C’è un’importante novità per quanto riguarda la morte di Matthew Perry, avvenuta per overdose di ketamina il 28 ottobre 2023. Salvador Plasencia, uno dei cinque medici accusati di essere responsabile del decesso, ha infatti chiesto un accordo di patteggiamento, dichiarandosi colpevole di quattro capi d’imputazione per spaccio di ketamina.
Il medico, che all’epoca gestiva un pronto soccorso a Malibu, in Florida rischia ora 40 anni di carcere e prima di questa richiesta sul suo capo pendevano numerose altre accuse, tra le quali sette capi d’imputazione per distribuzione di ketamina e due capi per alterazione e falsificazione di documenti o registrazioni relativi all’indagine federale sulla morte di Perry.
Nell’agosto 2024 era stato arrestato insieme ad altre 4 persone tra le quali Jasveen Sangha, descritta dai pubblici ministeri come la “Regina della Ketamina” di Hollywood e accusata di cospirazione per la distribuzione di ketamina, gestione di locali adibiti al traffico di droga, possesso con l’intento di distribuire metanfetamina, possesso con l’intento di distribuire ketamina e di cinque capi d’imputazione per distribuzione di ketamina.
Tra gli arrestati anche l’assistente di Perry Kenneth Iwamasa; Erik Fleming, che avrebbe agito da intermediario, e Mark Chavez ,un altro medico di Los Angeles.
Tutti tranne Sangha, che rischia anch’essa 40 anni di reclusione, in cambio del patteggiamento avevano già accettato di collaborare alla ricostruzione di quanto avvenuto il giorno in cui l’attore di Friends è stato rinvenuto senza vita all’età di 54 anni nella vasca idromassaggio della propria abitazione di Los Angeles in seguito a un’overdose di droga.
Durante l’udienza preliminare avvenuta a Los Angeles lo scorso anno, l’assistente procuratore Ian Yanniello aveva dichiarato che i cinque imputati fossero ben consapevoli della situazione di Perry e che Plasencia «si è comportato come uno spacciatore di strada che vendeva una sostanza pericolosa a qualcuno che sapeva essere dipendente».
Secondo il Dipartimento di Giustizia, avrebbe infatti contattato Chavez, che all’epoca era anche un medico e in precedenza gestiva una clinica per la dipendenza da ketamina, per ottenere la sostanza da vendere a Perry.
Un evento confermato dallo stesso medico che nell’accordo di patteggiamento ha anche ammesso di aver iniettato ketamina all’attore mentre questo si trovava sul sedile posteriore di un’auto parcheggiata fuori dall’acquario di Long Beach, in California, e poi anche a casa sua, senza curarsi del fatto che la sua pressione sanguigna stesse salendo notevolmente.
Il tutto per denaro, estorto a un uomo eroso dalla dipendenza, del quale medici senza scrupoli si sono approfittati senza pietà. «Chissà quanto pagherà questo idiota», «Scopriamolo», si dicevano al telefono Chavez e Plasencia, che sulla pelle della star hanno cercato di costruire una fortuna.
55.000 dollari in contanti per 20 fiale di ketamina liquida quello che sarebbero riusciti ad ottenere solo nell’ultima settimana di vita di Perry secondo l’accusa, che spera presto di mettere fine, con pene adeguate, a questa triste vicenda.

