Tra masi di legno, pascoli ordinati e silenzi profondi e ben trecento chilometri di percorsi escursionistici, qui la vita segue ancora il ritmo delle stagioni. Le cime della Valle Anterselva attraggono escursionisti e alpinisti da tutta Europa (e non solo), con sentieri che portano verso altitudini dove l’aria si fa rarefatta e i panorami infiniti. Quando arriva l’inverno, la valle cambia volto: le distese erbose si coprono di neve e Anterselva si trasforma in un paradiso bianco, ideale per chi ama lo sci di fondo, le ciaspole o semplicemente il piacere di camminare tra la quiete dei boschi. Un luogo, insomma, che vive tutte le stagioni.
Dove si trova Anterselva
Adagiata a 1.600 metri di quota, Anterselva – o Antholz, come la chiamano i suoi abitanti di lingua tedesca – è una delle gemme più luminose della Val Pusteria, in Alto Adige orientale, a un soffio dal confine austriaco.
Questa valle verde e appartata si svela lentamente, seguendo il corso del Rio Anterselva che guida il viaggiatore fino alla sua meraviglia più celebre: l’omonimo lago.
Al Lago di Anterselva la natura si specchia in uno scenario che sembra disegnato per la contemplazione. (ph: Max Trebo)
Specchio glaciale incorniciato da fitte foreste, il Lago di Anterselva sorprende con acque trasparenti che cambiano colore con la luce, sfumando dal verde smeraldo al turchese intenso.
È il cuore pulsante della valle: un luogo che invita alla contemplazione lungo i suoi sentieri circolari, ma che sa anche regalare escursioni più impegnative verso le cime vicine. Non a caso è tra gli angoli più amati del Sudtirolo, soprattutto durante l’estate, quando il contrasto tra l’azzurro dell’acqua e il verde dei pascoli è abbagliante.
La Valle Anterselva si apre come un quadro alpino punteggiato da borghi. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Josef Plaickner)
La valle fa parte del comune di Rasun-Anterselva, un mosaico di piccoli villaggi: Rasun di Sotto e Rasun di Sopra, Anterselva di Sotto, di Mezzo e di Sopra. A dominare il panorama – quasi a proteggerlo – ci sono le Vedrette di Ries: una corona di cime che superano i 3.000 metri, tra cui il maestoso Monte Collalto.
La Valle Anterselva è una meta per escursionisti di ogni livello, tra boschi, pascoli e vette. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Manuel Kottersteger)
Cosa vedere ad Anterselva
Chi d’estate desidera una pausa dalla calura e cerca giornate fresche tra boschi e montagne, trova nella Valle Anterselva un rifugio ideale. Perché? Soprannominata “Valle Blu”, deve il suo nome alla straordinaria presenza dell’acqua. Che è un po’ ovunque: nei laghi alpini tra le vette, nelle cascate tra i boschi, nei ruscelli che scorrono in mezzo ai prati, nelle sorgenti dalle proprietà benefiche.
L’acqua ad Anterselva non è solo un elemento del paesaggio ma parte dell’esperienza: si ascolta, si respira, si tocca. Insomma: è una presenza costante, capace di restituire equilibrio e calma.
La valle è anche habitat di camosci, cervi, marmotte e rapaci come l’aquila reale. Nei mesi estivi è facile incontrare scoiattoli lungo i sentieri che costeggiano i boschi di abeti.
(ph: TouristInfo Valle Anterselva/Wisthaler Harald)
Il Lago di Anterselva
Avvolto da foreste di conifere e custodito dalle cime delle Vedrette di Ries (Rieserferner in tedesco), il Lago di Anterselva è il gioiello più celebre. Con i suoi 44 ettari e una profondità che sfiora i 38 metri, è il terzo lago alpino più grande dell’Alto Adige. Molto suggestivo con i suoi colori turchesi, si trova a 1.640 metri, proprio al termine della valle, poco prima del Passo Stalle.
Raggiungerlo è semplice: dal parcheggio parte un sentiero naturalistico che in un quarto d’ora conduce fino alle rive, accessibile anche a famiglie con bambini o passeggini. Passerelle in legno, pannelli informativi e punti panoramici rendono la breve salita parte dell’esperienza.
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Per chi desidera esplorare di più, il giro completo del lago è un facile itinerario ad anello di circa 4 chilometri: un’ora di cammino rilassato, tra curiosità su flora, fauna e geologia, con viste sempre nuove sull’acqua cristallina che, nelle giornate di bel tempo, si specchia con le cime circostanti.
Si parte dalla Tiroler Hütte e lungo il percorso pianeggiante non mancano occasioni per sedersi, osservare, respirare. Le acque sono troppo fredde per un bagno, ma immergere i piedi resta un piccolo piacere rigenerante. A metà percorso, la malga Enzian attende i viaggiatori con piatti tipici e un’atmosfera conviviale.
(ph: TouristInfo Valle Anterselva/Manuel Kottersteger)
Quando arriva l’inverno, lo scenario cambia completamente. Il lago si trasforma in una superficie ghiacciata e una mappa apposita segnala i percorsi tracciati: il sentiero arancione è riservato agli escursionisti, il verde agli appassionati di sci di fondo. L’accesso è consentito solo quando il ghiaccio è sicuro, ma camminare sul lago, circondati dal silenzio e dalle montagne innevate, è un’esperienza che resta a lungo nella memoria.
Le cascate nascoste: Klammbach ed Egger
A pochi minuti da Anterselva di Mezzo si celano due gemme naturali che meritano una deviazione: le cascate Klammbach e le cascate Egger. La prima, a 1.508 metri di altitudine, si raggiunge con una passeggiata semplice di circa 40 minuti (1,7 km). Una volta arrivati alla piattaforma panoramica, lo spettacolo è assicurato: l’acqua si tuffa fragorosa nel vuoto, incorniciata da boschi e cime alpine.
Più intima e raccolta è invece la cascata Egger, nascosta vicino ai Masi Egger. Bastano 30 minuti di cammino (0,7 km) per arrivare in un angolo di natura silenziosa e contemplativa, dove lo scorrere dell’acqua diventa musica.
Le cascate Klammbach precipitano impetuose in un anfiteatro naturale. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Josef Plaickner)
Cosa fare ad Anterselva in estate
Arrivare ad Anterselva significa scoprire un mondo che si svela lentamente, passo dopo passo: ogni giornata può trasformarsi in un viaggio dentro il tempo o in una sfida a se stessi, tra passi alpini che portano oltreconfine a malghe dove il ritmo rallenta fino a diventare quasi contemplativo.
Salita al Passo Stalle e al Lago Obersee
A soli 4 km dal Lago di Anterselva, il Passo Stalle (2.050 m) è molto più di un valico: è un ponte tra due mondi, il Parco Naturale Vedrette di Ries-Aurina e il Parco Nazionale degli Alti Tauri. In primavera, estate e autunno il passo è un invito a partire zaino in spalla. Sentieri facili portano a malghe panoramiche perfette per famiglie, mentre i camminatori più esperti possono spingersi fino alle vette di confine.
Chi preferisce le due ruote può scegliere tra la sfida della bici da corsa e la comodità della e-bike: con quella a pedalata assistita, dal Centro Biathlon di Anterselva si sale in circa 20 minuti.
In sella al confine: la salita al Passo Stalle, tra Italia e Austria, diventa un’avventura da vivere anche con la bici elettrica. (ph: Max Trebo)
In inverno, quando la strada chiude al traffico, il passo cambia volto: il silenzio domina e il paesaggio innevato invita a ciaspolate, escursioni a piedi o discese in slittino.
Pochi passi oltre il confine austriaco si apre lo Obersee (2.016 m), un lago alpino che in estate regala una delle passeggiate più amate della zona: il giro completo pianeggiante attorno alle sue acque turchesi. Nella stagione fredda, invece, il lago ghiacciato diventa un paradiso per ciaspole e sci di fondo.
Per vivere l’esperienza in modo semplice e sostenibile, conviene lasciare l’auto a valle e affidarsi alla navetta “2 Laghi”, che da fine maggio a metà ottobre collega il Centro Biathlon al Passo Stalle. Una scelta pratica che evita problemi di parcheggio e traffico: sul lato italiano, infatti, la strada stretta (appena 2,5 metri in alcuni tratti) è regolata da un senso unico alternato con semaforo, mentre sul versante austriaco si procede a doppio senso.
L’Obersee, nel Tirolo Orientale, regala silenzi profondo. (ph: eb)
Il passo custodisce anche storie antiche: un tempo era frequentato dai contrabbandieri che lo usavano come via segreta tra le valli. E sulle rive dell’Obersee è stato ritrovato un cayuco in legno di cirmolo, risalente a oltre mille anni fa, testimonianza affascinante di come queste montagne siano state attraversate e vissute nei secoli.
Salita e pausa di gusto alla Hofstatt Alm
A soli 30 minuti a piedi da Anterselva di Sotto si raggiunge la piccola Hofstatt Alm, una malga che sembra uscita da una cartolina alpina.
Qui, a 1.350 metri di altitudine, il tempo rallenta e prende il gusto autentico di un piatto di mezzelune fatte in casa (Schlutzkrapfen), ripiene di ricotta e spinaci.
Verso la Hofstatt Alm: una salita breve ma intensa. (ph: Max Trebo)
Gustarle seduti all’aperto, con le cime sullo sfondo e il Plan de Corones in lontananza è un’esperienza che profuma di montagna vera.
Per chi ha ancora energia, il sentiero continua e conduce a un punto panoramico che regala una vista sorprendente: da un lato l’azzurro dell’Obersee, dall’altro il verde smeraldo del Lago di Anterselva.
Uno di quei luoghi che insegnano la regola d’oro delle Alpi: ogni passo in salita viene ripagato con bellezza.
La piccola Hofstattalm accoglie con i sua terrazza soleggiata e il profumo della cucina sudtirolese. (ph: Max Trebo)
La partenza del percorso si trova in corrispondenza dell’Hotel Bagni di Salomone; dopo circa 300 metri si incontra un parcheggio sulla sinistra, proprio all’imbocco dell’escursione.
Cosa fare ad Anterselva in inverno
Quando l’inverno cala sulla valle, Anterselva si veste di bianco. I boschi si ammantano di neve, i masi fumano silenziosi e il lago si trasforma in una lastra ghiacciata, custode di un’atmosfera rarefatta. È in questa stagione che la valle rivela un’altra anima: più intima, più lenta, ma non per questo meno intensa.
La Südtirol Arena sarà teatro delle gare olimpiche di biathlon ai Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, con lo spettacolare scenario del Lago di Anterselva sullo sfondo. (ph: Hannes Niederkofler)
Il cuore pulsante è la Südtirol Arena, il rinnovato Stadio del Biathlon di Anterselva, uno dei centri più avanzati d’Europa.
Provare il tiro al poligono olimpico
Ogni anno, a gennaio, Anterselva si riempie di bandiere, voci, campanacci e tifosi: a partire dal 1971, il villaggio ha ospitato eventi internazionali di prestigio, dalle tappe di Coppa del Mondo ai Campionati Mondiali, diventando una meta iconica per appassionati e sportivi di tutto il mondo.
Campioni come Paul Zingerle hanno contribuito a scrivere la storia di questo luogo, facendo della valle un punto di riferimento per chi ama il biathlon.
Provare il tiro al poligono olimpico di Anterselva significa entrare nella leggenda del biathlon. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Manuel Klottersteger)
L’arena è impressionante anche per la sua capacità: fino a 19.000 spettatori per sessione possono assistere alle gare. Recentemente rinnovata, vanta un tratto di pista spettacolare che passa sopra la zona del poligono, offrendo una prospettiva unica sulle competizioni e rendendo l’esperienza ancora più emozionante.
Non sorprende che sia la venue con il maggior numero di spettatori di tutti i Giochi di Milano-Cortina 2026: l’energia che si respira qui è contagiosa. Anche quando le tribune si svuotano, le piste restano. Chi vuole può provare l’esperienza in prima persona: noleggiare l’attrezzatura, scivolare sugli anelli preparati e sentire sotto i piedi la stessa neve che ospita gli olimpionici.
L’arena ha fatto la storia di Coppa del Mondo e Mondiali. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Klottersteger Manuel)
Gli atleti percorrono dai 6 ai 20 chilometri con gli sci ai piedi, arrivano al poligono, si fermano per sparare a cinque bersagli posti a 50 metri di distanza. In piedi o da sdraiati, devono essere rapidi e infallibili. Il cuore batte a 160, anche 180 pulsazioni al minuto.
Anche chi è in vacanza può provare l’esperienza in modo accessibile e divertente. Alla Südtirol Arena vengono organizzate prove guidate aperte a tutti (dai 10 anni in su). Si imbraccia una vera carabina da gara (circa 3,5 kg), si prende posizione, si punta… e si spara. Prima a terra, poi in piedi. Il momento più sorprendente? Quando si colpisce il bersaglio e si scopre un’insospettabile mira.
Le lezioni collettive si tengono più volte a settimana, in piccoli gruppi, e permettono di avvicinarsi alla disciplina con il supporto di istruttori qualificati.
In estate, invece, si può partecipare alla visita guidata allo stadio con tiro a segno a laser sul poligono. Info e prenotazioni su skischule-antholz.it e su biathlon-antholz.it.
Anche in estate si respira la stessa adrenalina dei campioni (ph: Max Trebo)
Attraversare il lago con gli sci
In inverno, il Lago di Anterselva regala una delle esperienze più insolite: si può attraversare con gli sci da fondo o a piedi, sulla sua superficie ghiacciata e coperta di neve.
La superficie ghiacciata diventa un candido tappeto per sci e ciaspole. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Manuel Kottersteger)
Un bianco silenzioso circondato dal bosco, dove il tempo sembra fermarsi. È un paesaggio che conquista per la sua quiete, ma che inevitabilmente richiama il confronto con un’altra celebre meraviglia della Val Pusteria: il Lago di Braies.
I locali lo sanno bene e, con un sorriso, tengono il conto di chi visita l’uno e chi l’altro. Ma ad Anterselva, lontani dalla folla, si trova ancora quel senso di intimità con la natura che è sempre più raro da incontrare.
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Scendere dal Passo Stalle con lo slittino
È una delle esperienze più divertenti: salire al Passo Stalle e scendere a valle con lo slittino, lungo una pista naturale che si snoda tra i tornanti innevati.
D’inverno, quando il passo è chiuso al traffico, il silenzio prende il posto dei motori e il tracciato si trasforma in un itinerario da esplorare con calma in salita e da percorrere a tutto divertimento in discesa. Il sentiero che porta al passo è lungo circa 5,8 chilometri, con un dislivello di 400 metri.
Una salita panoramica tra boschi e cime innevate e poi giù, a tutta velocità, lungo una pista naturale di quasi sei chilometri. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Manuel Kottersteger)
Si sale in un’ora e mezza circa, ciaspole nello zaino, lungo un itinerario panoramico tra le cime delle Vedrette di Ries e, nascosto sotto la neve, l’Obersee. Non è raro incrociare sci alpinisti che proseguono verso le creste più alte.
Due le opzioni. Si può raggiungere il rifugio Alpengasthaus Obersee (slittini disponibili in affitto sul posto) e da lì partire per la lunga corsa verso valle. Oppure fermarsi un po’ prima, all’altezza della Malga Montal, per una discesa più breve ma altrettanto scenografica.
In entrambi i casi, il percorso è semplice e adatto anche ai bambini — a patto di non frenare troppo, per non perdere l’ebbrezza della velocità.
Fare fondo nel cuore del Parco Naturale
Se c’è un luogo dove l’inverno sembra nato per essere attraversato con gli sci da fondo, quello è proprio Anterselva: oltre 60 chilometri di piste perfettamente battute si snodano tra foreste, silenzi e vette che sfiorano i 3.400 metri.
La Valle Anterselva è un paradiso per lo sci di fondo. (ph: Kronplatz/Harald Wisthaler)
Che si scelga la tecnica classica o lo skating, che si è principianti o fondisti esperti, ognuno trova le condizioni ideali lungo tracciati panoramici come la Pista Piano Valle o la suggestiva Pista del Sole, a un’altitudine compresa tra i 1.000 e i 1.650 metri nel Parco Naturale delle Vedrette di Ries-Aurina.
Non è un caso che proprio qui, nel cuore dell’area n. 02 del circuito Dolomiti NordicSki, si trovi uno dei templi internazionali della disciplina.
Cosa fare ad Anterselva nel tempo libero (o quando piove)
Se il tempo è poco o la pioggia fa capolino, ad Anterselva e dintorni non mancano luoghi ideali per vivere esperienze culturali e ricreative al riparo. Tra le proposte più interessanti, abbiamo scelto due tappe gastronomiche di eccellenza, fuori dai percorsi più battuti: una dedicata agli amanti della carne, l’altra agli appassionati di distillati.
Visitare una macelleria tradizionale
A pochi chilometri da Anterselva, nel paese di Rasun, all’ingresso della valle, si trova una tappa imperdibile per gli amanti della gastronomia autentica: la Macelleria Steiner.
La Macelleria Steiner a Rasun è molto più di un negozio: è un tempio del gusto altoatesino. (ph: Macelleria Steiner)
Un’istituzione locale, in terza generazione, con 25 collaboratori, che non è solo sinonimo di qualità, ma anche di una passione familiare che affonda le radici nella tradizione più autentica.
Oggi l’azienda è guidata dai quattro fratelli Steiner, con Karin che ne racconta con orgoglio la storia. “Siamo tra i soli quattro macellai autorizzati a produrre l’Original Südtiroler Bauernspeck — lo speck contadino originale dell’Alto Adige”, spiega, sottolineando l’importanza della materia prima: “I nostri maiali provengono esclusivamente dal Sudtirolo, a differenza di molti altri produttori che si affidano ad allevamenti esterni”.
Il più giovane della famiglia, Florian, classe ‘97, maestro macellaio, seleziona con cura i suini Duroc da allevatori locali (circa 450 all’anno) per garantire qualità e tracciabilità.
Florian e Karin dietro al banco del negozio Steiner. (ph: Max Trebo)
La lavorazione è interamente artigianale e si basa su una ricetta tramandata dal nonno: una miscela di sale e spezie con cui la carne viene massaggiata prima di essere stagionata lentamente. Il risultato: uno speck dal sapore delicato ma intenso, affumicato con trucioli di faggio e stagionato con pazienza per esaltarne profumi e leggerezza.
Nel grande negozio Steiner (disponibile anche online) si può scegliere tra un ampio assortimento di prelibatezze: speck affumicato e cotto; canederli tirolesi fatti in casa; salumi biologici; carne di selvaggina; miele; marmellate; formaggi e persino un (gustoso) Gin allo speck. Un’esperienza che celebra l’eccellenza artigiana in un mercato sempre più industrializzato.
Tre volte alla settimana, in stagione, vengono proposte degustazioni di speck e vino. A completare l’offerta, la famiglia Steiner gestisce anche l’Hotel Autentis, proprio accanto al negozio-macelleria.
Visitare una distilleria giovane e creativa
Due fratelli, un sogno: tra gli indirizzi da gustare ad Anterselva di Mezzo, soprattutto nei mesi estivi e autunnali, ce n’è uno che profuma di erbe selvatiche e legno resinoso: la distilleria Farmat.
In Via Vierbrunnenstraße 21, i fratelli Fabian e Christian Messner – classe ’93 e ’97 – hanno trasformato la passione per il loro territorio in un mestiere che unisce antiche tradizioni e creatività contemporanea.
Farmat non è solo una distilleria, ma un’esperienza: il lounge bar sul prato nei mesi caldi e le degustazioni guidate sono viaggi sensoriali tra aromi, racconti di famiglia e l’atmosfera genuina di chi fa le cose per bene, con le proprie mani. (ph: Max Trebo)
I due raccolgono pigne e bacche direttamente nei boschi per dar vita a una collezione di distillati unici: dal liquore al pino mugo alla grappa al cirmolo, dal dry gin alpino alle infusioni di fieno, abete rosso e mirtillo nero.
Christian, maestro distillatore, conosce il bosco come le sue tasche: i profumi e i sapori che ha respirato fin da bambino tornano nei suoi liquori, intensi e riconoscibili. Fabian è invece l’anima accogliente della bottega: racconta con entusiasmo storie e segreti di ogni etichetta, trasformando ogni visita in un incontro personale.
Ogni bottiglia è il risultato di un lavoro manuale, rispettoso dei ritmi della natura e delle materie prime locali. (ph: Farmat)
Il nome stesso, “Farmat” – che in dialetto significa “fine dell’orario di lavoro” – è un invito alla convivialità: un brindisi tra amici al tramonto, una pausa autentica dopo una giornata intensa.
Cosa fare ad Anterselva con i bambini
Acqua, bici e divertimento per tutta la famiglia: ecco alcune idee per genitori con bambini e adolescenti.
Wasserwaldile, il “bosco dell’acqua”
A Rasun di Sotto c’è un luogo che sembra uscito da una fiaba nordica: il Wasserwaldile, letteralmente il “bosco dell’acqua”. Un’oasi fresca e ombrosa, dove l’estate non arriva mai troppo calda, e dove l’acqua diventa il filo conduttore di mille avventure.
Qui i bambini non si limitano a passeggiare: inventano storie, attraversano ponti sospesi che oscillano sopra il torrente, saltano da un sasso all’altro, deviano il flusso dell’acqua con ruote e dighe di legno, costruiscono percorsi sempre nuovi.
(ph: TouristInfo Valle Anterselva/Gianvito Coco)
Ogni stazione è una sfida da affrontare con creatività ed equilibrio. Accanto a loro, i genitori possono rilassarsi su lunghe panchine in legno. E c’è persino una casetta sull’albero che diventa un rifugio perfetto per piccoli esploratori.
Come si arriva? Si lascia l’auto nel parcheggio gratuito (a disco orario) delle poste di Rasun di Sotto. Da lì si prosegue a piedi, in leggera salita, fino al cartello che indica la fine del paese. Di fronte parte il sentiero nel bosco: bastano meno di cinque minuti di cammino e già ci si trova alla prima stazione di gioco.
Il Wasserwaldile è un’avventura a tappe nel cuore del bosco. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Gianvito Coco)
Il Wasserwaldile si sviluppa in tre tappe principali, ognuna con giochi e sfide diverse. Per chi ha ancora energie, dal Wasserwaldile si può proseguire lungo il torrente fino a Rasun di Sopra e chiudere l’anello (3,9 km, poco più di un’ora di cammino, adatto anche a ragazzi più grandi).
A pochi minuti di distanza, nel parco ricreativo di Rasun di Sotto, c’è un percorso Kneipp per camminare scalzi nell’acqua fresca.
La ciclabile di Anterselva e della Pusteria
Il percorso parte da Anterselva di Mezzo e si snoda per circa 12 km fino a Neunhäusern, lungo un tracciato che alterna tratti sterrati curati e strade asfaltate, ideale per gravel, mountain bike, bici tradizionali ed e-bike.
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È una ciclabile pensata per tutti, anche per le famiglie con bambini, che qui possono pedalare in sicurezza immersi nella natura alpina.
Lungo il cammino si incontrano piccoli tesori nascosti: il biotopo Rasner Möser, un santuario naturale dove flora e fauna vivono indisturbate, e il laghetto di Anterselva di Sotto, perfetto per una sosta rinfrescante, un picnic all’ombra o semplicemente un momento di relax con vista boschi.
La ciclabile di Anterselva è un invito a viaggiare lento. (ph: eb)
Il tracciato è dolcemente ondulato, con 96 metri di dislivello in salita e 368 in discesa, toccando il punto più alto a 1.255 metri. Ben segnalata e scorrevole, la ciclabile attraversa paesaggi tipici dell’Alto Adige, regalando scorci da cartolina a ogni curva.
All’arrivo, che sia a Neunhäusern o ad Anterselva di Sotto, aspetta la ricompensa più dolce: un gelato, un caffè o semplicemente il piacere di fermarsi e lasciarsi avvolgere dal panorama.
Chi vuole allungare il viaggio può collegarsi alla Ciclabile della Val Pusteria, un percorso di 61 km che da Rio di Pusteria (777 m) porta a San Candido (1.173 m), con poco più di 400 metri di dislivello.
Ma anche senza spingersi così lontano, il tratto tra Valdaora, Anterselva di Mezzo e Anterselva di Sotto è già una piccola gemma: sicuro, panoramico e immerso nella quiete della valle.
Il Sentiero dei mulini
Per un tuffo nella storia contadina, c’è il Sentiero dei mulini (“Tränkabachl”), un percorso breve e pianeggiante (1,6 km) che unisce natura e memoria.
Si cammina tra prati, torrenti e boschi incontrando mulini di grano restaurati, che raccontano un passato in cui ogni famiglia viveva in equilibrio con la montagna. I pannelli e la guida virtuale spiegano usi e tradizioni, facendo immaginare la vita di chi qui macinava il grano secoli fa.
Il Sentiero dei Mulini è un piccolo viaggio nel tempo. (ph:TouristInfo Valle Anterselva/Josef Plaickner)
È un sentiero semplice, percorribile in mezz’ora. Si parte dalla fermata dell’autobus “Anterselva di Sopra, Müller” oppure – se si arriva in auto – dal parcheggio accanto alla piccola teleferica di servizio del Rifugio Vedrette di Ries. Da qui basta seguire la segnaletica e attraversare la strada: il cammino comincia subito a raccontare storie.
Per il ritorno si può ripercorrere lo stesso tragitto, oppure rientrare comodamente in autobus dalla fermata “Anterselva di Sopra, Steinzger”.
Cosa vedere nei dintorni di Anterselva
Anterselva è il punto di partenza ideale per scoprire le chicche più interessanti della Val Pusteria. A pochi chilometri: la deliziosa cittadina di Brunico. Accoglie i visitatori e gli irriducibili dello shopping con il suo vivace centro storico.
Sopra la cittadina: il castello medievale e il Messner Mountain Museum Ripa, museo che celebra la vita e le culture delle popolazioni di montagna.
Poco oltre: Dobbiaco, la porta d’accesso alle Tre Cime di Lavaredo, icone delle Dolomiti, al Lago di Misurina, a Cortina d’Ampezzo, mentre San Candido – con la sua Collegiata romanica millenaria – è uno dei borghi più suggestivi dell’Alta Pusteria.
Il sentiero panoramico Concordia 360° sul Plan de Corones, con panorami mozzafiato e scorci trasformati in arte dall’estro di Helmuth Pizzinini. (ph: Kronplatz)
Ma è il Plan de Corones (Kronplatz in tedesco) a dominare la scena: montagna tondeggiante e panoramica, chiamata affettuosamente “Panettone”, amata sia in inverno che in estate. Con oltre 119 chilometri di piste perfettamente preparate e 32 impianti di risalita, è una delle aree sciistiche più importanti dell’arco alpino.
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Durante la bella stagione si trasforma in un paradiso per escursionisti, ciclisti e famiglie, con sentieri tematici, parchi avventura e viste spettacolari.
La ovovia di Valdaora (“Olang 1+2“) porta fino a quota 2.275 metri, dove inizia un itinerario tutto da vivere: il sentiero panoramico Concordia 360°, la via Artis, le esposizioni del LUMEN, museo dedicato alla fotografia di montagna, e il MMM Corones, il museo voluto da Reinhold Messner, sospeso tra roccia e cielo.
MMM Corones, firmato Zaha Hadid: un museo sospeso tra cielo e roccia. (ph: Kronplatz)
Gli appassionati di storia possono proseguire verso San Lorenzo, dove il Museo Mansio Sebatum racconta l’eredità romana della zona, mentre il Museo provinciale degli usi e costumi offre una finestra sulla vita quotidiana e le tradizioni dell’Alto Adige.
Per chi cerca un momento di benessere, magari in una giornata di pioggia, la piscina coperta Cron4 a Brunico-Riscone resta aperta fino a sera inoltrata. E per un tuffo nella cultura ladina, vale la visita anche il Museum Ladin Ciastel de Tor a San Martino in Badia, ospitato in un castello seicentesco immerso nel verde.
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Dove dormire ad Anterselva
Ad Anterselva si può scegliere di svegliarsi circondati dal silenzio dei boschi in un chalet nel verde, o concedersi il massimo del relax in un hotel wellness. Ecco due indirizzi scelti.
Nancy’s Holiday Homes Dolomites
A Rasun di Sotto, Nancy’s Holiday Homes Dolomites non è un semplice posto dove dormire: è un rifugio che invita a rallentare, respirare e ritrovare il gusto del tempo. Circondata dal bosco e dal silenzio delle montagne, questa oasi nasce dal sogno di Nancy Prugger, padrona di casa con radici profondamente locali e un’anima cosmopolita.
Dove un tempo sorgeva il campeggio di famiglia, oggi si trova una struttura super chic, dal design contemporaneo e attenta all’ambiente, capace di coniugare comfort e autenticità con un tocco internazionale
La reception e il bar: spazi luminosi e curati, dove ogni ospite può sentirsi subito a casa, sorseggiare un drink o una bevanda calda. (ph: Nancy’s Holiday Homes Dolomites)
Chalet in legno, interni dal design essenziale, caldo e ricercato, ampie terrazze affacciate sul bosco e il fiume e una sensazione costante di pace e armonia con l’ambiente: ogni dettaglio parla di cura e autenticità. Le soluzioni abitative sono pensate per rispondere a diverse esigenze – sempre nel segno dello stile, del relax e della privacy.
I Cozy New Homes, con idromassaggio e vista sul bosco e sul fiume. (ph: Nancy’s Holiday Homes Dolomites)
Ci sono i Cozy New Homes, chalet di design con sauna a infrarossi, camino, terrazza e jacuzzi – per una fuga romantica; i Pretty Homes, ampi appartamenti fino a 6 persone in un edificio sostenibile e luminoso; gli Alpine Homes, per 2-4 persone, e i Canadian Homes, che reinterpretano l’estetica dei lodge in chiave alpina, con 2 camere da letto, 2 bagni, camino, un ampio soggiorno con divano letto, cucina attrezzata e terrazza – adatti per un soggiorno a due, per una vacanza con gli amici o la famiglia.
Al Nancy’s c’è anche una piccola piscina riscaldata; la sauna; uno spazio fitness e un’area spa. Tra le esperienze da provare? Yoga o forest bathing. Oppure un esclusivo massaggio. La giornata qui inizia lentamente, ma sempre nel migliore dei modi: con l’ottima colazione – servita direttamente in camera -ricca di prodotti del luogo.
I Canadian Homes portano con sé l’atmosfera autentica della terra canadese. (ph: Nancy’s Holiday Homes Dolomites)
Nancy, inoltre, è anche una insider: conosce i sentieri, le deviazioni panoramiche, le trattorie nascoste. Che l’ospite arrivi in sella a una mountain bike, su una gravel, un’e-bike o una bici da corsa, sa indicare il percorso giusto, calibrato per ogni tipo di gamba. A proposito: la ciclabile passa propio davanti alla struttura. E forse è proprio questa la magia che riesce a trasmettere a chi arriva qui: la sensazione di essere parte di qualcosa di speciale. Come a casa, ma in uno degli angoli più suggestivi d’Italia.
Falkensteiner Hotel Antholz
A 1.642 metri di altitudine, a due passi dal Lago di Anterselva, il Falkensteiner Hotel Antholz è un rifugio adults only pensato per chi cerca intimità e silenzio.
Il Falkensteiner Hotel Antholz: silenzio e comfort si fondono. (ph: Falkensteiner)
Le camere e suite, arredate con eleganza sobria e dettagli in legno naturale, accolgono con terrazze e lounge private da cui osservare le stelle senza fretta. L’ospitalità è cucita su misura: la pensione ¾ gourmet accompagna la giornata con colazioni a buffet, gutose e ricche merende pomeridiane e deliziose cene à la carte, mentre la Acquapura SPA – 1.000 m² tra piscina interna ed esterna, vasca Kneipp e trattamenti rigeneranti – invita a lasciarsi andare.
Da non perdere l’esperienza serale dell’Aufguss, la tradizionale gettata di vapore che trasforma la sauna in uno spettacolo multisensoriale. Immerso in un parco privato di 12.000 m², l’hotel propone esperienze che riconnettono con il territorio: sessioni di yoga mattutino; escursioni con un accompagnatore speciale, Andreas Falkensteiner; tour in e-bike, passeggiate al chiaro di luna; picnic in baite di legno raggiungibili a piedi; salite al Passo Stalle in sella ad una Vespa.
La piscina esterna, con vista sul bosco, invita al completo relax. (ph: Falkensteiner)
La cucina racconta i sapori altoatesini con un tocco moderno, in equilibrio tra tradizione e creatività. A fare la differenza è il personale: sempre disponibile, cordiale e accogliente. Parte del circuito Vitalpina® Hotels Südtirol, il Falkensteiner Hotel Antholz è il punto di partenza perfetto per una fuga romantica, una vacanza tra amici o un ritiro in solitaria.
Cosa mangiare ad Anterselva
La cucina da queste parti – come del resto in tutto l’Alto Adige – è un viaggio che mescola radici e contaminazioni, capace di sorprendere con la sua semplicità intensa e le sue mille sfumature. Nata dall’ingegno di chi, in montagna, doveva arrangiarsi con poco, oggi è diventata un mosaico di influenze mitteleuropee, ma resta fedele ai prodotti della terra, rigorosamente a km zero. Nei rifugi e nelle locande si ritrova l’anima autentica delle vallate: mezzelune rubino ripiene di barbabietola, canederli in brodo, spätzle verdi e zuppe d’orzo.
Poi arrivano le carni, robuste e selvatiche come cervo e capriolo, spesso addolcite da un tocco di frutti di bosco.
Kaiserschmarren: soffice, dolce e irresistibile. Qui la proposta della Malga Enzian. (ph: Max Trebo)
E per chiudere, i dolci e le famose grappe alle erbe alpine. Una cucina sostanziosa, certo, ma perfettamente in sintonia con la vita di montagna e con l’aria rarefatta di queste parti. Non stupisce che proprio qui l’alta ristorazione abbia trovato terreno fertile: l’Alto Adige vanta oggi una delle più alte concentrazioni di stelle Michelin d’Italia, a conferma che anche tra queste cime e vallate la tradizione può diventare gourmand.
Dove mangiare ad Anterselva
La cucina locale propone piatti robusti e genuini. Ma anche piatti ricercati. Ecco le soste consigliate.
Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler
C’è un angolo nascosto dove la montagna diventa racconto e la cucina un gesto di rispetto per il territorio: è Ansitz Heufler, elegante dimora rinascimentale del 1580, oggi riportata in vita dal tristellato Norbert Niederkofler, anima del progetto gastronomico Cook the Mountain.
Le stube in legno intagliato, le maioliche decorate, le volte a botte e la suggestiva Rauchkuchl – un tempo antica cucina affumicata, oggi lounge bar dal fascino austero – raccontano un’ospitalità che affonda le radici nella storia, ma guarda avanti.
Ansitz Heufler, dimora storica del 1580, a Rasun di Sopra. (ph: Marco Poderi)
Nell’estate 2025 ha aperto i battenti anche l’osteria tipica, con prezzi accessibili e un menu ispirato ai sapori della Valle Anterselva.
A fare la differenza è la ricerca scrupolosa della materia prima, frutto di una filiera corta che attinge direttamente al territorio. Gli antipasti aprono la cena come una dichiarazione d’intenti: un tagliere di salumi e formaggi locali, arricchito da rafano pungente e cetriolini croccanti, oppure una tartare di manzo della stube, accompagnata da pane al burro che profuma di forno a legna.
Poi arrivano i primi, che raccontano meglio di qualsiasi parola l’anima alpina del luogo. Indimenticabili i canederli al Graukäse – il formaggio di recupero che è patrimonio della cucina contadina – serviti con cavolo cappuccio e burro nocciola: un piatto tanto generoso quanto irresistibile, di quelli che non stancano mai, anche quando la porzione sembra non finire.
Tra i piatti sulla carta ci sono anche la frittella tradizionale altoatesina con ragù; le mezzelune di ricotta e spinaci, servite con papavero o formaggio; lo stinco di maiale al forno senape e erbe aromatiche.
Il finale è affidato alla dolcezza, ma sempre con quell’impronta alpina che rende ogni boccone parte del viaggio. In carta spicca il Kaiserschmarren, soffice e dorato, arricchito da uvetta al rum e servito con una generosa cucchiaiata di mirtilli rossi.
Non meno sorprendente è il riso e latte con papavero, burro nocciola e albicocche, comfort food d’altri tempi che conquista con la sua semplicità disarmante.
Le stube rivestite in legno intagliato. (ph: Anna Notdurfter)
E per chi cerca leggerezza, c’è sempre il gelato artigianale, chiusura fresca e pulita che accompagna via l’ultimo sorso di vino. Ansitz Heufler non è solo un luogo dove mangiare bene, è anche un luogo dove poter soggiornare.
Le 10 camere – tra King Suite, Suite, Junior Suite e Deluxe Room – sono infatti rifugi alpini dove architettura storica e design moderno si incontrano in perfetta armonia. Ansitz Heufler by Norbert Niederkofler si trova in via Valle d’Anterselva 24 a Rasun di Sopra.
Baita Genziana (Enzianhütte)
A pochi passi dal Lago di Anterselva, c’è una sosta che non può mancare nel taccuino di viaggio di chi ama i sapori della valle: la Baita Genziana. A guidarla ci sono Manuel e Patrizia, coppia affiatata nella vita e in cucina, che ha fatto dell’ospitalità e della qualità una missione personale.
La loro cucina è un ponte tra passato e presente: affonda le radici nella tradizione gastronomica del Sudtirolo, ma non rinuncia a tocchi di creatività che sorprendono senza mai tradire l’identità del territorio.
Il menù è una dichiarazione d’amore per i sapori locali: formaggio grigio della valle di Anterselva, canederli morbidi e saporiti, gulasch corposi e profumati, piatti a base di selvaggina.
Tris di canederli: un viaggio tra tradizione, gusto rustico e comfort food d’alta quota. (ph: Max Trebo)
Molto apprezzata anche la carbonara di montagna, rivisitata con speck croccante del contadino, crema vellutata di tuorlo, erbe alpine fresche. E, ovviamente, l’intramontabile Kaiserschmarren, la frittata dell’imperatore, servita con una generosa spolverata di zucchero e composta di mirtilli.
Come arrivare ad Anterselva
Per raggiungere Anterselva in auto si percorre l’autostrada del Brennero (A22) fino all’uscita Bressanone–Val Pusteria.
Da lì si prosegue lungo la statale della Val Pusteria SS49 in direzione Brunico, si supera Valdaora e si seguono le indicazioni per Anterselva (Antholz), che si raggiunge in circa 40 minuti di guida panoramica.
I treni arrivano fino a Valdaora di Sotto o Brunico, da cui partono autobus di linea per la valle. Gli aeroporti più vicini sono quelli di Bolzano (90 km), Innsbruck (130 km) e Venezia (200 km).
Come muoversi ad Anterselva
Ad Anterselva (e in generale in tutto l’Alto Adige) lasciare l’auto ferma non è solo facile, ma anche conveniente.
Con il Guest Pass, incluso nel soggiorno nelle strutture aderenti, ci si muove gratuitamente su tutti i mezzi pubblici della provincia: autobus, treni regionali, impianti di risalita e, in inverno, persino gli skibus.
Il pass digitale arriva direttamente sullo smartphone dopo il check-in (o prima, se si sceglie il pre-check-in per chi arriva già in treno o bus) e garantisce anche sconti e vantaggi in negozi e attività locali.
Basta ricordarsi di convalidarlo prima di ogni viaggio – salendo sull’autobus o in stazione per il treno – e le montagne diventano subito più vicine, in modo semplice, sostenibile e senza pensieri.
Navetta 2 Laghi
Un modo pratico e green per vivere la valle è la Navetta 2 Laghi, che da fine maggio a metà ottobre collega il Lago di Anterselva al Passo Stalle, passando anche per il pittoresco Obersee.
La Navetta 2 Laghi. (ph: TouristInfo Valle Anterselva/Josef Plaickner)
Niente auto, niente stress: solo la comodità di un servizio che porta direttamente a due delle mete escursionistiche più spettacolari della zona. La corsa singola costa 5 euro; gratis con Guest Pass Alto Adige e per i bambini fino a 6 anni; 1,50 euro per i cani.
Quando andare ad Anterselva
Ogni stagione regala un volto diverso alla valle. In estate (giugno–settembre) i sentieri si riempiono di escursionisti e biker, e i laghi diventano luoghi perfetti per rilassarsi.
(ph: TouristInfo Valle Anterselva/Josef Plaickner)
L’inverno (dicembre–aprile) è invece il regno della neve, tra piste battute e l’atmosfera calda dei rifugi. L’autunno veste i boschi di sfumature dorate e invita a passeggiate lente e raccolta di funghi, mentre la primavera è il momento del risveglio: natura che esplode e paesaggi ancora silenziosi, ideali per chi cerca tranquillità.
Dove trovare informazioni su Anterselva
Per saperne di più su Anterselva, Plan de Corones/Kronplatz e per consigli pratici sull’organizzazione del viaggio, il punto di riferimento è il sito ufficiale della destinazione: antholzertal.com.

