Anche quest’estate l’Italia ha affrontato una pesante scia di tragedie: decine di persone hanno perso la vita annegando in piscine, tra strutture pubbliche, private o domestiche. La vera emergenza, secondo Assopiscine, sindacato di categoria, sono insufficienti barriere di sicurezza, sorveglianza lacunosa e mancanza di regole nazionali condivise. E per questo chiede che venga approvata una legge da tempo ferma in parlamento. Il sindacato ha anche raccolto una serie di dati.
Oms: in 10 anni 3 milioni di morti per annegamento, 30 ogni ora, soprattutto giovanissimi
19 Luglio 2025
Gli annegamenti
Secondo i dati del Ministero della Salute, raccolti dall’Istituto Superiore di Sanità, in Italia si registrano in media circa 350 decessi all’anno, dei quali circa il 12–12,5% avviene tra i minori di 18 anni. Di questi, circa 41 sono bambini e ragazzi. Più della metà degli annegamenti in piscina riguarda bambini fino a 9–12 anni. I decessi in piscina, pur rappresentando solo una parte del totale, coinvolgono significativamente i più giovani, con un preoccupante predominio maschile (81% tra i minori).
Distrazione e poche regole
Le cause principali degli annegamenti identificati dall’Istituto superiore di sanità e da altri studi includono: sorveglianza inadeguata: molti adulti, mentre controllano i figli in acqua, si distraggono parlando, leggendo, mangiando o consultando il telefono. False convinzioni: il 48% dei genitori crede erroneamente che un bambino in difficoltà farebbe rumore; il 56% dà massima fiducia al bagnino; il 32% ammette di lasciare il bambino solo in piscina per due minuti o più. Piscine domestiche non sicure: oltre la metà degli annegamenti in piscina avviene in strutture non professionali, spesso senza barriere o sistemi d’allarme. Disabilità natatoria: cadute, finire in zone profonde e scarsa capacità di nuotare sono tra i fattori scatenanti più frequenti.
Ferruccio Alessandria
L’appello
Ferruccio Alessandria, presidente dell’associazione ricorda che: “Gli annegamenti in piscina sono prevedibili ed evitabili, ma solo se agiamo con prudenza e urgenza. I dati ministeriali che ogni anno analizziamo, mostrano una realtà ripetitiva, e non eccezionale, che colpisce quasi sempre i più vulnerabili. È necessario che venga da subito approvata la legge quadro in discussione alla Camera, così come continuare a diffondere la cultura della prevenzione attiva tra famiglie, gestori, operatori e rendere obbligatorie le misure di sicurezza prescrittive anche per piscine private”.
L’avanzamento legislativo
Uno dei punti centrali dell’estate è lo schema di disegno di legge quadro sulla sicurezza in acqua, promosso da Assopiscine insieme ai Ministri Nello Musumeci (Protezione Civile) e Orazio Schillaci (Salute). Il testo, approvato dal Consiglio dei Ministri il 30 luglio 2025, è attualmente in discussione alla Camera. Prevede misure come: obbligo di recinzioni protettive, sistemi di allarme, presenza di personale qualificato nelle strutture pubbliche verifiche periodiche e protocolli di prevenzione. Se approvato e applicato, rappresenterebbe un passo decisivo verso regole uniformi che possono ridurre drasticamente l’incidenza degli incidenti.
La tragedia di Torino
Un bambino di 3 anni è morto all’ospedale Regina Margherita di Torino dopo essere rimasto in arresto cardiocircolatorio in una piscina di un b&b ad Omegna. Il piccolo — di origine moldava — era stato notato sul fondo dalla madre circa venti minuti dopo essersi allontanato per giocare; il padre lo ha tratto immediatamente in salvo, ma le condizioni erano già gravissime. Ricoverato d’urgenza nel reparto di Rianimazione, è deceduto tra martedì 26 e mercoledì 27 agosto. I genitori hanno acconsentito alla donazione degli organi.
Un’estate d’incidenti
La tragedia di Omegna segue di pochi giorni quella di un bimbo di 2 anni annegato in una piscina gonfiabile nella zona di Santa Croce Camerina (Ragusa). Ma non finisce qui: a giugno un bambino di 4 anni è morto in un parco acquatico a Castrezzato (Brescia), e sempre nello stesso arco temporale un bimbo di 6 anni ha perso la vita nella piscina di un camping a Ferrara.

