C’è qualcosa di inaspettato e affascinante nel trovarsi faccia a faccia con una scultura monumentale nel bel mezzo di un giardino, tra le pieghe di un paesaggio o lungo il cammino verso la spiaggia. L’arte en plein air rompe gli schemi tradizionali della fruizione museale: coglie alla sprovvista lo spettatore, invita a rallentare e lasciarsi incuriosire.
La sua forza sta proprio nella sorpresa. Vedere un’opera d’arte fuori contesto cambia la percezione del luogo e dell’opera stessa. Accade, per esempio, al MarePineta Resort, dove per tutta l’estate, fino a novembre, va in scena Formas Eternas, la mostra personale dell’artista Pablo Atchugarry. Un parco di sculture d’autore allestito negli spazi comuni di uno degli hotel più iconici della riviera romagnola.
Formas Eternas. Sculture tra cielo e natura
La mostra si snoda tra gli spazi interni e il parco del MarePineta, trasformando il resort in una galleria a cielo aperto. Protagoniste sono le sculture monumentali di Atchugarry, in bronzo, marmo e acciaio, alcune alte oltre due metri, che sembrano slanciarsi verso il cielo. “Ogni scultura”, spiega l’artista “è un invito all’elevazione spirituale, al dialogo con la natura e con la luce”.
Considerato il maggior scultore sudamericano vivente, Atchugarry (Montevideo, 1954) ha esposto le sue opere nei luoghi più prestigiosi dell’arte contemporanea, dalla Fondation Maeght di Saint-Paul-de-Vence al Bass Museum of Art di Miami. Nel 2003 ha rappresentato l’Uruguay alla Biennale di Venezia con una colossale installazione.
Con l’Italia ha un rapporto speciale, da sempre. Lavora con il marmo statuario di Carrara nello studio di Lecco dove passa molti mesi ogni anno e nel 2018 è stato insignito del titolo di Ufficiale dell’Ordine della Stella d’Italia dal Presidente Sergio Mattarella. Mentre a Punta de l’Este il suo quartier generale è il MACA – Museo de Arte Contemporáneo Atchugarry, visionario progetto espositivo nato tre anni fa per mettere in dialogo l’arte delle Americhe con quella italiana.
Cultura vista mare
Non è la prima volta che il MarePineta Resort accoglie l’arte. Giunto alla sua 99esima stagione, questo storico indirizzo dell’accoglienza romagnola da tre anni porta avanti un progetto culturale di alto profilo, in collaborazione con la Galleria Contini. “L’idea di avere mostre aperte e visitabili anche dal pubblico esterno rappresenta una nuova e originale fruizione degli spazi di una struttura alberghiera”, spiega Davide Salaroli, amministratore unico del resort.
Dalle camere con vista, le sculture diventano parte del paesaggio. E la sera, con l’illuminazione discreta del parco, sembrano fluttuare nel silenzio del giardino che in passato ha ospitato anche i lavori di Igor Mitoraj e Park Eun Sun, due dei nomi più celebri del panorama artistico contemporaneo. Le sculture si integrano con l’architettura razionalista del corpo centrale, progettato nel 1926, e con il design moderno degli ambienti rinnovati dall’architetto Piero Lissoni, che ha rilanciato l’immagine del resort con il Cubo, una futuristica ala in vetro che mescola lusso discreto e materiali naturali.
E non finisce qui. Per il 2026, in occasione dei festeggiamenti per il centenario della struttura, è in arrivo un nuovo corpo architettonico: una dependance panoramica con una decina di suite, pensata per offrire un’esperienza ancora più immersiva tra natura, ospitalità e cultura.
L’Italia dei parchi d’arte
Non solo grandi hotel. In Italia l’arte contemporanea en plein air ha trovato da tempo rifugio tra boschi, colline e giardini. Niente pareti, né biglietti: le opere si scoprono camminando, confuse con gli alberi, tra filari di viti o sulle cime delle montagne.
Ecco sei parchi d’arte da scoprire quest’estate:
Il più celebre è Arte Sella, in Trentino. Un museo naturale dove installazioni fatte di legno, pietre e foglie, si integrano perfettamente nel paesaggio alpino. Tra le opere più iconiche, la Cattedrale vegetale di Giuliano Mauri, un’architettura viva che cresce nel tempo.
In Toscana, a Capalbio, il Giardino dei Tarocchi è un sogno pop costruito da Niki de Saint Phalle: sculture monumentali, mosaici colorati, simboli esoterici e un tocco di Gaudí, immersi nella macchia mediterranea. Ha riaperto al pubblico lo scorso 1° aprile, dopo un’importante opera di manutenzione
Sempre in Maremma, il Giardino di Daniel Spoerri, vicino a Seggiano, propone oltre cento opere disseminate tra uliveti e sentieri, in un percorso ironico, a tratti surreale.
Mentre a Pistoia si scopre la novità del 2025: si chiama OCA – Oasy Contemporary Art, e porta l’arte contemporanea dentro un’oasi naturale a 900 metri d’altitudine. Un progetto visionario che unisce scultura, architettura e paesaggio, con installazioni firmate da Kengo Kuma, Boeri, De Lucchi e Edoardo Tresoldi, tra boschi, radure e rifugi ecosostenibili. Un’esperienza immersiva e rigenerante, dove ogni opera è pensata per dialogare con la natura.
Da non perdere anche Fiumara d’Arte, in Sicilia, uno dei parchi di scultura più spettacolari d’Italia, immerso in un paesaggio epico lungo le sponde del fiume Tusa, tra i Nebrodi e il mare. Tra le opere, la Finestra sul mare di Consagra e il Labirinto di Arianna di Italo Lanfredini.
Tra le mete da mettere in agenda quest’estate c’è anche il Parco Internazionale di Scultura di Villa Fürstenberg a Mestre, voluto da Banca Ifis, tra i protagonisti del Public Program del Padiglione Italia per la Biennale Architettura 2025. Ospita opere monumentali firmate da artisti di fama mondiale come Fernando Botero, Jaume Plensa, Tony Cragg, Giuseppe Penone e Pietro Consagra. Un’oasi d’arte a due passi da Venezia, dove la scultura dialoga con la luce, i prati e gli alberi secolari.

