{"id":41154,"date":"2025-10-27T23:19:55","date_gmt":"2025-10-27T22:19:55","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/27\/bjorn-andresen-addio-a-tadzio-di-luchino-visconti-notizie\/"},"modified":"2025-10-27T23:19:55","modified_gmt":"2025-10-27T22:19:55","slug":"bjorn-andresen-addio-a-tadzio-di-luchino-visconti-notizie","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/27\/bjorn-andresen-addio-a-tadzio-di-luchino-visconti-notizie\/","title":{"rendered":"Bj\u00f6rn Andr\u00e9sen, addio a Tadzio di Luchino Visconti &#8211; Notizie"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Sono stati gli autori del documentario a lui dedicato nel 2021, Kristina Lindstr\u00f6m e Kristian Petri, a dare stamane la notizia della scomparsa a Stoccolma, all&#8217;et\u00e0 di 70 anni, di Bj\u00f6rn Andr\u00e9sen, volto indimenticabile di &#8220;Morte a Venezia&#8221;. Nel capolavoro di Luchino Visconti del 1971 vestiva i panni del quattordicenne Tadzio, sogno romantico e impossibile del protagonista Dirk Bogarde.<\/p>\n<p>Per il giovanissimo Bj\u00f6rn (allora sedicenne) quell&#8217;esperienza fu tanto importante quanto traumatica. La sua bellezza distante e ineguagliabile, i biondi capelli, il sorriso etereo e ammaliatore stregarono la platea del Festival di Cannes, fecero del ragazzo una star mondiale, ma gli lasciarono addosso l&#8217;etichetta di icona gay, accreditata indirettamente anche dal regista (che certamente lo vedeva cos\u00ec) anche se in nessun momento del film questa caratteristica risulta esplicita.<\/p>\n<p>Eppure Bj\u00f6rn pass\u00f2 buona parte della vita a smentirla e rifiut\u00f2 ogni copione che, anche lontanamente, potesse confermare quest&#8217;impressione. Anzi, ricordava come un vero e proprio &#8220;inferno&#8221; la serata in un bar gay dove Visconti lo aveva portato dopo la proiezione, oggetto pi\u00f9 o meno diretto di attenzione da parte di maturi partecipanti. Bi\u00f6rn Andr\u00e9sen era nato a Stoccolma il 26 gennaio 1955 da un padre mai conosciuto e da una madre che, dopo averlo affidato alle cure dei nonni materni, si suicid\u00f2 quando il bambino aveva appena dieci anni. La nonna sognava per lui una carriera sotto i riflettori dello spettacolo e lo spinse, giovanissimo, a posare come modello e poi a tentare la via del cinema. Lo si vede nel ruolo di un amico del protagonista nel film d&#8217;esordio di Roy Andersson &#8220;A Swedish Love Story&#8221; del 1970.<\/p>\n<p>Una sua foto arriv\u00f2 allora sul tavolo di Visconti mentre preparava &#8220;Morte a Venezia&#8221; dal romanzo di Thomas Mann e fu scelto senza esitazione. Da quel set l&#8217;adolescente Tadzio ebbe tutti gli onori e le soddisfazioni di uno sfolgorante vero e proprio debutto, ma le conseguenze ne segnarono profondamente il carattere. Formatosi alla Adolf Fredrik&#8217;s Music School di Stoccolma, aveva nel sangue la musica e segu\u00ec piuttosto quella carriera, anche se nella sua filmografia si rintracciano oggi oltre 20 titoli (per lo pi\u00f9 serie tv scandinave), fino all&#8217;apparizione nell&#8217;horror d&#8217;autore di Ari Aster &#8220;Midsommar&#8221; del 2019, oltre a un paio di documentari tra cui &#8220;The Most Beautiful Boy in the World&#8221; in cui si \u00e8 raccontato nel 1971 in occasione dell&#8217;anniversario del suo film-simbolo e che nel titolo riprende la definizione usata dallo stesso Visconti alla premiere di &#8220;Morte a Venezia&#8221; e diventata poi un&#8217;etichetta che avrebbe accompagnato l&#8217;attore per tutta la vita.<\/p>\n<p>Ma \u00e8 stata certamente invece la musica a salvarlo, con una serie di performance e concerti che, specie in Giappone, lo resero una star a pi\u00f9 riprese con la Sven Erics dance band e gli fruttarono numerosi contratti pubblicitari. Si racconta che quando sbarc\u00f2 per la prima volta a Tokyo ricevette un&#8217;accoglienza trionfale, degna dei Beatles con torme di ragazzine pronte a svenire alla sua sola apparizione. N\u00e9 sorprende che sia plausibile che la famosissima fumettista (e soprano) Riyoko Ikeda si sia ispirata ai suoi lineamenti e ai suoi biondi capelli per disegnare la mitica Lady Oscar del manga omonimo. Nel privato invece Andr\u00e9sen concesse ben poco al gossip: si era sposato nel 1983 con la poetessa Susanna Roman da cui ebbe due figli (Robine e Elvin). Ma una maledizione sembrava accompagnarlo e port\u00f2 presto al divorzio dopo che il piccolo Elvin mor\u00ec ad appena nove mesi. Lascia due nipotini avuti da Robine e la malinconia per una vita legata, volente o no, a un&#8217;immagine, uno sguardo, un sussulto romantico mai nato.<\/p>\n<p class=\"article-copyright\">\n<p>Riproduzione riservata \u00a9 Copyright ANSA<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sono stati gli autori del documentario a lui dedicato nel 2021, Kristina Lindstr\u00f6m e Kristian Petri, a dare stamane la notizia della scomparsa a Stoccolma, all&#8217;et\u00e0 di 70 anni, di Bj\u00f6rn Andr\u00e9sen, volto indimenticabile di &#8220;Morte a Venezia&#8221;. 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