Jane Goodall sale sul palco davanti a centinaia di persone che l’aspettano sotto il sole cocente delle quattro di una domenica pomeriggio milanese, e ricambia il saluto del pubblico intonando il suo richiamo: risponde imitando il saluto degli scimpanzé – «Uhh uh uh iik iik uhhhh» -. Sono loro, gli scimpanzé, i suoi grandi amici di sempre, che hanno accompagnato la sua vita e per i quali ha rivoluzionato tutto, ha viaggiato nel mondo come loro ambasciatrice, per i quali combatte, raduna persona, le incontra e non si ferma mai.
In questo pomeriggio insieme, Jane Goodall ci ha raccontato in breve la sua magnifica storia, una storia di coraggio, di impegno, di bellezza, una storia di vita che racconta come ogni esistenza può essere meravigliosa se spesa per gli altri e nella realizzazione di un sogno.
Una storia che ci porta dai lunghi viaggi in nave verso l’Africa degli anni ’60 al futuro del nostro pianeta (sulla Terra, non su Marte, come ci ha spiegato Jane). Ci porta dentro le scelte di una donna che osserva con l’occhio attento dell’etologa anche i rappresentanti della sua specie, per capirne i bisogni e capire come farli innamorare della natura e della protezione dell’ambiente, come farli partecipare, come farli uscire dal silenzio e renderli vivi, pieni di gioia e di speranza come è lei. Racconta così Jane Goodall…
Jane Goodall nello speciale televisivo “Miss Goodall e il mondo degli scimpanzé”, trasmesso originariamente sulla CBS mercoledì 22 dicembre 1965.
CBS Photo Archive/Getty Images
La storia di una vita coraggiosa
«Quando ero piccola non c’era la Tv, vivevo in giardino, osservando gli animali. Appena iniziai a leggere mia madre, che mi ha sempre supportata, mi portò a casa dalla biblioteca tutti i libri sugli animali che trovava. Non potevamo permetterci dei libri nuovi, la Seconda Guerra Mondiale imperversava, ma un giorno in una piccola libreria di libri di seconda mano comprai “Tarzan delle Scimmie”. Mi innamorai di Tarzan e molto gelosa perché pensavo avesse sposato la “Jane sbagliata”. Leggendolo decisi che sarei andata in Africa e avrei scritto libri sugli animali. Tutte le persone a cui lo dicevo – erano 80 anni fa – mi rispondevano: “Ma come credi di andarci in Africa, non hai soldi e sei solo una ragazza”. Mia madre, come sempre mi supportò, mi disse: “Lavora duramente, cogli ogni opportunità e vedrai che ce la farai”».

