{"id":9362,"date":"2025-06-03T15:17:36","date_gmt":"2025-06-03T13:17:36","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/03\/quick-commerce-il-delivery-che-promette-tutto-e-subito-la-gdo-lo-studia-ma-non-si-sbilancia\/"},"modified":"2025-06-03T15:17:36","modified_gmt":"2025-06-03T13:17:36","slug":"quick-commerce-il-delivery-che-promette-tutto-e-subito-la-gdo-lo-studia-ma-non-si-sbilancia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/06\/03\/quick-commerce-il-delivery-che-promette-tutto-e-subito-la-gdo-lo-studia-ma-non-si-sbilancia\/","title":{"rendered":"Quick commerce, il delivery che promette tutto e subito: la gdo lo studia, ma non si sbilancia"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>Nel tempo in cui vi arriva un caff\u00e8 da asporto, c\u2019\u00e8 chi giura di poter consegnare anche farina, dentifricio e croccantini per il gatto. \u00c8 la promessa del <strong>quick commerce<\/strong>, la nuova frontiera dell\u2019<strong>e-commerce<\/strong> che punta tutto sulla velocit\u00e0: <strong>acquisto online, consegna a casa in meno di 45 minuti.<\/strong> Una modalit\u00e0 nata nei centri urbani, che adesso tenta il grande salto nel mondo della <strong>gdo<\/strong>. Ma con quale convinzione?<\/p>\n<p>Lo abbiamo chiesto direttamente ai protagonisti, nel corso dell\u2019evento<strong> \u201cFast &amp; Focused: il Quick Commerce entra in corsia\u201d<\/strong>, organizzato da <strong>Mark Up<\/strong> e<strong> Gdoweek<\/strong> con <strong>Glovo<\/strong>, e moderato da chi scrive. A fare da base, una ricerca firmata dalla sociologa dei consumi <strong>Marilena Colussi<\/strong>, che ha coinvolto 26 manager della grande distribuzione tra responsabili e-commerce, marketing, direttori generali e amministratori delegati. Il risultato? Un sentimento misto tra curiosit\u00e0 strategica e cautela operativa.<\/p>\n<h2>Il quick commerce piace\u2026 ma \u00e8 per pochi<\/h2>\n<p>Il 93% del campione dichiara di conoscere il quick commerce almeno \u201cabbastanza bene\u201d e il 38% lo utilizza gi\u00e0. I <strong>vantaggi principali<\/strong>? La capacit\u00e0 di attrarre nuovi clienti e migliorare il posizionamento competitivo. Ma non mancano i problemi: costi di gestione elevati, difficolt\u00e0 logistiche, marginalit\u00e0 ridotta. E, soprattutto, un modello operativo \u2013 quello dei rider, che per molti resta ancora un tab\u00f9. \u201cRischi d\u2019immagine e conflitti valoriali sono reali\u201d, spiega Colussi. \u201cServe una<strong> riflessione sul modello etico<\/strong> da proporre se si vuole coinvolgere davvero il retail mainstream\u201d.<\/p>\n<h2>Finiper, Selex e V\u00e9G\u00e9: tre strade per provarci<\/h2>\n<p>Dalla teoria alla pratica:<strong> Finiper, Selex e V\u00e9G\u00e9 <\/strong>sono tra le insegne che hanno gi\u00e0 attivato collaborazioni con Glovo. \u201cAbbiamo avviato il servizio nel 2021, oggi siamo attivi in 22 punti di vendita con risultati soddisfacenti\u201d, racconta <strong>Sara Colombo<\/strong>, Head of Crm &amp; E-commerce di Finiper Canova. \u201cIl quick commerce ci ha dato visibilit\u00e0 e ci ha permesso di testare logiche di assortimento pi\u00f9 snelle, pensate per acquisti last-minute\u201d.<\/p>\n<p>Anche Selex ha fatto la sua mossa. \u201c\u00c8 un modo per intercettare clienti che si muovono su canali alternativi\u201d, spiega <strong>Giorgia Ceccarelli<\/strong>, E-commerce Operations Manager. Ma il vero banco di prova resta<strong> l\u2019integrazione nel modello multicanale<\/strong>: \u201cNon \u00e8 semplice far dialogare logiche cos\u00ec diverse\u201d.<\/p>\n<p>V\u00e9G\u00e9, infine, ci crede. \u201cIl quick commerce \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0, soprattutto per un gruppo con forte presenza al Sud \u2013 sottolinea <strong>Federico Sansone<\/strong>, Digital Marketing Manager &#8211; Il 40% dei nostri clienti fidelizzati sono famiglie giovani in contesti urbano-periferici; per loro \u00e8 un servizio utile, ma dobbiamo renderlo economicamente sostenibile\u201d.<\/p>\n<h2>E Basko? Si tiene alla finestra<\/h2>\n<p>La posizione di <strong>Basko<\/strong> \u00e8 emblematica: interessata ma prudente. \u201cI player del quick commerce stanno strizzando l\u2019occhio alla gdo perch\u00e9 \u00e8 un mercato enorme\u201d, ha spiegato<strong> Giovanni D\u2019Alessandro<\/strong>, direttore generale. \u201cMa restano perplessit\u00e0 sulla<strong> sostenibilit\u00e0 economica del modello.<\/strong> La nostra utenza lo utilizza principalmente per pasti pronti e poco altro: lo vediamo pi\u00f9 adatto alla ristorazione che alla spesa quotidiana\u201d.<\/p>\n<h2>Non \u00e8 solo una questione di velocit\u00e0<\/h2>\n<p>Uno dei passaggi pi\u00f9 interessanti della ricerca \u00e8 quello che mette in discussione la parola \u201cquick\u201d nel quick commerce. O meglio: la isola dal suo significato puramente cronologico. \u201cIl vero valore non \u00e8 solo nella velocit\u00e0\u201d, si legge nel report, \u201cma nella capacit\u00e0 di presidiare nuovi momenti di consumo, soddisfare bisogni d\u2019emergenza, raggiungere target non coperti dagli altri canali\u201d.<\/p>\n<p>Ecco allora che la partita si gioca non solo sui minuti, ma sull\u2019intelligenza. Su come il quick commerce possa diventare parte integrante di un <strong>ecosistema omnicanale che includa anche click &amp; collect, e-commerce tradizionale, delivery programmato<\/strong>. \u201cNon \u00e8 un\u2019alternativa ma un complemento\u201d, riassume Colombo. Purch\u00e9 si risolvano alcune criticit\u00e0.<\/p>\n<h2>Tecnologia, sostenibilit\u00e0 e reputazione: le tre incognite<\/h2>\n<p>A rallentare l\u2019adozione del quick commerce, oltre ai costi, ci sono le<strong> difficolt\u00e0 tecnologiche.<\/strong> \u201cL\u2019<strong>integrazione dei sistemi <\/strong>\u00e8 una delle principali barriere\u201d, conferma Ceccarelli. Anche per questo il 54% dei retailer valuta la \u201cfacilit\u00e0 di integrazione\u201d come criterio chiave nella scelta del partner. Subito dopo viene l\u2019<strong>affidabilit\u00e0 del servizio<\/strong> e, terzo, la <strong>sostenibilit\u00e0 ambientale e sociale.<\/strong><\/p>\n<p>Ed \u00e8 proprio su questo punto che il modello attuale viene messo pi\u00f9 in discussione. \u201cLa narrazione dei rider sottopagati, lo sfruttamento, i rischi per l\u2019immagine del brand: tutto questo esiste\u201d, nota D\u2019Alessandro. Per affrontarlo, suggerisce Colussi, <strong>servono partnership etiche, contratti trasparenti e una comunicazione coerente con i valori dell\u2019insegna.<\/strong><\/p>\n<h2>Conclusione: il quick commerce \u00e8 in corsia, ma il sorpasso non \u00e8 scontato<\/h2>\n<p>\u00c8 un canale giovane, ancora minoritario, ma con segnali chiari di evoluzione. E se per alcuni resta un test, per altri \u00e8 gi\u00e0 una leva di business. Il quick commerce non cambier\u00e0 da solo la gdo, ma pu\u00f2 diventare parte di una strategia pi\u00f9 ampia, che sappia unire immediatezza e responsabilit\u00e0, convenienza e coerenza. Perch\u00e9, come si \u00e8 detto durante il convegno: non basta essere veloci, bisogna sapere dove si sta andando.<\/p>\n<p>*direttore di Markup e Gdoweek<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nel tempo in cui vi arriva un caff\u00e8 da asporto, c\u2019\u00e8 chi giura di poter consegnare anche farina, dentifricio e croccantini per il gatto. \u00c8 la promessa del quick commerce, la nuova frontiera dell\u2019e-commerce che punta tutto sulla velocit\u00e0: acquisto online, consegna a casa in meno di 45 minuti. 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