivo crea un’atmosfera conviviale.
O come al Lowe Mill Arts & Entertainment, la comune privata di artisti più grande degli Usa, dove grandi e piccoli possono imparare a suonare le originalissime cigar box guitar, ricavate dalle scatole di sigari.
E a una sessantina di chilometri c’è il Guntersville Lake, il più grande dell’Alabama, dove concedersi una romantica pagaiata in kayak al tramonto.
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