Sull’aumento delle spese militari il centrodestra, per non rischiare di spaccarsi, non presenterà mozioni in Parlamento, dove si discuteranno i documenti (delle sole opposizioni) sulle “iniziative volte a contrastare l’aumento delle spese militari a favore di politiche in campo sociale”.
Avs e 5S, no al riarmo. E tentano la Lega
10 Settembre 2025
Tra i più critici dentro alla maggioranza c’è la Lega. Anche se oggi il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari, ha escluso che il Carroccio possa votare le mozioni di M5s e Avs contro l’aumento delle spese militari. “Assolutamente no, anche perché le due mozioni di M5s e Avs di fatto chiedono di rompere l’accordo preso tra i paesi Nato, di non arrivare al 5% delle spese militari” a cui “noi non siamo contrari – afferma -. Noi vogliamo essere saldamente legati all’Alleanza Atlantica, queste mozioni” sostanzialmente “chiedono di uscire dalla Nato”.
Molinari prosegue: “La discussione che stiamo facendo al nostro interno è come declinare queste spese militari. Ad esempio, noi vorremmo fossero anche a tutela della sicurezza interna, con l’assunzione di più agenti delle forze dell’ordine”. E spiega: “Le altre due mozioni, di Iv e Azione”, pur non essendo contrarie all’aumento delle spese, “vincolano su altri aspetti su cui non siamo d’accordo, come unirci ai Volenterosi con eventuali azioni anche in Ucraina”, oppure scrivono “un libro dei sogni di aumento delle spese oltre a quelle militari”.

