{"id":42279,"date":"2025-11-06T14:03:58","date_gmt":"2025-11-06T13:03:58","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/11\/06\/tutto-comincio-a-lavinio\/"},"modified":"2025-11-06T14:03:58","modified_gmt":"2025-11-06T13:03:58","slug":"tutto-comincio-a-lavinio","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/11\/06\/tutto-comincio-a-lavinio\/","title":{"rendered":"Tutto cominci\u00f2 a Lavinio"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; Roma deve i suoi natali a un uomo venuto dal mare e sbarcato nel Lazio, sul litorale romano a <strong>Lavinio<\/strong>. \u00c8 qui che comincia la fantastica storia dell\u2019Urbe, non sul Tevere. A vararla \u00e8 il mitico Enea, approdato sulla spiaggia della marina da lui voluta e cos\u00ec chiamata in onore della seconda moglie, Lavinia, figlia del re dei Latini, Latino. A riferire il fatto \u00e8 una leggenda, la medesima che celebra la <strong>fondazione di Roma <\/strong>in cui storia e mito si confondono. L\u2019opera in questione \u00e8 l\u2019\u201d<strong>Eneide<\/strong>\u201d del poeta latino Publio Virgilio Marone: ci lavor\u00f2 negli ultimi anni della sua vita (29-19 a.C.) e prima di morire preg\u00f2 l\u2019amico Valerio Rufo di dare fuoco al manoscritto, volont\u00e0 per\u00f2 non rispettata.<\/p>\n<p>\u00c8 pensiero diffuso che i sacri confini della Citt\u00e0 Eterna furono immaginati dai gemelli <strong>Romolo e Remo<\/strong> naufragati dentro una cesta sulle sponde del fiume Tevere, allattati da una lupa e cresciuti dal pastore Faustolo assieme alla moglie Acca Larentia. Poema alla mano, per\u00f2, in questa storia le cose importanti da sapere sono anche altre avvenute in un lasso di tempo assai precedente.<\/p>\n<p>Per prima cosa, l\u2019originaria fantastica idea di tirare su la \u201cCaput mundi\u201d (compleanno tradizionalmente fissato nel 753 a.C.) non fu dei due fratelli bens\u00ec di Enea, loro famoso lontano avo. Fu lui a piantare il seme di Roma: non mise piede sulle rive del fiume Tevere ma sulla sabbia che si estende tra le attuali localit\u00e0 costiere di Pratica di Mare e Torvaianica, nel territorio del comune di Pomezia, a una ventina di chilometri dalla Capitale.<\/p>\n<p>Secondo il testo virgiliano, intorno al 1200 a.C. i greci avevano messo a ferro e fuoco la citt\u00e0 di Troia, l\u2019antica Ilo (da cui discende il nome dell\u2019altro poema omerico \u201cIliade\u201d) sulla costa dell\u2019odierna Turchia. Era la capitale della Troade, circondata dalla maestosa cinta muraria voluta, si tramanda, dagli<strong> immortali Apollo e Poseidone<\/strong>. Enea era il principe dei Dardani (popolazione della stessa penisola anatolica per\u00f2 situata pi\u00f9 a est rispetto a Ilo), figlio del mortale Anchise e della dea Venere, cugino del re di Troia, Priamo, di cui in prime nozze aveva sposato la figlia Creusa (scomparsa durante la fuga).<\/p>\n<p>Nei versi, il troiano viene descritto come il guerriero pi\u00f9 valoroso dopo <strong>Ettore<\/strong>, suo parente e primogenito del sovrano. Quindi \u00e8 normale che il suo desiderio fosse quello di continuare a combattere gli Achei venuti davanti alle mura troiane con la scusa di riprendersi la regina di Sparta, Elena, ma col vero obiettivo di conquistare la citt\u00e0.<\/p>\n<p>Per\u00f2, sempre secondo il poema, la sorte del principe era un\u2019altra. Doveva assolutamente lasciare il campo di battaglia perch\u00e9 contro di lui c\u2019era un ben altro nemico: la dea Giunone, numero due dell\u2019Olimpo e consorte di Giove. E anche il Fato spingeva perch\u00e9 Enea seguisse la sua strada: doveva raggiungere la terra italica, dare vigore alla linea di sangue della \u201cgens Iulia\u201d, da Iulo (Giulio), altro nome del figlio di primo letto, Ascanio, fuggito con lui da Troia. Inoltre, era scritto che tra i discendenti di Enea ci sarebbero stati personaggi celebri della saga di Roma: Romolo e Remo,<strong> Giulio Cesare e Augusto<\/strong>. Addirittura, riferisce la tradizione, parte del suo Dna sarebbe stata trasmessa anche al patrimonio genetico di altri consanguinei, come il favoloso progenitore di Londra, suo nipote Bruto da Troia.<\/p>\n<p>Quindi la partenza era obbligata. Stando all\u2019opera di Virgilio, al termine di sette anni di peripezie per mare e per terra e dopo aver attraversato l\u2019antico fiume \u201cNumicus\u201d (ovvero il Fosso di Pratica), Enea e i suoi marinai calcarono l\u2019arenile nei pressi del borghetto di Pratica di Mare. Una volta a riva, il troiano sa gi\u00e0 quello che deve fare. Glielo ha detto suo padre Anchise nell\u2019oltretomba quando, prima di arrivare a Lavinio, il principe vi \u00e8 sceso passando dall\u2019antro di Cuma, nei campani Campi Flegrei, accompagnato dalla magica inquilina di quel posto, la Sibilla di Apollo. Nell\u2019aldil\u00e0 Anchise anticipa molto al figlio: avrebbe avuto eredi famosi (tra i quali Romolo e Remo appunto), i quali avrebbero fondato Roma, citt\u00e0 che sarebbe stata dalla fama eterna e governata da uomini illustri.<\/p>\n<p>\u201cRoma uguaglier\u00e0 l\u2019impero alle terre e gli animi all\u2019Olimpo \u2013 disse tra le altre cose Anchise nel Libro VI dell\u2019\u201dEneide\u201d &#8211; da sola cinger\u00e0 con un muro sette colli, fertile per la prole di eroi\u201d.&nbsp;<br \/>\n  Chiaramente, ultima figura romana che il defunto cita a Enea \u00e8 quella del primo imperatore della Citt\u00e0 Eterna, Ottaviano Augusto, colui che per motivi di propaganda interna ha commissionato a Virgilio il componimento del poema. Dunque, l\u2019epopea giallorossa \u00e8 iniziata a \u201cLavinium\u201d, una Capitale della Storia nel Lazio.&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; Roma deve i suoi natali a un uomo venuto dal mare e sbarcato nel Lazio, sul litorale romano a Lavinio. \u00c8 qui che comincia la fantastica storia dell\u2019Urbe, non sul Tevere. 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