Per vincere servirà soprattutto il cuore: Simone Inzaghi ha un sogno fin da bambino, quello di alzare al cielo la Champions e di regalare il trionfo ai tifosi nerazzurri. Vendicare Istanbul si può e si deve, anche perché l’Inter ha acquistato consapevolezza, ha imboccato una nuova strada e dopo il Barcellona non ha paura di alcun rivale.
In conferenza stampa alla vigilia della finale di Monaco contro il Paris Saint Germain, Inzaghi affronta subita il tema del proprio futuro, se resterà a Milano oppure no: ogni decisione sarà presa per il bene dell’Inter ma martedì ci sarà un incontro con la società probabilmente decisivo con il peso di una Champions vinta o con l’amarezza di una sconfitta. “Io sto bene qui, ho sempre detto che all’Inter ho tutto quel che voglio per poter far bene e togliermi grandi soddisfazioni”, dice subito prima della conferenza stampa a Sky.
Lo smacco di Istanbul è ancora nella mente di Inzaghi ma subito sottolinea come la situazione sia cambiato rispetto a quella finale, contro il Manchester City: “Abbiamo preparato la finale in maniera diversa da Istanbul. Sappiamo che ogni partita è storia a sé, abbiamo cercato di curare tutti i dettagli con grande lavoro. I ragazzi, toccando ferro, sono tutti disponibili e quest’anno li ho avuti tutti disponibili solo in tre partite, per cui ho grande fiducia. E’ il meglio che si possa chiedere, questi giocatori che sono all’Inter sono stati tutti scelti e sono fiero di allenarli”.
Emozionato, Inzaghi e la sua Inter affrontano la partita di domani sera “senza ossessione ma con grande determinazione”. “I ragazzi hanno lavorato molto bene. Abbiamo lasciato da parte la delusione del campionato, lavorando da lunedì nel migliore dei modi – sottolinea il tecnico -. Sono tutti a disposizione, poi toccherà a me scegliere. Ho ancora qualche dubbio, come sempre me li porto prima delle partite”.
Grande rispetto per il Paris Saint Germain e per il suo allenatore Luis Enrique: “Bisognerà giocare bene tecnicamente, cercando di avere un buon palleggio per fare in modo di togliere il più possibile palla al PSG che in questo e tante altre cose è una squadra molto importante”. Pavard sta bene e la sensazione di averlo in campo sin da subito è positiva, ma ultimi dubbi saranno sciolti domani: “Ci è mancato molto, è un giocatore importante”.
“Forza, aggressione, lucidità sono le parole d’ordine per domani ma – aggiunge – se ne potrebbero aggiungere tantissime. Per vincere una partita così importante si devono curare tanti dettagli, come stiamo facendo, sapendo che ci sarà di fronte una squadra che è arrivata qui con merito con un allenatore che stimo tanto”. Cosa dirà ai giocatori prima della partita Inzaghi ancora non lo sa, ma di certo una cosa conta: “Dobbiamo essere liberi di testa. Sappiamo preparare certe partite, abbiamo nello spogliatoio campioni del mondo e d’Europa. Ci siamo arrivati secondo me nel modo migliore, sappiamo che la partita di domani può essere frutto di episodi e dobbiamo essere bravi a portarli dalla nostra parte”.
Al fianco di Inzaghi in conferenza stampa il capitano Lautaro Martinez e il vice capitano Nicolò Barella; entrambi ci credono davvero e promettono di dare il massimo per regalare la Coppa alla Milano nerazzurra. “E’ un sogno che ho da sempre.
Donnarumma? “L’ho sentito ieri, speriamo faccia il bravo”, scherza Barella. “Ringrazio l’Inter per avermi adottato, è come se fossi nato qui e domani darò il 110%”, è la mozione del cuore di Lautaro.
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Inzaghi nella rifinitura ha provato la probabile formazione titolare: Pavard, Acerbi e Bastoni in difesa davanti a Sommer, Dumfries-Dimarco sulle fasce, il trio formato da Barella, Calhanoglu e Mkhitaryan in mediana e la coppia Lautaro-Thuram in attacco. A bordo campo a seguire la rifinitura anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, insieme al figlio Geronimo, che si è intrattenuto per qualche minuto a parlare con il presidente dell’Inter, Giuseppe Marotta, dopo aver salutato anche i rappresentanti di Oaktree, Katherine Ralph e Carlo Ligori.
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