Nell’isola più grande delle Baleari, resort di charme e progetti di rigenerazione naturale e culturale, invitano a scoprire il lato più slow di Mallorca. Tra essenze “tailor made”, antiche “finca” (tenute) strappate al degrado e all’agricoltura intensiva. Ecco dove trovarle
Sull’isola di Maiorca, nell’arcipelago spagnolo delle Baleari, il turismo è rigenerativo
Da un lato le aspre scogliere punteggiate di verde che ricamano il Port de Sóller, località sulla costa settentrionale. Dall’altro un dedalo di borghi e paesini avvolti da resti romani, distese di uliveti aggrappate ad epici terrazzamenti. In mezzo la lunga Serra de Tramuntana, catena montuosa che serpeggia nella zona nord-occidentale per circa 90 km, tra Calvià e Pollença, dichiarata dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità nel 2011 per il suo Paesaggio Culturale.
A Maiorca, non lontano dalle affollate località di Magaluf, Alcúdia e Cala Millor, gettonate per l’indiscussa bellezza delle spiagge lambite da acque-specchio, ma sempre più spesso afflitte da overtourism, c’è un microcosmo di indirizzi dove il turismo non è solo lento. Diventa rigenerativo.
Un piccolo mondo antico, dalla mentalità modernissima, composto da microimprese ma anche da solide e strutturate realtà imprenditoriali. Dove chef, viticoltori, artisti e albergatori si impegnano quotidianamente a preservare le tradizioni e il paesaggio maiorchino. A rigenerarli, ripopolando spazi in molti casi abbandonati da decenni, perché considerati poco fruttuosi.
D’altronde sull’isola più grande delle Baleari, il terreno e il mare non mancano, basta spostare lo sguardo, ampliare l’orizzonte.
A Maiorca: turismo rigenerativo ed esperienze “tailor made”. Dove provarle
Un cambiamento di mentalità, quello del turismo rigenerativo, che mira a modificare l’atteggiamento dei viaggiatori, trasformandoli in protagonisti attivi nel processo di rigenerazione culturale e ambientale. Limitando, in sintesi, non solo il loro impatto sui luoghi visitati ma coinvolgendoli a ripristinare le tradizioni e l’ambiente che li circondano.
Senza rinunciare a divertimento, relax e a lussuosi resort. Dove comfort e attenzione al cliente (e alla natura) non sono “solo” servizi offerti ma una filosofia di vita.
Si scopre varcando la soglia di Jumeirah Mallorca, resort incorniciato dalla Serra de Tramuntana e il blu del Mediterraneo, dove ogni angolo invita a scoprire l’essenza più autentica della cultura maiorchina. Senza fretta, adattando i propri ritmi a quelli di un’isola che ha bisogno di essere riscoperta attraverso una lente diversa. Quella del tempo, custode di tradizioni antichissime, sedimentate da secoli, millenni, che altrimenti rischierebbero di scomparire.
Così nascono esperienze tailor made, pensate e organizzate su misura per gli ospiti, alla scoperta di questa nuova, rigenerativa e rigenerante, prospettiva. Oil tasting e cooking class firmate Sonmo, che per la struttura produce e confeziona ad hoc marmellate, olive ed eccellente olio extra vergine d’oliva; i wine tasting e le visite nella storica cantina di Macià Batle; i “Tramuntana Scent Journey” cioè lezioni di aromacologia nell’elegante boutique e laboratorio di Viti Vici, brand che realizza per Jumeirah Mallorca, con ingredienti ed essenze autoctone, la creazione olfattiva “Tramuntana Mist”.
Esperienze che aiutano a scoprire il “lato B” dell’isola, quello meno conosciuto. Ma più autentico e affascinante.
La tenuta Son Moragues a Valldemossa impegnata in un progetto di rigenerazione ambientale e culturale
A Valldemossa, tour in 4×4 tra i vigneti, cooking class e oil tasting
Puntando la bussola a Nord-Ovest, tra i tornanti profumati di limoni, si raggiunge il paese di Valldemossa, comune con poco meno di 2.000 abitanti, buen retiro tra il 1838 e il 1839 del compositore Fryderyk Chopin e della sua compagna, la celebre scrittrice francese George Sand.
Qui, nella tenuta Son Moragues, tradizionale “fincas” (fattoria) in Av. Lluis Salvador Cilimingras, sulle colline a nord del paese lungo la strada che porta a Deià, si incontra Joe Holles. Un giovane imprenditore nato in U.K ma “isolano” fin dall’infanzia, quando i suoi genitori hanno scelto di stabilirsi a Maiorca, terra natia della nonna paterna: “ Questa tenuta è stata fondata dalla famiglia Moragues nel XIV secolo e ha ospitato personaggi illustri come l’Arciduca Luigi Salvatore d’Austria, membro della dinastia degli Asburgo e già all’epoca interessato alla conservazione di zone naturali nel Mediterraneo” – racconta l’imprenditore Joe Holles.
“Questo luogo è stato per secoli uno degli epicentri dell’agricoltura di Valldemossa grazie ai terreni orientati a sud-est, tra i più fertili della Serra de Tramuntana”. Terreni abbandonati poi nel XX secolo per la trasformazione sociale ed economica dell’isola: da centro agricolo a destinazione turistica, solo spiagge e tuffi nel blu.
La Finca Son Moragues rinasce a Valldemossa
Oggi dopo un decennio di lavori, all’insegna del restauro conservativo e rigenerativo, Son Moragues è tornata a essere una fiorente realtà produttiva. Dove Joe Holles, insieme a una sessantina di dipendenti e collaboratori, realizza dell’ottimo olio extra vergine d’oliva, marmellate fatte in casa, ceramiche stampate in 3D, tessili di pregio ricavati dalla lana di scarto. Agli allevatori della zona non serve, lui la recupera e lavora con telai meccanici dell’Ottocento. “Quest’attività è prima di tutto un progetto di rigenerazione, ambientale e culturale” – prosegue Joe Holles – “ i campi terrazzati punteggiati di ulivi sono impegnativi per la forte pendenza e le olive si raccolgono solo a mano, ma sono sempre stati una fonte di sussistenza primaria per l’isola e per il suo ecosistema. Ci sono più chilometri di terrazzamenti qui che nella Grande Muraglia Cinese” conclude con orgoglio.
Oggi i frutti del lavoro di Joe e dei suoi collaboratori sfoggiano il marchio “Sonmo”, moderna crasi del nome Son Moragues, e si possono ammirare durante avventurosi tour in 4×4 nella tenuta, oil tasking e cooking class, quest’ultime organizzate con il supporto dello chef Jorge Esteve di K2 Food and Events.
sonmoragues.com
k2foodandevents.com
La storica bodegas Macià Batle, principale realtà vitivinicola dell’isola impegnata a preservare le uve autoctoneSanta Maria del Camí, etichette d’artista e uve autoctone
Dalla località di Valldemossa bastano una ventina di chilometri in auto per raggiungere Santa Maria del Camí, vivace cittadina chiamati dai locali semplicemente “Santa Maria”, dove i pendii terrazzati cedono il passo a un’immensa pianura affacciata sulla Serra de Tramuntana.
In questa distesa, ricamata a perdita d’occhio da filari, si coltiva ancora oggi l’uva Prensal, da cui si ottengono fruttati ed eleganti bianchi.
“A portarla qui sono stati gli antichi romani” – spiega con orgoglio Ramon Servalls Battle, imprenditore illuminato e Amministratore Delegato di Macià Batle, realtà vitivinicola più importante dell’isola – “ noi la trasformiamo in vino dal 1856”.
Vini bianchi come il Margalida Llompart Blanco, il Blanc de Blancs e lo Xeremia Prensal Blanc, cui si affianca una nutrita produzione di rossi, ottenuti da un’altra varietà di uva maiorchina, la Manto negro.
“Dal 1998 ho iniziato un altro progetto per valorizzare le nostre uve” – racconta l’imprenditore, appassionato di arte e di poesia, mentre suona la chirimia, strumento tradizionale simile all’oboe – “ così sono nate le etichette d’artista”.
Etichette realizzate ogni da anno da un artista diverso, legato all’isola da un legame affettivo, di parentela o culturale. Una collezione che oggi vanta firme di pregio, da Rebecca Horn a Erwin Bechtold. Ammirarla è semplice, basta prenotare un wine tasting e un giro tra botti e bottaie.
maciabatle.com
La facciata della chiesa di Felanitx. Il borgo un tempo era una fiorente cittadina dedita alla viticultura. Oggi , dopo anni di abbandono, è una fucina di artisti
Felanitx, da centro vitivinicolo a fucina di artisti
Spingendosi verso sud-est, dalla località di Valldemossa, si raggiunge nel giro di una quarantina di chilometri la cittadina di Felanitx, ex centro vitivinicolo abbandonato nel 1891 per i danni causati dalla fillossera, parassita che ne ha distrutto gran parte dei vigneti.
Oggi all’ombra dell’Església de Sant Miquel, luogo di culto del XIV° secolo dalla facciata barocca che si staglia sulla centrale Plaça de sa Font de Santa Margalida, costruita su resti romani, sono altre realtà ad attirare l’attenzione.
In una delle eleganti dimore settecentesche della piazza, da anni abbandonate, l’artista Katharina Herold ha scelto di costruire la sua dimora. Una casa-galleria dove offre ospitalità ad artisti in cerca di ispirazione.
L’artista tedesca Khatarina Herold ha trasformato una casa del ‘700 abbandonata in una dimora – galleria dove ospita creativi in cerca di ispirazione
“La casa era intatta, esattamente come l’avevano lasciata i suoi proprietari alla fine dell’Ottocento” – racconta Katharina Herold, artista di Amburgo, maiorchina di adozione – “io l’ho restaurata e personalizzata riutilizzando pezzi di recupero, come sedie rotte e legno inutilizzato. Mi piace cambiare spesso l’arredamento, creare uno spazio fluido dove vivere, creare, accogliere la clientela”.
Un progetto virtuoso di recupero che ha permesso alla bella cittadina di Felanitx di rivitalizzare e rigenerare suo centro storico. A partire dall’antica fontana sacra di Plaça de sa Font de Santa Margalida, accanto all’ingresso della galleria di Katharina, che prende il nome dalla sorgente naturale sotto il suolo, unica fonte d’acqua in città nel Medioevo.
heroldian-art.com
La boutique Viti Vinci a Palma di Maiorca organizza workshop per creare profumi con essenze autoctone dell’isola
Palma di Maiorca: gli aromi dell’isola all’ombra della Cattedrale
Anche a Palma di Maiorca, cuore pulsante dell’isola e città tra le più gettonate dai turisti che sbarcano sulle coste delle Baleari, si trovano angoli e indirizzi dove contribuire alla rigenerazione culturale e ambientale.
Come Viti Vinci, boutique e laboratorio olfattivo, a due minuti a piedi dalla cattedrale di Palma di Maiorca, il gioiello gotico costruito (dal XIII secolo al XVII secolo) su una precedente moschea. All’interno dell’elegante atelier è possibile partecipare a workshop di 2 o 3 ore dove ognuno può creare una fragranza personalizzata. Ma soprattutto scoprire la ricca flora autoctona dell’isola e contribuire a preservarla.
“Viti Vinci lavora in due direzione, è una laboratorio olfattivo dove creiamo fragranze per il pubblico, ma realizziamo anche profumazioni “bespoke”, su misura e non replicabili, per alcune realtà esclusive dell’isola, come il Jumeirah Mallorca” – spiega Victor Alarcon, fondatore del brand. “Tra gli elementi principali nella creazione c’è ovviamente il paesaggio dell’isola e le emozioni che evoca, tradotte poi in aromi. Le nostre essenze sono tutte naturali, da sempre cerchiamo di avere un impatto positivo sul nostro ambiente e sulle persone che lo vivono”
Tra i progetti virtuosi avviati da Viti Vinci c’è la rigenerazione di un terreno depauperato dall’agricoltura intensiva sulla costa orientale dell’isola. Oggi quel terreno è stato trasformato in un profumato eden con oltre 11.000 piante aromatiche e 3.000 alberi. Molti dei quali convertiti in olii essenziali. “Supportiamo anche la fondazione Dirt di Arizona Muse, da anni in prima linea per contrastare il cambiamento climatico” – aggiunge Victor Alarcon – “donando parte dei proventi derivanti dalle vendite della fragranza Rigeneration Soil”.
Un atelier avvolto dai sentori dell’isola dove, grazie alla collaborazione con il celebre “naso” Caroline Leclerc, nascono fragranze inedite che raccontano, evocano e preservano il patrimonio naturalistico di Maiorca. Come la creazione olfattiva Tramuntana Mist realizzata in esclusiva per Jumeirah Mallorca e ispirata alla Serra de Tramuntana. “Abbiamo ben 25 ingredienti made in Mallorca che trasformano in essenze e in olii essenziali” – conclude Victor Alarcon – “incluse le alghe. Anche l’alcool impiegato per i profumi viene estratto dalla barbabietola”.
vitivinci.com
dirt.charity
Vista sulla Serra de Tramuntana, Patrimonio Unesco, da una delle piscine del resort Jumeirah Mallorca
La Serra de Tramuntana: il Patrimonio Unesco regno del bird watching
Escursioni in piccoli gruppi, picnic realizzati solo con prodotti locali a chilometro zero, monitoraggio costante della flora e della fauna, sensibilizzazione nei confronti dell’ambiente e delle “best practice” per preservarlo. All’ombra della maestosa Serra de Tramuntana, catena montuosa Patrimonio Unesco, l’agenzia Falcó de La Reina organizza esperienze nella natura.
Come trekking e bird watching: “nell’area della Serra de Tramuntana troviamo un’incredibile biodiversità” – spiega Eduardo Casajuana, guida e fondatore di Falcó de la Reina – “come una colonia insulare di 350 individui di Avvoltoio Monaco (Aegypius monachus) specie in via di estinzione”.
Nei piccoli gruppi guidati da Eduardo Casajuana si avvistano diversi esemplari di rapaci nel loro ambiente naturale: l’aquila minore (Hieraaetus pennatus) e l’aquila fasciata, il falco pescatore e il pellegrino, l’avvoltoio egiziano.
falcodelareina.com
L’artista tessile maiorchina Adriana Meunié. Ph.Courtesy of Adriana Meunié
Campos e Sea Covetes: sulla punta meridionale dell’isola, per riscoprire l’arte tessile e la ceramica
A Ses Covetes e a Campos, piccolo borghi rurali nell’estrema propaggine meridionale dell’isola, i creativi Jaume Roig e Adriana Meunié, lui scultore ceramista, lei artista tessile, traghettano nella contemporaneità il ricco patrimonio artistico e culturale dell’isola.
“La mia formazione è iniziata in giovanissima età, perché mia madre aveva un laboratorio di ceramica tradizionale nel centro di Palma” – racconta l’artista Jaume Roig -“ In seguito ho iniziato a cercare una mia linea di lavoro, che si è evoluta verso uno stile più grezzo e astratto di lavorare l’argilla; la pittura è nata dopo, per la necessità di ampliare il dialogo con la ceramica e per un bisogno innato di sperimentare tecniche e materiali diversi. Una caratteristica essenziale del mio lavoro è ciò che chiamo natura sintetica” – prosegue l’artista – “ mi piace creare paesaggi riducendo gli elementi naturali al minimo espressivo”.
A Campos, l’arte di Adriana Meunié
A Campos, nel sud dell’isola, c’è lo studio di Adriana Meunié, artista tessile di Maiorca con una formazione in fashion design presso la BAU di Barcellona. “Non mi sono mai sentita completamente a mio agio nel mondo della moda, ma ho sviluppato una passione per i tessuti”- racconta l’artista.
“Ho riscoperto la tecnica dell’arazzo, uno strumento incredibile per creare texture, volumi e forme selvagge e combino questa tecnica con le materie prime che mi circondano”. E prosegue: “Trovo in esse molti simboli della mia isola, come la tradizione, il lavoro manuale e artigianale, il legame con mestieri antichi come il pastore: tutta la lana proviene infatti da pecore che aiuto a tosare. Voglio che questi materiali si esprimano, mostrino la loro purezza, la bellezza grezza.”
Creazioni in lana, sparto, carritx e rafia, materiali in genere usati nella loro forma primaria e impiegati di solito per realizzare cesti, maglioni, sedie diventano paesaggi astratti. Ma anche veicoli per trasmettere calma, disagio o attirare l’attenzione.
jaumeroigceramica.wordpress.com
adrianameunie.wordpress.com
Vista dalle lussuose camere del resort Jumeirah Mallora, tutte panoramiche. Le stanze si affacciano sul Mar Mediterraneo o sulla possente silhouette della Serra de Tramuntana.
Dove dormire vicino alla Serra de Tramuntana a Maiorca
Jumeirah Mallorca: a Port de Soller, la vacanza è rigenerante e rigenerativa
Incastonato tra le scogliere-gioiello di Port de Sóller, raccolta località balneare sulla costa nord-occidentale dell’isola di Maiorca, e la possente silhouette della Serra de Tramuntana, il Jumeirah Mallorca è un lussuoso microcosmo dove scoprire a ritmo lento il volto più autentico dell’isola. Un selezionato portfolio di esperienze personalizzate invitano poi la clientela ad avventurarsi nei dintorni nel segno di un turismo, non solo ecosostenibile, ma soprattutto rigenerativo.
La struttura infatti ha avviato per l’estate 2025 una serie di esclusive esperienze: workshop olfattivi in collaborazione con l’atelier Viti Vinci, che per il relais ha creato su misura la linea di prodotti da bagno “Tramuntana Mist”, presente in tutte le camere dell’hotel; escursioni a bordo di un treno d’epoca in legno da Sóller a Palma, lungo i leggendari tornanti di Sa Calobra; wine-tasting nella finca privata di Macià Batle a Santa Maria, con tanto di pranzo tradizionale. Ma anche camminate meditative verso la Torre Picada, oil tasting e cooking class nella finca Son Moragues. Oltre a escursioni in barca lungo la costa settentrionale dell’isola.
Le spaziose terrazze private del Jumeirah Mallorca Ph.Jumeirah Mallorca
Jumeirah Mallora: la struttura
Spaziose quanto lussuose suite di design panoramiche, affacciate sul Mar Mediterraneo o sulla maestosa silhouette della Serra de Tramontana, curate in ogni minimo dettaglio, si affiancano a un servizio e a una ristorazione votata all’eccellenza.
Dal ristorante Cap Roig, con prodotti e preparazioni che traggono ispirazione della tradizione mediterranea, come croccanti fritture di calamari cotte a puntino, tartare di tonno con avocado dell’isola, ai piatti in perfetto stile Nikkei serviti presso la panoramica Sunset Lounge. Dove accanto a insalata di Wakama Ranukama e a cheviche, anche in versione vegan, vanno in scena cocktail creativi come l’analcolico “Lovely Breeze”.
Spuntini “pieds dans l’eau” fanno capolino nell’Infinity Pool Bar e al Sa Talaia Pool Bar. Una menzione a parte merita l’Es Fanals, indirizzo inserito nella prestigiosa Guida Michelin per il menu e il concept creativo sotto l’egida dell’Executive Chef Javier López: in tavola l’antica tradizione peschereccia isolana si rigenera attraverso contemporaneo estro e tecniche. Dalla ventresca di tonno speziata con spuma di ostriche al panino con tartare di calamari e caviale Osetra fino all’anguilla affumicata con fichi, pralina ai pinoli ed erbe maiorchine.
La vista panoramica dalla Sunset Lounge della struttura
Jumeirah Mallorca: i benefici dell’isola nella Talise Spa
“ Thalise Spa è una global destination dove abbiniamo tecniche antiche e moderne.” – spiega la Spa Manager Gaetana Marmo – “La nostra filosofia ruota intorno a tre pilastri: performance, enpower e intencion, cioè quando si sceglie intenzionalmente di staccare la spina.”
“Tra i trattamenti che più rappresentano la nostra filosofia e l’isola spicca il Jumeirah Signature Mallorca, massaggio con un blend di oli estratti da erbe tipiche della zona, dalla lavanda alla salvia, incluso il rosmarino. Tra le novità” – prosegue la Spa Manager – “ abbiamo inserito il Grounding, trattamento nato dalla partnership con il marchio irlandese Ground, che mixa nei suoi protocolli tecniche antiche e moderne di aromaterapia. Le sedute hanno l’obiettivo di riequilibrare l’individuo e sono finalizzate al benessere in situazioni specifiche”. Come lo Sleep Ritual, che agevola il riposo notturno, o il “Wondering”, toccasana contro il disequilibrio del nervo vago.
Le tariffe per soggiornare al Jumeirah Mallorca partono da 590 EUR a notte per una camera Deluxe Mountain View in bassa stagione e da 1.100 EUR in alta stagione.
Per maggiori informazioni e prenotazioni è possibile consultare il sito jumeirah.com

