I temi ci sono: l’attualità ne fornisce sempre di nuovi. E lo studio è pronto, così come la conduttrice. Manuela Moreno torna con Filorosso, in onda da lunedì 16 giugno in prima serata su Rai 3, per raccontare e approfondire quello che succede nel mondo e in Italia “portando la strada, il fronte dentro lo studio”, come dice la stessa giornalista all’ANSA. “Ho fatto l’inviata per tanti anni – racconta -, la caratteristica della mia produzione è quella di gestire la narrazione come se fossi io sul marciapiede, anche grazie all’aiuto dei colleghi che sono davvero sui posti e degli ospiti che invece sono con me”.
Gli argomenti di discussione varieranno a seconda dei fatti della settimana, aperta ogni lunedì dal programma della direzione Approfondimento, che torna a chiamarsi Filorosso dopo la versione ‘Revolution’ dello scorso anno, guidata da Federico Ruffo. Dopo l’attacco di Israele all’Iran, Moreno ha già dovuto stracciare la scaletta che aveva in mente per il primo appuntamento. “L’attualità ti porta a questo – spiega – ma bisogna essere sempre pronti. Sarà un’estate di lavoro, andremo avanti fino al primo settembre, e comunque ogni puntata si anima davvero nel weekend, quando tutto è un po’ più certo”.
Quanto alle modalità, il format rimane tutto sommato lo stesso di due anni fa: “La caratteristica è sempre quella di seguire un filo rosso, che domani probabilmente partirà dagli esteri, ma poi raccontare le città, l’estate degli italiani. L’alto e il basso, l’informazione e l’alleggerimento, con spazio pure per cultura e spettacolo, dalle sagre di paese ai grandi concerti”.
Certo, sempre se la cronaca lo consente. “Siamo pieni di notizie orribili – continua -. Essendoci l’incidente probatorio il 17, non potremo non occuparci di Garlasco. Ma d’estate ci sono sempre molti gialli. C’è quello di Villa Pamphilj, ad esempio. Ma poi ci sarà il caro estate, l’overtourism. Penso che seguiremo il matrimonio di Jeff Bezos a Venezia: una città che chiude per un matrimonio. Ogni notizia può essere affrontata con chiavi di lettura più o meno leggere, su quest’ultima si può fare il gossip ma pure capire come la vivono i veneziani e i visitatori”. Un problema che non riguarda solo la laguna. “Ho visto i dati, danno in arrivo milioni di turisti quest’estate. Dobbiamo capire dove metterli, dove andranno, cosa faranno e che strutture troveranno – prosegue Moreno -. Capire che vocazione ha il nostro Paese, a cosa rinunciamo per accogliere tutte queste persone, se riusciamo a mantenere la nostra identità culturale”.
Sui protagonisti della prima puntata, comunque, massimo riserbo. La scusa è che i colleghi potrebbero essere impegnati con le chiusure dei giornali, ci potrebbe essere qualche contrattempo. “Sono scaramantica”, confessa la giornalista ridendo dall’altra parte del telefono. Ma assicura che “la squadra è forte, con molte delle persone avevo già lavorato due estati fa. Abbiamo pure qualche sorpresa pronta. Certo, finché non arrivi alla messa in onda è tutto sulla carta”.
Considerando che ci saranno tanti interventi di colleghi, tra grandi firme in studio e i corrispondenti dall’estero, non c’è il rischio che la tv diventi sempre di più un talk tra giornalisti? “Il rischio c’è”, risponde Moreno parlando in generale, poi riflette: “Io cerco di invitare i protagonisti – chiarisce -. I giornalisti ti aiutano nel decriptare, in base alla loro esperienza, i fatti. È un lavoro collettivo, non è che intervisto il giornalista, io ospito il personaggio, la storia, dopodiché cerco di sviscerare cosa c’è dietro. Un giornalista italiano e uno che vive in America ti danno due punti di vista diversi. Così hai un mosaico di opinioni e di idee che ti arricchiscono”.
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