{"id":40311,"date":"2025-10-20T18:48:47","date_gmt":"2025-10-20T16:48:47","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/20\/crisi-chip-nexperia-come-la-guerra-commerciale-usa-cina-sta-per-bloccare-le-vostre-auto-nuove-news\/"},"modified":"2025-10-20T18:48:47","modified_gmt":"2025-10-20T16:48:47","slug":"crisi-chip-nexperia-come-la-guerra-commerciale-usa-cina-sta-per-bloccare-le-vostre-auto-nuove-news","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/20\/crisi-chip-nexperia-come-la-guerra-commerciale-usa-cina-sta-per-bloccare-le-vostre-auto-nuove-news\/","title":{"rendered":"Crisi chip Nexperia: come la guerra commerciale USA-Cina sta per bloccare le vostre auto nuove &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>\n            Un&#8217;azienda olandese, propriet\u00e0 cinese e controlli americani: la tempesta perfetta che rischia di fermare le linee di produzione automobilistica in Europa e USA. E questa volta non potete dare la colpa al COVID.\n        <\/p>\n<p>\n            <span class=\"ahead-meta-time\"><br \/>\n              20 ottobre 2025<br \/>\n            <\/span>\n        <\/p>\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">P<\/span>ensavate che la <strong>crisi dei semiconduttori<\/strong> fosse un brutto ricordo della pandemia? Ripensateci. L&#8217;industria automobilistica europea e americana si trova di nuovo con il fiato sospeso, questa volta non per colpa di un virus, ma per qualcosa di ancora pi\u00f9 prevedibile: le <strong>tensioni geopolitiche<\/strong> tra <strong>Stati Uniti e Cina<\/strong>. E al centro di questa tempesta perfetta c&#8217;\u00e8 un&#8217;azienda olandese di cui probabilmente non avevate mai sentito parlare fino a oggi: <strong>Nexperia<\/strong>.<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Un piccolo chip, un grande problema<br \/>\n        <\/h2>\n<p><strong><span class=\"cms-first-letter\">N<\/span>experia<\/strong> non produce i chip futuristici che fanno funzionare le auto a guida autonoma o i sistemi di intelligenza artificiale. No, questa azienda si occupa di componenti molto pi\u00f9 umili ma assolutamente essenziali: quegli <strong>interruttori<\/strong> e <strong>controller<\/strong> che gestiscono l<strong>&#8216;illuminazione<\/strong>, i <strong>comandi al volante<\/strong> e le <strong>centraline elettroniche<\/strong>.<\/p>\n<p>Il problema \u00e8 che Nexperia produce <strong>centinaia di milioni di questi chip<\/strong> ogni anno, e adesso le sue fabbriche cinesi sono bloccate. Le scorte esistenti? Secondo i gruppi industriali, dureranno solo poche settimane.\u00a0<\/p>\n<p>                    Chip Nexperia<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Una storia di passaggi di mano<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">L<\/span>a vicenda di Nexperia \u00e8 un perfetto esempio di come la <strong>geopolitica<\/strong> possa trasformare un&#8217;azienda da asset strategico a patata bollente nel giro di pochi anni. Tutto inizia nel 2017, quando il colosso olandese NXP decide di vendere la sua divisione <strong>Standard Products <\/strong>a due investitori cinesi per 2,75 miliardi di dollari. Un affare che all&#8217;epoca sembrava semplicemente una normale operazione di mercato.<\/p>\n<p>Nel 2019 entra in scena <strong>Wingtech Technology,<\/strong> un <strong>produttore cinese<\/strong> di elettronica, che acquisisce il controllo di Nexperia per 3,6 miliardi di dollari. <strong>Zhang<\/strong> <strong>Xuezheng<\/strong>, fondatore di Wingtech, diventa <strong>CEO<\/strong>. L&#8217;azienda continua ad avere sede a Nimega, nei Paesi Bassi, ma ormai \u00e8 chiaro a tutti che il centro di gravit\u00e0 si \u00e8 spostato verso est. Con 2,06 miliardi di dollari di fatturato e 331 milioni di utile netto nel 2024, Nexperia si rivela una gallina dalle uova d&#8217;oro per Wingtech.<\/p>\n<p>Peccato che le galline d&#8217;oro attirino sempre attenzioni indesiderate.<\/p>\n<p>                    Una macchina per il die bonding assembla i chip<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Quando gli Stati Uniti e la Cina litigano, i chip piangono<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">L<\/span>a vera <strong>crisi<\/strong> esplode nel contesto della guerra commerciale tra <strong>Washington<\/strong> e <strong>Pechino<\/strong>. A dicembre 2024, Wingtech finisce nella famigerata &#8220;<strong>lista nera<\/strong>&#8221; <strong>americana<\/strong> delle aziende soggette a controlli sulle esportazioni. Ma il colpo di grazia arriva il 29 settembre, quando questi controlli vengono estesi alle <strong>filiali<\/strong>, <strong>Nexperia<\/strong> <strong>compresa<\/strong>.<\/p>\n<p>La risposta non si fa attendere. Il giorno dopo, il 30 settembre, in una mossa degna di un thriller della guerra fredda, il governo olandese prende il controllo di Nexperia invocando una legge risalente proprio a quell&#8217;epoca. La giustificazione ufficiale parla di &#8220;<strong>gravi carenze di governo<\/strong>&#8221; e di sicurezza nazionale, traduzione: meglio mettere le mani su questa azienda prima che qualcuno sposti tutto in Cina. Naturalmente, l&#8217;Olanda nega categoricamente che la mossa sia stata fatta sotto pressione americana.<\/p>\n<p>La Cina, comprensibilmente irritata, risponde il 4 ottobre imponendo controlli sulle esportazioni dalle fabbriche cinesi di Nexperia. Risultato? Un bel punto morto che sta mandando in panico l&#8217;industria automobilistica globale. Il 14 ottobre, come ciliegina sulla torta, <strong>Zhang<\/strong> viene rimosso dalla carica di CEO.<\/p>\n<p>                    Un braccio robotico sposta un wafer di semiconduttore al silicio<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            L&#8217;industria automobilistica nel panico<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">L<\/span>&#8216;<strong>ACEA<\/strong>, il gruppo che rappresenta le case automobilistiche europee, non usa mezzi termini. Il 15 ottobre dichiara che i suoi membri hanno ricevuto un avvertimento da Nexperia che &#8220;<strong>delineava una sequenza di eventi<\/strong>&#8221; che avrebbe portato l&#8217;azienda a non poter pi\u00f9 garantire la consegna dei chip. <strong>Sigrid de Vries<\/strong>, Direttore Generale dell&#8217;ACEA, parla di &#8220;<strong>situazione allarmante<\/strong>&#8221; e chiede &#8220;<strong>soluzioni rapide e pragmatiche<\/strong>&#8220;.<\/p>\n<p>Dall&#8217;altra parte dell&#8217;Atlantico, <strong>John Bozzella<\/strong> dell&#8217;<strong>Alliance for Automotive Innovation,\u00a0<\/strong>che rappresenta praticamente tutte le grandi case automobilistiche\u00a0\u00e8 ancora pi\u00f9 diretto: se la spedizione dei chip non riprende rapidamente, la produzione automobilistica negli<strong> Stati Uniti <\/strong>e in molti altri paesi verr\u00e0 sconvolta. Alcune fonti anonime riferiscono a Reuters che gli stabilimenti americani potrebbero essere colpiti gi\u00e0 dal mese prossimo.<\/p>\n<p>Le reazioni dei singoli produttori mostrano quanto sia diffuso il problema. <strong>BMW<\/strong> ammette che alcune parti della sua rete di distribuzione sono state interessate, ma fa la timida quando si tratta di dettagli. <strong>Mercedes<\/strong> dice di essere &#8220;in contatto con le parti interessate&#8221;, che \u00e8 pi\u00f9 o meno l&#8217;equivalente aziendale di dire &#8220;stiamo ancora cercando di capire quanto siamo nei guai&#8221;. <strong>Volkswagen<\/strong> ha creato addirittura una task force, sempre un ottimo segnale che la situazione \u00e8 sotto controllo. Anche <strong>Stellantis<\/strong> e <strong>Renault<\/strong> stanno &#8220;monitorando la situazione&#8221;, mentre il mega fornitore <strong>Bosch<\/strong> sta cercando di &#8220;ridurre al minimo qualsiasi potenziale impatto&#8221;.<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            E ora? Non ci sono alternative facili<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">D<\/span>opo anni di <strong>crisi successive<\/strong>, <strong>pandemia<\/strong>, <strong>guerra in Ucraina<\/strong>, attacchi alle spedizioni nel Mar Rosso,\u00a0le case automobilistiche avevano promesso solennemente di diversificare le loro <strong>catene di approvvigionamento<\/strong>. Eppure, come ammette candidamente l&#8217;ACEA, &#8220;il rischio non pu\u00f2 essere ridotto a zero&#8221;.<\/p>\n<p>Il problema specifico con i chip Nexperia \u00e8 che si tratta di <strong>tecnologia matura<\/strong> con margini di profitto pi\u00f9 bassi, controllata da un numero relativamente limitato di fornitori. Inoltre, questi chip sono integrati in componenti gi\u00e0 certificati per gli standard di qualit\u00e0 e sicurezza automobilistica, il che significa che non si <strong>possono semplicemente sostituire<\/strong> con quelli del concorrente come se steste cambiando marca di caff\u00e8.<\/p>\n<p>Yu Yang, analista del <strong>Yole Group<\/strong>, spiega che il vero collo di bottiglia \u00e8 che la maggior parte dei prodotti Nexperia viene <strong>confezionata<\/strong> e <strong>testata in Cina<\/strong>, precisamente nella fabbrica di <strong>Dongguan<\/strong> ora bloccata dai controlli all&#8217;esportazione. Il risultato? Possibili <strong>ritardi di mesi<\/strong> per le vostre <strong>auto con marchio europeo<\/strong>.<\/p>\n<p>                    Un processo di assemblaggio automatizzato<\/p>\n<p>                                            <span class=\"aimg-caption-copy\">Nexperia<\/span><\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Un raggio di speranza<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">I<\/span>l <strong>governo olandese<\/strong> ha annunciato il 17 ottobre di aver avviato colloqui con la <strong>Cina<\/strong> per revocare i controlli. Il ministro dell&#8217;economia <strong>Vincent Karremans<\/strong> ha spiegato in un&#8217;intervista televisiva che i cinesi pensano che l&#8217;Olanda stia collaborando con gli americani, mentre in realt\u00e0 l&#8217;obiettivo era impedire all&#8217;ex CEO Zhang di trasferire operazioni e propriet\u00e0 intellettuale fuori dall&#8217;Europa. Una distinzione sottile che probabilmente non convince molto Pechino.<\/p>\n<p>C&#8217;\u00e8 anche il tanto discusso vertice tra <strong>Trump<\/strong> e <strong>Xi<\/strong> previsto per questo mese in <strong>Corea del Sud<\/strong>, che potrebbe ridefinire il contesto commerciale tra le due superpotenze. Ma come nota la <strong>Brookings Institution<\/strong>, non \u00e8 nemmeno certo che l&#8217;incontro avr\u00e0 luogo, viste le crescenti tensioni.<\/p>\n<p>Nel frattempo, alcune case automobilistiche stanno gi\u00e0 attivando <strong>piani di emergenza<\/strong>, avendo imparato qualcosa dall&#8217;ultima <strong>carenza di chip<\/strong>. La domanda \u00e8: sar\u00e0 abbastanza, e sar\u00e0 abbastanza veloce?<\/p>\n<p>Una cosa \u00e8 certa, se stavate pensando di ordinare un&#8217;<strong>auto nuova<\/strong>, forse \u00e8 il caso di affrettarsi. O di rispolverare quella vecchia che avevate pensato di rottamare. Dopotutto, almeno quella funziona ancora, anche se con chip di un&#8217;epoca in cui <strong>Stati Uniti <\/strong>e<strong> Cina <\/strong>non si facevano ancora dispetti a vicenda come bambini in un&#8217;asilo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un&#8217;azienda olandese, propriet\u00e0 cinese e controlli americani: la tempesta perfetta che rischia di fermare le linee di produzione automobilistica in Europa e USA. E questa volta non potete dare la colpa al COVID. 20 ottobre 2025 Pensavate che la crisi dei semiconduttori fosse un brutto ricordo della pandemia? Ripensateci. 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