{"id":43727,"date":"2025-11-18T19:06:18","date_gmt":"2025-11-18T18:06:18","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/11\/18\/la-corruzione-cambia-adesso-politici-e-burocrati-si-trasformano-in-imprenditori\/"},"modified":"2025-11-18T19:06:18","modified_gmt":"2025-11-18T18:06:18","slug":"la-corruzione-cambia-adesso-politici-e-burocrati-si-trasformano-in-imprenditori","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/11\/18\/la-corruzione-cambia-adesso-politici-e-burocrati-si-trasformano-in-imprenditori\/","title":{"rendered":"&quot;La corruzione cambia. Adesso politici e burocrati si trasformano in imprenditori&quot;"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; &#8220;Separare le carriere dei <strong>politici e dei burocrati<\/strong> da quelle degli affaristi&#8221;. Quella di Costantino Visconti, giurista e direttore del Dipartimento di Scienze politiche dell&#8217;<strong>Universit\u00e0 di Palermo<\/strong>, \u00e8 una provocazione che coglie nel segno di una trasformazione dello schema della <strong>corruzione<\/strong>: dagli anni Novanta, che a Tangentopoli vedevano il politico farsi recapitare la mazzetta senza incontrare mai l&#8217;imprenditore, a oggi, in cui il politico e il burocrate tendono essi stessi a farsi <strong>imprenditori assegnatari di appalti e contratti<\/strong> con la pubblica amministrazione. Il caso Cuffaro \u00e8 l&#8217;ultimo di una serie di inchieste sul mondo della <strong>sanit\u00e0 in Sicilia<\/strong>. In un&#8217;intervista al &#8216;Sole 24 ore&#8217; il generale Domenico Napolitano, comandante provinciale della Guardia di Finanza di Palermo, parla di &#8220;scambi di utilit\u00e0&#8221; che &#8220;creano dipendenze destinate a riproporsi nel tempo, generando anche forme di fidelizzazione&#8221;.<\/p>\n<p>Cosa intende dire, secondo lei? &#8220;Quello della <strong>sanit\u00e0 in Sicilia<\/strong> &#8211; risponde Visconti all&#8217;AGI &#8211; \u00e8 un affare da circa <strong>10 miliardi di euro<\/strong>, che transitano nel bilancio regionale, ma \u00e8 sotto gli occhi di tutti un differenziale tra quanto si spende e la <strong>qualit\u00e0 del servizio sanitario<\/strong>. Qualsiasi decisore pubblico dovrebbe farsi delle domande: cosa accade? Una risposta la si ha sul piano strutturale e nazionale: ci sono meno soldi per la sanit\u00e0. Esistono, per\u00f2, altre ragioni che i <strong>decisori pubblici<\/strong>, politica e burocrazia, non vogliono affrontare&#8221;.<\/p>\n<h2>Sospetti di commistione tra politica e operatori economici<\/h2>\n<p>Cio\u00e8? &#8220;Determinate scelte su contratti, <strong>appalti e consulenze<\/strong> &#8211; dice Visconti all&#8217;AGI &#8211; sono alla radice molto spesso inquinate da <strong>interessi privati<\/strong>, vere e proprie &#8216;trib\u00f9&#8217;, nascosti dietro operatori economici e dentro il mondo politico-burocratico. Si ha la sensazione che molte scelte sul dove destinare le <strong>risorse pubbliche<\/strong> siano condizionate da una <strong>logica tribale<\/strong>. Affiora una commistione tra operatori economici e politica: va verificato se vi siano pezzi di potere politico-burocratico che stanno dentro, direttamente o indirettamente, gli <strong>assetti proprietari<\/strong> degli operatori economici che contrattano con la pubblica amministrazione in materia di sanit\u00e0. Ad esempio: se voglio incrementare il budget di una struttura sanitaria, mander\u00f2 a dirigere l&#8217;Azienda sanitaria provinciale il portatore di interessi di quella stessa struttura sanitaria espressione di una determinata trib\u00f9&#8221;.<\/p>\n<h2>L&#8217;evoluzione della corruzione: da mazzetta a imprenditore<\/h2>\n<p>\u00c8 un <strong>salto di qualit\u00e0<\/strong>, pari a quello che Giovanni Falcone descrisse per la mafia: il mafioso non si maschera pi\u00f9 da imprenditore, ma lo diventa. &#8220;In questo caso &#8211; spiega il giurista &#8211; non credo che la mafia giochi un ruolo rilevante, non direttamente, almeno, ma il <strong>processo \u00e8 simile<\/strong>. Dobbiamo verificare l&#8217;ipotesi che <strong>interessi politico-burocratici<\/strong> siano direttamente inseriti negli assetti proprietari degli operatori economici che ottengono <strong>risorse pubbliche<\/strong> dalla Regione Siciliana&#8221;.<\/p>\n<h2>Mappatura degli assetti proprietari e titolare effettivo<\/h2>\n<p>Come? &#8220;La Regione, con una <strong>norma ad hoc<\/strong> &#8211; spiega Visconti &#8211; potrebbe <strong>mappare gli assetti proprietari<\/strong> degli operatori esistenti, dalle case di cura private alle rsa e tutti gli altri fornitori di beni e servizi; e poi, con una semplicissima ricognizione amministrativa e un monitoraggio con adeguate verifiche, potrebbe censire le numerose consulenze a terzi assegnate a pioggia, anche negli enti controllati dalla Regione, poich\u00e9 vi \u00e8 il <strong>rischio criminale di &#8216;triangolazioni&#8217;<\/strong>: si scambiano favori e si facilitano interessi comuni tra politici, burocrati e imprenditori. \u00c8 un esame del sangue alla <strong>spesa sanitaria regionale<\/strong>?&#8221; &#8220;S\u00ec &#8211; sottolinea il giurista &#8211; poich\u00e9 l&#8217;analisi della titolarit\u00e0 effettiva degli operatori economici, del cosiddetto &#8216;ultimo beneficiario&#8217;, \u00e8 un metodo consolidato nel nostro ordinamento, promosso da fonti europee e applicato nelle prassi anti-riciclaggio in materia di segnalazioni di operazioni sospette: un approccio che la Regione Siciliana potrebbe recepire, con l&#8217;effetto di <strong>prevenire meglio i conflitti di interesse<\/strong> da cui spesso si generano vere e proprie fenomenologie corruttive. Con un decreto ministeriale del 2022 riguardante la destinazione dei fondi del <strong>Pnrr<\/strong>, peraltro, \u00e8 stata introdotta la richiesta del &#8216;titolare effettivo&#8217;, ovvero colui che, pur non detenendo partecipazioni di maggioranza nella propriet\u00e0 di un&#8217;impresa, esercita un controllo e un&#8217;influenza sulle sue scelte. Ma, mi creda, dico cose assai scontate per gli addetti ai lavori e non posso credere che all&#8217;Ars e a Palazzo D&#8217;Orleans non se ne sappia nulla&#8221;.<\/p>\n<h2>La sfida al potere mafioso-corruttivo e l&#8217;esempio di Mattarella<\/h2>\n<p>Emerge dalle inchieste che si susseguono una Sicilia in cui la <strong>corruzione e la concussione<\/strong> sembrano spadroneggiare, nelle mani dei soliti Gaio Verre. L&#8217;Isola \u00e8 davvero ripiombata in un quadro che riporta a uno dei processi pi\u00f9 clamorosi della Repubblica romana, che ebbe come accusatore Cicerone? La Sicilia \u00e8 irredimibile? &#8220;Senza spingermi cos\u00ec lontano nel tempo, voglio raccontarle &#8211; prosegue Visconti all&#8217;AGI &#8211; un frammento del processo per l&#8217;omicidio Mattarella. Il consulente nominato per verificare la presenza di anomalie nei famosi sei appalti per le scuole di Palermo nelle mani di imprese controllate da Vito Ciancimino cerca di dissuadere il presidente dal protocollare la relazione predisposta per evitare di aumentare il rischio di reazioni, e &#8216;evitare di ritrovarsi, l&#8217;uno o l&#8217;altro, in una betoniera&#8217;. Mattarella, tra il serio e il faceto, gli dice &#8216;non si preoccupi, vorr\u00e0 dire che chiederemo una betoniera a due posti&#8217;. <strong>Sfid\u00f2 a mani nude il potere mafioso-corruttivo<\/strong>, tanto che per varare quell&#8217;ispezione sugli appalti del comune di Palermo and\u00f2 a pescare una norma che dava poteri straordinari al presidente della Regione che nessuno aveva mai utilizzato. \u00c8 finita come tutti sappiamo. Oggi, invece, abbiamo <strong>mille strumenti a disposizione<\/strong> e non sappiamo o non vogliamo utilizzarli&#8221;.<\/p>\n<p>Chi, non vuole utilizzarli? &#8220;Ovviamente &#8211; continua &#8211; si parla in questi giorni di Cuffaro, ma io ancora sono fermo alle vicende riguardanti il presidente dell&#8217;Oiv (il cuore delle azioni <strong>anti-corruzione<\/strong> della pubblica amministrazione regionale) della Regione Siciliana nominato e poi sostituito in seguito al suo arresto da Schifani, il dott. Sciacchitano. Ecco, ciascuno di noi pu\u00f2 porsi le domande tra storia e politica e abbozzare qualche risposta. Tutti noi sappiamo che il coinvolgimento di Sciacchitano ha a che fare con la sanit\u00e0, con i rapporti tra il pubblico e i fornitori privati. Parliamoci chiaro: abbiamo affidato ai lupi la protezione dei nostri agnelli, abbiamo affidato la nostra <strong>sanit\u00e0<\/strong> a chi rappresentava altri interessi, non certamente quelli dei <strong>pazienti siciliani<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<h2>L&#8217;appello ai vertici regionali e la questione morale<\/h2>\n<p>Dal 2020 al 2025, ricorda l&#8217;inchiesta del Sole 24 ore, sono <strong>250 gli indagati in Sicilia<\/strong>, procedimenti che riguardano <strong>gestione degli appalti<\/strong>, nomine pubbliche e scambio politico-amministrativo. Lei, di recente, ha fatto un appello, con un&#8217;intervista televisiva, al presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, e al presidente della <strong>Commissione Antimafia siciliana<\/strong>, Antonello Cracolici, sollevando la &#8220;<strong>questione morale<\/strong>&#8221; e indicando possibili interventi, come quelli spiegati qui. Come hanno risposto? &#8220;Se vuole pu\u00f2 leggere la relazione del Presidente Cracolici tenuta all&#8217;Ars qualche giorno addietro e darsi da solo una risposta: io non ho avuto tempo per leggerla ma ho invidiato l&#8217;aplomb di un presidente della commissione antimafia e anticorruzione che senza colpo ferire riesce a parlare di questi temi di fronte al presidente dell&#8217;Ars in carica. Chapeau!&#8221;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; &#8220;Separare le carriere dei politici e dei burocrati da quelle degli affaristi&#8221;. 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