Bresh ha voglia di costruire qualcosa di solido, in questi tempi incerti. Perché per lui più della meta conta il viaggio: le tempeste, gli incontri, le trasformazioni. È su questa rotta che si muove Andrea Brasi, in arte Bresh, che ha appena pubblicato il suo terzo disco, Mediterraneo. Un lavoro che guarda poco all’algoritmo e molto alla sostanza.
Dopo il Sanremo che l’ha fatto conoscere al grande pubblico, il 28enne genovese – più cantautore che rapper – è tornato a parlare ai suoi più fedeli. «Dopo il successo di Oro blu ho avuto più soldi, ho cambiato auto, ho cambiato casa, ho smesso di vivere con i miei amici… insomma, sono cresciuto», ci ha raccontato. Ma non è cambiato.
Il mondo di Bresh è fatto di viaggi, di amori strampalati, di amicizie salvifiche. Di personaggi, reali o immaginari. E poi c’è il mare. Che non è solo uno sfondo, ma un simbolo. Un modo di stare al mondo. Si galleggia tra emozioni, paure, legami. Si affonda, qualche volta. Ma sempre, in qualche modo, si riemerge.
Il cantautore, che all’ultimo Festival è riuscito a rendere Creuza de mä virale su TikTok – in coppia con Cristiano De André – non rinuncia nemmeno a prendere posizione. «Questa guerra perversa e per un po’ la seguiamo, ma ci stanchiamo», dice. Si rifà alla scuola genovese, ma parla il linguaggio dei ventenni di oggi. Bresh è un sognatore. E di sognatori, oggi, ne abbiamo un grande bisogno.

