“Licenziato per grave inadempienza”. Un medico di 65 anni della Croce Verde di Jesolo ha perso il lavoro per aver lasciato il suo posto, a suo dire, otto minuti prima della fine del turno, dopo aver riconosciuto i sintomi di un infarto in atto ed essere andato all’ospedale di Jesolo per farsi controllare. Sintomi ben noti per lui che, oltre a essere un medico, aveva già subito un intervento al cuore per l’installazione di quattro stent coronarici.
Allo scadere del periodo di malattia – i fatti risalgono al febbraio di quest’anno – necessario per riprendersi però si è reso conto di essere stato mandato via. “Abbiamo revocato il suo incarico di libero professionista” conferma la Croce Verde. Il medico si è rivolto subito ad un legale per preparare una citazione contro il provvedimento della Croce Verde e ottenere il reintegro.
“Il turno finiva alle 20 e lui si è allontanato alle 19,52, avvertendo comunque il suo superiore che stava andando in ospedale per un elettrocardiogramma”, spiega l’avvocato Luca Pavanetto. Il problema è stato che il punto di primo soccorso è rimasto scoperto perché l’infermiere in turno col medico si era dovuto allontanare con l’ambulanza per un codice giallo.
La Croce Verde di Cavallino Treporti, da cui dipende il punto di primo soccorso di Jesolo, nega alcuni dettagli della ricostruzione del medico. “E’ uscito dal Punto di Primo Intervento senza informare preventivamente la Direzione della Croce Verde, l’equipaggio né la Centrale Operativa Suem 118 di Venezia che ne gestisce il coordinamento”. La presidente Marina Bozzo e il vicepresidente Nicolò Bacciolo escludono anche che l’assenza si sia limitata a soli 8 minuti: “Non avvisando preventivamente, ha interrotto il rapporto di fiducia. Siamo consapevoli della carenza nazionale di medici. La decisione che abbiamo preso è stata difficile, ma ragionata”.
L’avvocato Pavanetto cita la causa di forza maggiore. “Ci troviamo di fronte a un provvedimento illegittimo e immotivato. Il mio cliente è amareggiato anche per la modalità con cui è avvenuto tutto questo: con una semplice raccomandata. Mi ha dato il via libera a un atto di citazione, ma vorremmo evitare di arrivare a tanto e raggiungere un accordo. Con le dovute scuse da parte della Croce Verde, lui sarebbe pronto ad un eventuale reintegro al lavoro”.

