Non si è fatta attendere la risposta degli Stati Uniti alla guerra tra Israele eIran: la scorsa notte Trump ha autorizzato l’attacco di tre siti nucleari in Iran, situati nelle località di Fordow, Natanz ed Esfahan. Un attacco partito più di un giorno fa, con il decollo di una formazione di sei bombardieri dal Missouri e poi arrivati alla base statunitense di Guam, nel Pacifico, da cui è stato sferrato l’attacco vero e proprio con le bombe bunker buster, capaci di colpire obiettivi particolarmente ostici come quelli sotterranei, oltre a missili Tomahawk lanciati da sottomarini statunitensi a circa 400 miglia di distanza dai bersagli.
Donald Trump durante il discorso alla Nazione dopo i bombardamenti in Iran.
Pool/Getty Images
Donald Trump ha definito «un successo» l’operazione, sul suo social Truth, rassicurando poi sull’incolumità degli uomini coinvolti nell’attacco: «Tutti gli aerei stanno rientrando sani e salvi. Congratulazioni ai nostri grandi guerrieri americani. Nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare questo. Ora è il momento della pace». Poi, il discorso alla Nazione: «Gli impianti nucleari chiave iraniani sono stati completamente distrutti», ha confermato il presidente, «Il nostro obiettivo era annullare le capacita di arricchimento di Teheran e la sua minaccia nucleare». Non sono mancati i ringraziamenti a Netanyahu: «Voglio congratularmi con lui, abbiamo lavorato come una squadra, come mai una squadra aveva lavorato prima». Il presidente israeliano, da parte sua, non potrebbe essere più soddisfatto: «Io e Trump diciamo, “Prima la forza, poi la pace”», ha dichiarato parlando alla Nazione, «Congratulazioni presidente Trump, la sua coraggiosa decisione di colpire gli impianti nucleari iraniani cambierà il corso della storia», e ancora: «L’America ha dato prova di una superiorità assoluta. Ha fatto ciò che nessun altro Paese al mondo avrebbe potuto fare. La storia ricorderà che il presidente Trump ha agito per negare al regime più pericoloso del mondo le armi più pericolose del mondo».
Immediata la risposta di Teheran, che ha definito «oltraggiosi» gli attacchi e minaccia reazioni importanti. Il ministro degli Esteri Abbas Araqchi ha affermato che ci saranno «conseguenze eterne».
Intanto, si continua a bombardare. Nuovi attacchi missilistici sono partiti dall’Iran verso Israele, con danni in diverse città del Paese come Tel Aviv, Haifa e Gerusalemme. Sarebbero 27 i feriti accertati, ma il numero sarà probabilmente destinato a salire nelle prossime ore. Intanto la IAEA, l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, su X ha dichiarato che non ci sono variazioni nell’aumento dei livelli delle radiazioni nelle zone interessate, almeno finora, e che seguiranno aggiornamenti appena possibile.
X content
This content can also be viewed on the site it originates from.
L’attacco americano non è stato esente da polemiche. Il senatore del Vermont Bernie Sanders è stato il primo democratico a reagire all’attacco definendolo «incostituzionale», perché non è stato concordato con il Congresso, «Il presidente non ne ha il diritto».

