Era la notte del 7 giugno 2018. All’ospedale di Vigevano un neonato rimane schiacciato dalla madre durante la prima notte dopo il parto. La donna era esausta. Dopo essersi distesa sul fianco per l’allattamento si è accorta che il piccolo aveva smesso di succhiare dal seno e non reagiva. I soccorsi sarebbero arrivati in ritardo. Il bimbo è andato in arresto cardiaco ed è stata portato al Policlinico San Matteo di Pavia. Il piccolo è sopravvissuto ma ha avuto danni permanenti e molto gravi: encefalopatia ipossico-ischemica, paralisi cerebrale infantile, assenza di deglutizione, crisi epilettiche continue.
La famiglia, difesa dall’avvocato Carmela De Lucia di Genova, ha chiesto riconoscimento della responsabilità dell’accaduto dell’ospedale di Vigevano. In primo grado il tribunale di Pavia ha riconosciuto l’azienda socio sanitaria locale corresponsabile per metà dell’accaduto per un totale di oltre un milione e mezzo di euro. Secondo il tribunale, dopo il parto indotto, quando è stato messo il bambino sul petto della madre, sarebbe mancato il monitoraggio, il controllo costante. La donna sarebbe rimasta su un fianco senza che nessuno la informasse dei rischi.
La mancanza di sorveglianza è indicata come causa del collasso del neonato. Queste sono le somme da versare: 1.091.218 euro al bambino per i danni permanenti; 100mila euro a ciascuno dei genitori; 25mila euro al fratello minore; 35mila euro a ciascuno dei quattro nonni. L’Asst di Pavia potrebbe fare ricorso in appello, ma anche la famiglia del bimbo potrebbe appellarsi visto che aveva chiesto un risarcimento di tre milioni di euro.

