{"id":44350,"date":"2025-11-29T06:00:12","date_gmt":"2025-11-29T05:00:12","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/11\/29\/migliaia-di-donne-evitano-la-chemio-grazie-a-test-genomici\/"},"modified":"2025-11-29T06:00:12","modified_gmt":"2025-11-29T05:00:12","slug":"migliaia-di-donne-evitano-la-chemio-grazie-a-test-genomici","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/11\/29\/migliaia-di-donne-evitano-la-chemio-grazie-a-test-genomici\/","title":{"rendered":"Migliaia di donne evitano la chemio grazie a test genomici"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; La <strong>medicina di precisione<\/strong> entra sempre pi\u00f9 nella <strong>pratica clinica<\/strong> e cambia il percorso di cura delle pazienti con <strong>tumore al seno ormono-responsivo<\/strong>, che rappresentano oltre il 70% di tutti i casi. Grazie ai <strong>test genomici<\/strong>, come <strong>Oncotype Dx<\/strong>, oggi \u00e8 possibile capire chi ha davvero bisogno della <strong>chemioterapia<\/strong> e chi pu\u00f2 essere curata in sicurezza con la sola <strong>ormonoterapia<\/strong>.<\/p>\n<p>Questo esame, che analizza l&#8217;attivit\u00e0 di <strong>21 geni del tumore<\/strong>, ha gi\u00e0 permesso di <strong>ridurre l&#8217;uso della chemioterapia<\/strong>, migliorando la <strong>qualit\u00e0 di vita<\/strong> di migliaia di donne, senza pregiudicare l&#8217;esito del trattamento. Gli esperti del <strong>Policlinico Gemelli<\/strong> chiedono ora che il test venga garantito in tutte le Regioni e inserito nei <strong>LEA<\/strong>, mentre nuovi studi puntano a estenderne l&#8217;uso anche prima dell&#8217;intervento chirurgico. Il punto in un convegno organizzato da Gianluca Franceschini e da Alessandra Fabi.<\/p>\n<h2>Terapie precise e personalizzate<\/h2>\n<p>La <strong>terapia dei tumori<\/strong> diventa di giorno in giorno sempre pi\u00f9 <strong>precisa e personalizzata<\/strong>. Grazie anche all&#8217;arrivo nella pratica clinica di <strong>test innovativi<\/strong>, in grado di orientare il medico verso il <strong>trattamento pi\u00f9 efficace<\/strong> per il singolo paziente. Un paradigma che si applica anche ai <strong>tumori del seno<\/strong>. Dei circa <strong>56.000 nuovi casi<\/strong> che si registrano ogni anno in Italia, il <strong>65-75%<\/strong> sono definiti &#8216;<strong>ormono-responsivi<\/strong>&#8216;; le <strong>cellule tumorali<\/strong> cio\u00e8 espongono i <strong>recettori per gli estrogeni<\/strong>, che rappresentano un importante <strong>bersaglio terapeutico<\/strong>. Per queste pazienti, una delle novit\u00e0 pi\u00f9 importanti degli ultimi vent&#8217;anni in termini di <strong>medicina di precisione<\/strong>, \u00e8 rappresentata dall&#8217;arrivo dei <strong>test genomici<\/strong>, che aiutano a <strong>personalizzare il loro percorso di cura<\/strong>, dopo l&#8217;intervento chirurgico. Non tutte avranno infatti bisogno della <strong>chemioterapia<\/strong>; molte di loro possono essere trattate in sicurezza con la sola <strong>ormonoterapia<\/strong>.<\/p>\n<h2>Come funzionano i test genomici<\/h2>\n<p>&#8220;Nelle pazienti che mostrano una forma <strong>aggressiva di tumore<\/strong>, il trattamento pi\u00f9 idoneo, dopo l&#8217;<strong>intervento chirurgico<\/strong> \u00e8 la <strong>chemioterapia<\/strong> &#8211; spiega Alessandra Fabi, docente all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore e Responsabile della <strong>Medicina di Precisione in Senologia<\/strong>, Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS; al contrario, in quelle con le forme a <strong>bassa aggressivit\u00e0<\/strong> si pu\u00f2 procedere solo con l&#8217;<strong>ormonoterapia<\/strong>. Tra queste due categorie di pazienti, ce n&#8217;\u00e8 una terza, che pu\u00f2 avvantaggiarsi del <strong>test Oncotype<\/strong>; si tratta di donne con un <strong>tumore invasivo in stadio precoce<\/strong> (stadio I, II o IIIa), <strong>ormono-sensibile<\/strong> ed <strong>HER2 negativo<\/strong>, senza coinvolgimento dei <strong>linfonodi<\/strong> o al massimo con fino a tre linfonodi interessati (in caso di donne in menopausa). In queste donne, il <strong>test genomico<\/strong> aiuta il medico a valutare il <strong>rischio di recidiva<\/strong> e a guidare la <strong>scelta terapeutica<\/strong> tra la semplice <strong>ormonoterapia<\/strong> o la <strong>chemioterapia<\/strong> seguita dall&#8217;ormonoterapia&#8221;.<\/p>\n<h2>Oncotype Dx: efficacia e risparmio<\/h2>\n<p>Il <strong>test genomico<\/strong> pi\u00f9 utilizzato, l&#8217;<strong>Oncotype Dx<\/strong>, si effettua su un <strong>campione di tessuto tumorale<\/strong> prelevato durante l&#8217;<strong>intervento chirurgico<\/strong> e analizza l&#8217;espressione di <strong>21 geni<\/strong>, che valutano caratteristiche di <strong>aggressivit\u00e0<\/strong> e il grado di <strong>ormono-responsivit\u00e0<\/strong> del tumore. &#8220;L&#8217;applicazione di questo test &#8211; spiega la professoressa Fabi &#8211; ha consentito di <strong>ridurre del 48% il ricorso alla chemioterapia<\/strong> in questo gruppo di pazienti (cio\u00e8 di risparmiarla a circa <strong>6.000 pazienti l&#8217;anno<\/strong>); si tratta di due pazienti su 3 in <strong>postmenopausa<\/strong> con <strong>neoplasia della mammella operata<\/strong> e di 1 su tre tra quelle in <strong>pre-menopausa<\/strong>. Poter <strong>evitare la chemioterapia<\/strong> significa ridurre la <strong>tossicit\u00e0 dei trattamenti<\/strong>, migliorare la <strong>qualit\u00e0 di vita<\/strong> delle pazienti, senza pregiudicare la loro efficacia; ma anche <strong>ridurre costi diretti e indiretti<\/strong> del <strong>Servizio Sanitario Nazionale<\/strong>. Abbiamo calcolato che il test andrebbe offerto ogni anno a circa <strong>13 mila pazienti<\/strong> che rispondono alle caratteristiche di eleggibilit\u00e0&#8221;.<\/p>\n<h2>Accesso e prospettive future del test Oncotype Dx<\/h2>\n<p>In Italia nel <strong>2020<\/strong> \u00e8 stato creato un <strong>fondo speciale di 20 milioni di euro<\/strong> per poter offrire questo test a circa <strong>10.000 pazienti l&#8217;anno<\/strong>. Alcune Regioni (come <strong>Lazio, Lombardia e Campania<\/strong>) hanno utilizzato il test disponibile, ma in altre Regioni l&#8217;utilizzo del test \u00e8 rimasto solo marginale. &#8220;Il nostro augurio &#8211; afferma Gianluca Franceschini, Ordinario di Chirurgia Generale all&#8217;Universit\u00e0 Cattolica del Sacro Cuore, Direttore della UOC di Chirurgia Senologica e del Centro Integrato di Senologia di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS &#8211; \u00e8 che <strong>Oncotype Dx<\/strong> possa essere inserito presto nei <strong>LEA<\/strong> per garantirne l&#8217;utilizzo anche in futuro in tutto il <strong>territorio nazionale<\/strong>. Sono inoltre in corso <strong>studi osservazionali<\/strong> per meglio definire in sottogruppi di popolazione, come per esempio le <strong>pazienti giovani<\/strong>, il miglior <strong>trattamento anti-ormonale<\/strong> dopo il test, oppure per valutare l&#8217;impiego di <strong>Oncotype Dx in fase pre-operatoria<\/strong>; da questi studi, che si stanno definendo nel loro disegno e che ne vede alcuni gi\u00e0 attivi anche nell&#8217;ambito del gruppo <strong>GIM (Gruppo Italiano Mammella)<\/strong>, ci aspettiamo di ricevere ulteriori indicazioni. Potrebbe derivarne ad esempio l&#8217;indicazione che, in alcune pazienti, sar\u00e0 possibile risparmiare anche la <strong>chemioterapia neoadiuvante<\/strong> (cio\u00e8 prima dell&#8217;intervento chirurgico) perch\u00e9 sarebbe sufficiente sottoporle ad <strong>ormonoterapia con farmaci di ultima generazione<\/strong>, prima dell&#8217;intervento&#8221;.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; La medicina di precisione entra sempre pi\u00f9 nella pratica clinica e cambia il percorso di cura delle pazienti con tumore al seno ormono-responsivo, che rappresentano oltre il 70% di tutti i casi. 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