Prima di attaccare con L’anima vola, Elisa si ferma e dice: «Avevo tanta paura di questo giorno, invece è la cosa più bella che mi sia mai capitata». È il debutto a San Siro, una grande festa con 54mila persone per un concerto-fiume, tre ore, 30 anni di carriera da raccontare a colpi di hit del passato e del presente, con tanti ospiti big – Jovanotti, Giorgia, Cesare Cremoni, Giuliano Sangiorgi, Dardust, Ligabue – praticamente il pantheon della musica leggera italiana tutto riunito su questo palco. Elisa è vestita di bianco, dentro un kimono di seta Ahimsa, prodotta senza violenza sui bachi da seta, ci fanno sapere. Il palco è decorato di foglie e grandi fiori, in linea con il fil rouge della sostenibilità ambientale, pilastro della filosofia artistica ed esistenziale di Elisa Toffoli.
C’è tutto quello che è Elisa: la voce, l’energia, la cura, l’utopia. La sostenibilità non è solo slogan: il palco è alimentato da biofuel ricavato da scarti, prima volta nella storia di San Siro. Commozione, balli, medley e lucine, ma anche un gesto forte: sullo schermo, a un certo punto, appare una bandiera palestinese e la scritta «Free Gaza», messaggio chiaro di pace in un momento in cui a esporsi sono in pochi nella musica.
giulia parmigiani
Si parte tornando dove tutto è cominciato, con Labyrinth, uno dei primi singoli, anno 1997, e chi c’era si ricorda, e infatti tutti i quarantenni un po’ si commuovono con lei. Poi altri pezzi iconici della prima parte della sua carriera come Rainbow, Broken, Una poesia anche per te, Heaven out of Hell e The Waves: una sequenza introspettiva, lirica, a forte carico emotivo.
Il secondo atto si apre con il canto maori Nauria, che introduce una parentesi spirituale e rituale, in cui arte, natura e coscienza ambientale si intrecciano. Seguono le canzoni più intime, dedicate all’amore, alla fragilità, alla speranza: A Prayer, Hallelujah (cover di Leonard Cohen), Promettimi, Anche fragile, Ti vorrei sollevare con Giuliano Sangiorgi. Spazio alla voce — e che voce.
Poi il ritmo cambia. Elisa si cambia d’abito e si entra nella parte più fisica e pop: il medley con A tempo perso, It Is What It Is, Cure Me e Neon, accompagnato da skater che sfrecciano su una half pipe (una delle passioni di Elisa), e Sesso debole. Si balla. Sul palco arriva Dardust, seguito da Jovanotti, anche lui in bianco, e subito dopo Cesare Cremonini. Quando il trio attacca Le tasche piene di sassi, lo stadio esplode. Si continua con Poetica, Cremonini al piano, il pubblico che canta tutto. E poi Nonostante tutto, pop estivo con mestiere.
Nel gran finale, San Siro diventa un gigantesco coro con Luce, la canzone che portò Elisa a vincere Sanremo nel 2001, e poi No Hero, altro momento da karaoke collettivo. Su L’anima vola, le lucine si accendono in tutto lo stadio. Giorgia sale sul palco per La cura, ed è uno dei momenti più emozionanti della serata, tra fan in lacrime. Chiude Ligabue con Gli ostacoli del cuore. Applausi, abbracci, e un’ultima grande ovazione.
La scaletta
01 – INTRO OKGIORGIO- NA NA NA GIFT
02 – LABYRINTH
03 – RAINBOW
04 – BROKEN
05 – UNA POESIA ANCHE PER TE
06 – HEAVEN OUT OF HELL
07 – DILLO SOLO AL BUIO
08 – THE WAVES
09 – STAY
10 – EPPURE SENTIRE
SPEECH MOTHER EARTH
CANTO MAORI NAURIA
11 – A PRAYER
12 – HALLELUJAH
13 – PROMETTIMI
14 – ANCHE FRAGILE
15 – BASTA COSì – TI VORREI SOLLEVARE SANGIORGI
* CAMBIO ABITO *quick change MAIN
16 – INTRO COSMOS – ALMENO TU NELL’UNIVERSO
17 – MEDLEY: A TEMPO PERSO —SKATERS
IT IS WHAT IT —SKATERS
IS CURE ME —SKATERS
NEON —SKATERS
18 – SESSO DEBOLE SKATERS
19 – DANCING
* CAMBIO ABITO *passerella
20 – SE PIOVESSE IL TUO NOME DARDUST
21 – MEDLEY – SETA SKATERS
– PALLA AL CENTRO DARDUST – JOVANOTTI
22 – LE TASCHE PIENE DI SASSI JOVANOTTI – CREMONINI
23 – POETICA JOVANOTTI – CREMONINI
24 – NONOSTANTE TUTTO – CREMONINI
25 – LUCE SKATERS
26 – NO HERO SKATERS
27 – L’ANIMA VOLA
28 – DI SOLE E D’AZZURO – LA CURA GIORGIA
29 – TOGETHER GIORGIA+SKATERS
* CAMBIO ABITO * quick change MAIN
BIS
30 – GLI OSTACOLI DEL CUORE LIGABUE
31 – A MODO TUO LIGABUE
32 – QUALCOSA CHE NON C’E’

