È il palazzo reale più grande del mondo: 1.200 stanze, 44 mila metri quadri di superficie, 1.742 finestre, 250 metri lineari di facciata, 34 scale, 1.026 camini. Sono i numeri della Reggia di Caserta che, a dispetto della sua storia e dell’imponenza, sembra sempre un po’ dimenticata. Almeno fino a qualche anno fa, quando Tiziana Maffei, direttore generale, ha pian piano invertito la rotta, portando a oltre un milione all’anno i visitatori. Restauri, riaperture e mostre hanno riacceso i riflettori su questa meraviglia italiana, patrimonio Unesco dal 1997.
Tiziana Maffei, direttrice della Reggia di Caserta, davanti al centenario Cupressus Macrocarpa sradicato dal maltempo nel 2019. Proprio accanto, è stato piantato un giovane albero della stessa specie.
In gara con Versailles
Non basta un’intera giornata per esplorarla: il percorso di visita degli appartamenti reali – con le ritrovate salette vanvitelliane – è lungo un chilometro, senza contare lo scenografico scalone, il Teatro di corte e la Cappella palatina, che ospita spesso eventi e incontri.
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Il parco intorno alla Reggia
Ma è il parco che si estende intorno alla Reggia per oltre 120 ettari a rendere unica e straordinaria la visita: viali e filari di alberi, giochi d’acqua di spettacolari fontane, laghetti, labirinti verdi e fioriture di agapanti, tulipani e rose, boschetti di camelie e bambù.
Il Giardino Inglese che si svela quasi alla fine del parco, alla destra della fontana di Diana e Atteone, è una meraviglia nella meraviglia di 23 ettari e 228 specie arboree dove il tempo si ferma, tra finte rovine, il Bagno di Venere, ruscelli, tempietti e, proprio ora, la fioritura della Magnolia grandiflora ultracentenaria. Voluto dalla regina Maria Carolina d’Austria per primeggiare sul Petit Trianon di Versailles, è il primo esempio in Italia di giardino di paesaggio.
Un attento restauro ha riportato in vita anche le Serre borboniche, dette di Graefer, dal nome del botanico tedesco che fu capo giardiniere: sono tornate alla loro bellezza e funzione originaria di vivaio e vi si svolgono laboratori didattici, mostre e lezioni di giardinaggio.
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Cas’E Charming House
Cosa fare e vedere a Caserta e dintorni
Fuori dalle mura della Reggia vive la Caserta di oggi, che conserva i ritmi lenti delle cittadine di provincia: si passeggia lungo corso Trieste, la via principale, e la graziosa ellittica piazza Dante.
Durante l’anno si svolgono incontri e rassegne in centro con spettacoli di danza, musica e teatro. Tra queste vie hanno aperto piccoli b&b di charme, valida alternativa ai soliti business hotel. Come Cas’e Charming House di Emma Tarricco, che accoglie con garbo gli ospiti suggerendo itinerari e consigli per vivere il meglio del territorio.
Nel borgo di Casertavecchia
C’è il borgo medievale di Casertavecchia arroccato intorno alla cattedrale arabo-normanna di San Michele Arcangelo, con le sue viuzze silenziose e appena 140 abitanti, tra cui un pugno di giovani riuniti nel più piccolo community hub d’Italia, la Finestra, che propone itinerari guidati.
L’Acquedotto Carolino, progetto dell’architetto Luigi Vanvitelli, costruito nel 1753. Dal Monte Taburno porta le acque al Parco della Reggia e prosegue alimentando vasche e fontane © iStock
L’Acquedotto Carolino
Appena fuori città, nella Valle di Maddaloni, l’Acquedotto Carolino è un colpo d’occhio unico: un’opera imponente d’ingegneria idraulica, progettata per volere di Carlo di Borbone da Luigi Vanvitelli per portare acqua dalle sorgenti di montagna ai siti reali. Nel centro storico di Maddaloni la Biennale delle Arti AMA ha lasciato alla comunità il murale Senza riparo dell’artista Francisco Bosoletti.
Damaschi, pizza e lampassi a San Leucio
Il Real Belvedere di San Leucio racconta invece la storia e il sogno di re Ferdinando IV, che qui volle creare la sua città della seta: dalla coltivazione dei gelsi e allevamento dei bachi fino alla tessitura.
Patrimonio Unesco insieme alla Reggia e all’Acquedotto Carolino, è oggi museo: si visitano l’antica Fabbrica della seta, l’appartamento storico con il Bagno di Maria Carolina e i giardini reali.
A San Leucio venivano prodotti broccati, lampassi e damaschi richiesti in tutta Europa, un’arte che vive ancora oggi in laboratori artigianali come quello di Annamaria Alois, che continua la tradizione serica di famiglia iniziata nel 1885.
Piatti della tradizione in tavola all’Antica Locanda di San Leucio.
Eccellenze in tavola
L’Antica Locanda di San Leucio è proprio all’ingresso del complesso monumentale: è l’indirizzo amato dagli abitanti per l’atmosfera e la cucina di territorio.
Mozzarella di bufala, mele annurche, extravergine d’oliva, maialino nero sono solo alcune delle eccellenze del casertano. Che la cuoca Ornella Buzzone valorizza nel panino gourmet: il suo locale, Public House, a pochi passi dalla Reggia, è un punto di riferimento.
La pizza gioca un ruolo da protagonista, con buona pace dei napoletani. Sono qui i pizzaioli più premiati: Franco Pepe (pepeingrani.it), Francesco Martucci (pizzeriaimasanielli.it) e il giovane Ciccio Vitiello, l’eco-pizzaiolo che coltiva l’orto e persegue un progetto di pizza sostenibile. Il suo locale Cambia-Menti è a San Leucio, a 300 metri dal sito reale e a cinque minuti dal Bosco di San Silvestro, che è una bella scoperta. Oggi è oasi del Wwf, ma un tempo era la tenuta reale per la caccia e la viticoltura.
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A guardarlo sulle mappe o dall’alto – i più audaci possono prenotare un volo in mongolfiera con Volare sull’Arte – è tutt’uno con il parco reale, ma si raggiunge in auto da San Leucio. Ferdinando IV, il re contadino che amava le uve pallagrello, fece impiantare qui la vigna di San Silvestro, tornata in produzione dopo oltre un secolo e mezzo e un attento lavoro di ripristino e cura dell’azienda vinicola Tenuta Fontana. Nel mezzo di lecci, aceri e castagni, si apre una radura: un ettaro di vigna, coltivata in regime biologico, da cui nasce Oro Re, il vino amato da re Ferdinando. Solo un migliaio di bottiglie, un vino prezioso, color rosso brillante, che porta nel bicchiere la storia e le meraviglie di Caserta e dei Borbone.
La cupola del Duomo di San Michele a Casertavecchia © Getty Images
Eventi e mostre alla Reggia di Caserta
Recentissima è la riapertura della Gran Galleria nell’ala ovest del Palazzo, dove fino al 30 giugno 2025 si visita Metawork, mostra dedicata a Michelangelo Pistoletto. A maggio ha inaugurato l’installazione Abisso del norvegese Per Barclay nel Teatro di Corte, un audace intervento tra superfici fluide, specchianti e al tempo stesso oscure, che altera la percezione dello spazio (fino al 20 luglio 2025).
L’appuntamento a Casertavecchia
Nel borgo medievale di Casertavecchia a settembre va in scena il ChimeraFest, festival di linguaggi e sapere creativi.
Come arrivare a Caserta
In treno: da Milano si arriva a Caserta in meno di cinque ore con Le Frecce (lefrecce.it). Italo (italotreno.com) ha una nuova linea Torino-Caserta con fermate a Milano e altre città. La stazione è di fronte alla Reggia. In auto: A1 Milano-Napoli, uscita Caserta Nord.
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