L’incidente probatorio – quello che in queste ore stanno facendo per il caso Garlasco – è un istituto giuridico previsto dal nostro codice di procedura penale, disciplinato dall’articolo 392 cpp, che consente di cristallizzare una “prova” prima dell’inizio del processo. Sappiamo infatti che le prove vere e proprie si formano soltanto all’interno di un’aula di giustizia e tutta l’attività investigativa che precede un dibattimento è un indizio.
Garlasco, maxi-incidente probatorio sui reperti: un esercito di consulenti per riscrivere il caso
16 Giugno 2025
Quando si richiede
L’incidente probatorio quindi si può chiedere in una fase che precede il processo – ovvero nella fase detta delle indagini preliminari – quando si ha il fondato timore che si possa deteriorare o distruggere ciò che nel corso del dibattimento sarebbe diventato prova. Può richiederlo sia la pubblica accusa che la difesa degli indagati. L’acquisizione della prova avviene con le stesse modalità del dibattimento, garantendo il contraddittorio tra le parti e la presenza del giudice.
Esempi di incidenti probatori
Quando ad esempio – come nel caso del processo di Rignano Flaminio contro alcune maestre d’asilo accusate di aver molestato i piccoli della materna – un minorenne deve rilasciare una dichiarazione, il cui ricordo potrebbe sbiadirsi nel tempo in attesa dei tempi processuali, si può ricorrere all’incidente probatorio per cristallizzare la testimonianza. O ancora: se un mozzicone di sigarette viene trovato vicino al luogo di un omicidio, si può subito procedere all’analisi comparata del dna del sospettato per compararla con le tracce sul reperto.

