Tutto nasce da un sogno, perché in fondo abitare i sogni e renderli arte per Alda Fendi è un po’ un motivo di vita. Così una notte Giancarlo Menotti è entrato nei suoi pensieri per chiederle di salvare la sua casa che proprio la mattina dopo sarebbe andata all’asta e lei non lo sapeva, ma questa donna che è energia allo stato puro ha colto ancora una volta il messaggio dell’anima per trasformarlo in un atto concreto. “Mia madre, Adele, ha insegnato ad essere attive a noi cinque sorelle (Paola, Anna, Franca, Carla e Alda, ndr), sveglie, intelligenti, che si può sbagliare una volta non due, di essere sempre pioniere ed arrivare prime”. Per questo le piace definirsi “un brevetto, fattiva come tutte le donne, mentre gli uomini sono dominati dalla pigrizia”, racconta in una conversazione con l’ANSA e gli occhi le brillano dietro gli occhiali che ne fanno un quadro pop con i colori sgargianti e la forma atomica.
Si può stare ore ad ascoltarla mentre ricorda di quando Federico Fellini le dedicava disegni in cui appariva come una divinità, di quanto Luchino Visconti fosse perfezionista da accorgersi a distanza di un’asola fatta a macchina anziché a mano, dei quarant’anni passati a lavorare con Karl Lagerfeld (“diceva che nella vita conta solo l’ultima cosa che fai, un maestro”), del modo in cui i venditori russi di pellicce guardavano quel gruppo di cinque sorelle capitane del mondo della moda.
Ma oggi, avvolta dalla bellezza dei Fori dalla terrazza del Rhinoceros, si parla di Giancarlo Menotti. “Dopo Lagerfeld abbiamo abbandonato la moda nel 2001 e lì è nata la Fondazione Alda Fendi Esprimenti, che si occupa di arte antica e contemporanea senza limiti. Attraversare le arti è quello che facciamo, sperimentando dal teatro alle performance, agli scavi: niente è impossibile. Mi chiamano mecenate, ma sono un’operatrice culturale. Confesso che detesto la parola mecenate”.
Per lei, che nel 2020 è stata anche insignita della Legion d’onore da Macron, la missione è che “le persone possano godere dell’arte, questo è il primo indice di libertà”. L’ultima impresa culturale di Alda Fendi è stata quella di restituire alla memoria collettiva la casa dello storico fondatore del Festival dei Due Mondi, affidata ancora una volta alla creatività di Raffaele Curi che di Menotti fu a lungo collaboratore. “Menotti l’ho conosciuto una sera in cui andammo a vedere il Vascello fantasma di Richard Wagner. Era una persona sublime, tutti vorrebbero essere come lui, raffinato, rigoroso pieno di idee, un vero intellettuale. La sua casa era spartana, dormiva su un lettino di ospedale, solo un lume, un tavolino, viveva della sua creatività”. L’operazione di Alda Fendi oggi è quella di restituirlo alla memoria: “È molto dimenticato da quando è morto, nessuno ha più parlato di lui nonostante abbia reso celebre Spoleto nel mondo. Non può essere messo da parte”.
L’operazione di recupero è partita dal restauro della casa di Giancarlo Menotti a Spoleto, affacciata sulla piazza del Duomo, con un giardino poetico in cui perdersi e che sabato sera 20 settembre ospiterà un appuntamento in suo onore. “Non sono un architetto – spiega Raffaele Curi che ha curato l’allestimento della dimora – ma ho fatto molte case e Menotti per me era un padre. Sono offeso da come in come questi ultimi 10-15 anni sia stato dimenticato. Il suo era un festival, dopo di lui sono andate in scena solo rassegne. Nei 18 anni in cui ho lavorato con lui a Spoleto non chiudevo mai gli occhi, era la felicità assoluta, tutto era spettacolo fuori e dentro la scena. A partire dagli ospiti, che andavano dalla duchessa di Hamilton a Carlo d’Inghilterra. Io ero il regista delle atmosfere”.
Regista di atmosfere anche per la casa di Menotti che è stata acquistata 8 anni dopo il terremoto e rifatta mantenendo come era la sua casa originale. Ora però è abitata anche da Samuel Beckett: “Ero in imbarazzo, non sapevo cosa fare, quale provocazione scegliere. Menotti aveva fatto tutto, ma mai Beckett e una volta che gli chiesi perché mi rispose: ‘non mi fare mai più questa domanda’. Ora l’unico di cui non aveva mai parlato è in casa sua con una speciale installazione”.
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