BOLZANO. Per parte della comunità dei fedeli «era nell’aria». Ma fino all’ultimo ci si è aggrappati alla possibilità di un ripensamento, «speravamo cambiasse idea», si lascia scappare qualcuno. Don Paolo Zambaldi non sarà più don. Adesso, la notizia ufficiale, diffusa dalla Diocesi, che lo esonera «dai suoi incarichi di cooperatore a Bolzano e assistente spirituale de “La Strada-Der Weg”» in quanto deciso a «dimettersi dallo stato clericale».
Un fulmine a ciel sereno per i fedeli più affezionati, anche se i segnali erano intuibili da tempo. In primis per il suo essere considerato un sacerdote «divisivo». Negli anni, infatti, si è schierato apertamente a favore di temi come il sacerdozio femminile, l’apertura verso le persone migranti, le famiglie di fatto, la comunità Lgbtqia+, fortemente sostenuta quest’anno in occasione del pride. Si è sempre opposto all’omofobia, all’accanimento terapeutico, al razzismo.
Critico talvolta anche nei confronti della Chiesa, vista con un ruolo più marginale rispetto alla fede. «La Chiesa non è il centro – riportava scritto nel suo blog in uno degli ultimi articoli pubblicati, dove cita don Franco Barbero – Il centro è vivere al cospetto del mistero di Dio e che ci sposti dalla parte dei poveri». Ha scritto una lettera aperta a papa Ratzinger contestandogli i silenzi sui preti pedofili. A papa Francesco, invece, ha criticato i troppi riferimenti a Satana, come segnala di una visione, forse, troppo antica della fede. Posizioni forti che lo avrebbero in alcuni casi isolato dal resto mondo ecclesiastico, rendendo forse più gravoso il peso della tonaca, che indossava con rispetto, ma con lo sguardo rivolto oltre, «verso un mondo che cambia». Le sue prediche, ricordano alcuni fedeli, erano dure e complesse, mai banali: riflessioni profonde, senza ripetizioni né routine.
Messaggi di un prete intellettuale forse incompreso, ma molto stimato. Sulla decisione di lasciare lo stato clericale preferisce non esprimersi per il momento. Ci sarà il tempo e l’occasione per salutare la comunità, e dare, se lo riterrà necessario, delle spiegazioni. Paolo Zambaldi lascia dietro di sé i segni di una rivoluzione che, si spera, proseguirà su altre strade. Il profiloBolzanino, classe 1985, scopre la vocazione durante gli studi di Giurisprudenza a Trento e si iscrive al seminario di Bressanone. Ordinato diacono nelle parrocchie Duomo-San Domenico e San Giuseppe ai Piani, diventa sacerdote nel 2016; dal 2018 è viceparroco alla Sacra Famiglia e a Tre Santi con don Jimmy Baldo.
Dal 2020 ha ricoperto il ruolo di cappellano nelle parrocchie di Visitazione e Regina Pacis. Parallelamente si dedica alla scrittura: con Gabrielli editori partecipa a diversi volumi collettivi (tra cui La goccia che fa traboccare il vaso, 2020; Del male, di Dio e del nostro amore, 2023; Quale Dio, quale cristianesimo, 2023). Nel 2022 pubblica Conversando con Baruch. Spinoza, un filosofo «oltre le religioni».Dal 2023/2024 è dottorando in teologia pastorale alla Facoltà di teologia cattolica della Westfälische Wilhelms-Universität di Münster, in Germania. AvvicendamentiDi seguito gli altri avvicendamenti del 2025 comunicati dalla Diocesi. Anton Auer viene nominato collaboratore pastorale di Selva dei Molini e di Lappago. Honoré Barhebwa Tukulenabo è stato nominato collaboratore pastorale nell’unità pastorale Decanato di Laives. Giorgio Carli viene nominato collaboratore pastorale nell’unità pastorale Alta Val Pusteria. Rimane assistente spirituale per i diaconi permanenti. P. Nazareth Pascal D’Silva è stato nominato collaboratore pastorale a Silandro, Corces e nell’unità pastorale di Lasa. Michael Ennemoser viene nominato collaboratore pastorale a Montagna. P. Vincent Baltazary Safi viene nominato collaboratore pastorale nell’unità pastorale Alta Val d’Isarco. Ulteriori nomine e incarichi: Franz Comploi viene nominato rettore dell’Istituto vescovile Vinzentinum a Bressanone. Ivo Costanzi viene nominato in aggiunta moderatore dell’associazione dei decanati della Val Gardena e della Val Badia (Union pluanies ladines) per i prossimi tre anni. Reinhard Demetz viene confermato per altri tre anni Direttore dell’Ufficio pastorale presso la Curia vescovile.
Ulrich Fistill viene confermato come direttore della Biblioteca dello Studio Teologico Accademico e come direttore della Biblioteca diocesana di Bolzano-Bressanone. Eduard Huber è stato nominato presidente della Katholische Männerbewegung. Martin Karbon è stato nominato collaboratore diaconale a Castelrotto. Julia Linder viene nominata per altri cinque anni responsabile del convitto dell’Istituto vescovile Vinzentinum a Bressanone. Georg Oberrauch è stato nominato assistente spirituale della Katholische Männerbewegung della diocesi.

