{"id":40299,"date":"2025-10-20T16:25:05","date_gmt":"2025-10-20T14:25:05","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/20\/orgosolo-cuore-della-barbagia-unaltra-sardegna\/"},"modified":"2025-10-20T16:25:05","modified_gmt":"2025-10-20T14:25:05","slug":"orgosolo-cuore-della-barbagia-unaltra-sardegna","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/20\/orgosolo-cuore-della-barbagia-unaltra-sardegna\/","title":{"rendered":"Orgosolo, cuore della Barbagia: un&#8217;altra Sardegna"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Il centro storico di <strong>Orgosolo <\/strong>non \u00e8 un labirinto intricato, eppure \u00e8 facile perdersi tra le sue strette vie. Un piccolo mondo dipinto. Pochi passi a piedi da Piazza dei Caduti in Guerra fino a Corso Repubblica \u2013 la strada principale che attraversa il paese \u2013 e l\u00ec nei vicoli del vecchio borgo inizia un viaggio tra i murales che decorano le facciate di pietra di molte case e palazzi. \u00abQui i muri parlano, raccontano chi siamo e siamo stati\u00bb, spiega l\u2019orgolese Pietro Biancu, guida ambientale escursionistica dell\u2019associazione<strong> Camineras de Orgosolo<\/strong>.<\/p>\n<p>Sardegna.jpg?v=567515&#8242;);&#8221;&gt;<br \/>\n                    <span class=\"playliving\"\/>\n                <\/p>\n<p>Centinaia di dipinti ritraggono scene di vita quotidiana di oggi e di ieri; narrano della cultura e delle tradizioni del luogo; tengono viva la memoria delle lotte politiche combattute dai suoi abitanti. Frasi tratte da celebri canzoni, poesie, filastrocche popolari, slogan di pace e motti di dissenso catturano l\u2019attenzione ed emozionano chi, guardando e leggendo, si perde nello spazio ma si ritrova in ci\u00f2 che vede.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Nantes, la citt\u00e0 sulla Loira \u00e8 un museo a cielo aperto<\/strong><\/p>\n<p><em>Un murales tra le vie del centro storico di Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Nel_cuore_della_Barbagia\"\/>Nel cuore della Barbagia<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Da Olbia si raggiunge Orgosolo in meno di due ore di auto lungo la statale 131 che scende fino a Cagliari. Prendendo la deviazione per Oliena si evita il traffico di Nuoro, l\u2019<em>Atene Sarda<\/em>, che per\u00f2 vale una visita. Si entra nel cuore della <strong>Barbagia<\/strong>, a sua volta cuore pulsante della <strong>Sardegna centro-orientale<\/strong>. Una vasta regione montuosa che si estende sui fianchi del massiccio del Gennargentu, meta alternativa alle meraviglie del mare e alla vivace vita mondana della costa.<\/p>\n<p>Un\u2019altra Sardegna, fatta di terra, di silenzi e di antiche tradizioni. Di piccoli paesi custodi di un\u2019identit\u00e0 autentica, che si conserva ancora nella lingua, nello stile di vita, nel carattere dei suoi abitanti. Gente semplice, gentile, ospitale. Gente fiera, pronta a ribellarsi pur di difendere le proprie radici.<\/p>\n<p>Una Sardegna, quella della Barbagia, dove la natura selvaggia e incontaminata \u00e8 la vera protagonista. Attorno al piccolo centro di Orgosolo, che spicca a circa 600 metri di altitudine sulle pendici del monte Lisorgoni, lo spettacolare paesaggio del <strong>Supramonte <\/strong>\u00e8 un territorio impervio, caratterizzato da pascoli allo stato brado e boschi di lecci, percorso da gole e grotte profonde, punteggiato da tacchi calcarei e alte vette.<\/p>\n<p>Un territorio ricco anche di testimonianze archeologiche, tra cui varie <em>domus de Janas<\/em> (tombe scavate nella roccia in epoca prenuragica), tombe dei Giganti, nuraghi, oltre ai luoghi dello spirito resi celebri dal martirio della <strong>Beata Antonia Mesina<\/strong>, \u201cmartire della purezza\u201d, una ragazza che a soli sedici anni prefer\u00ec essere barbaramente uccisa a colpi di pietra piuttosto che perdere la sua integrit\u00e0. Era il 17 maggio 1935 quando fu prima vittima di una tentata violenza sessuale, poi massacrata a colpi di pietra. Beatificata il 4 ottobre 1987 da Giovanni Paolo II, oggi \u00e8 considerata la Patrona dei giovani della Sardegna, per la fierezza dimostrata a difesa dei suoi ideali. Le sue spoglie mortali sono conservate all\u2019interno di una teca di vetro nella cripta della\u00a0parrocchiale del Santissimo Salvatore di Orgosolo, nel centro del paese, poco lontano dalla casa natale (anch\u2019essa visitabile). La giovane \u00e8 vestita col tipico costume tradizionale, la sua testa \u00e8 avvolta amorevolmente con il copricapo in seta orgolese.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Itinerario nel cuore del Lazio, tra i Patrimoni Unesco: cosa vedere a Anagni, Fiuggi, Alatri e Casamari<\/strong><\/p>\n<p><em>Un altro murales nel centro storico di Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Il_borgo_dipinto\"\/>Il borgo dipinto<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Orgosolo non \u00e8 solo il centro geografico della Barbagia. \u00c8 il luogo da cui partirono i primi movimenti di lotta e contrasto al potere, compiuti dai pastori e dagli agricoltori locali per difendere l\u2019autonomia sulle terre che lo Stato voleva loro espropriare. Orgolesi ribelli. Orgolesi orgogliosi, non \u00e8 un mero gioco di parole.<\/p>\n<p>\u00c8 nato proprio ad Orgosolo alla fine del XIX secolo il banditismo, fenomeno che il regista Vittorio De Seta racconta bene nel film <em>Banditi a Orgosolo <\/em>(1961). E sempre qui, dopo la mobilitazione popolare nonviolenta di Pratobello,\u00a0che riusc\u00ec a impedire l\u2019installazione di un poligono militare a pochi chilometri dal centro abitato, \u00e8 nato alla fine degli anni Sessanta il movimento del muralismo.<\/p>\n<p>Una corrente artistica tutt\u2019oggi viva nel paese: accanto ai primi murales realizzati per raccontare l\u2019intimo dissenso dei barbaricini, le lotte di potere, le tradizioni e lo stile di vita agro-pastorali, ogni anno se ne aggiungono di nuovi. Parlano di attualit\u00e0, politica, cultura, di vari temi di (in)giustizia sociale. Di nuove e di vecchie battaglie, alcune mai del tutto risolte.<\/p>\n<p><em>Maria Corda, Presidente del Museo del Baco da Seta di Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<p>Il borgo dipinto conta oggi poco pi\u00f9 di quattro mila abitanti, \u00absiamo molti di meno rispetto a una decina di anni fa, ma anche se la popolazione cala, lo spirito orgolese fiero e ribelle rimane vivo e fervente nell\u2019animo di chi resta\u00bb, dice ancora Pietro Biancu.<\/p>\n<p>E proprio chi resta si impegna ogni giorno per mantenere vive e diffondere le memorie del luogo. La signora <strong>Maria Corda<\/strong>, per esempio, \u00e8 l\u2019unica persona a proseguire la tradizione dell\u2019allevamento del baco da seta, da cui si ricava il filato utilizzato per confezionare <em>su lionzu<\/em>, il tipico copricapo del costume tradizionale femminile orgolese.<\/p>\n<p><em>Museo del baco da seta a Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<p>La si pu\u00f2 incontrare al <strong>Museo della Seta<\/strong>, all\u2019angolo tra via Mercato e via Giotto. Inaugurato nel 2005, questo luogo custodisce un sapere antico che si tramanda da generazioni.<\/p>\n<p>\u00abHo imparato ad allevare i bachi da seta da mia madre, che impar\u00f2 dalla sua. Io l\u2019ho insegnato a mia figlia e oggi portiamo avanti insieme questa tradizione\u00bb, dice Maria con voce appassionata.<\/p>\n<p><em>Bachi da seta di razza \u201corgolese\u201d allevati dalla Sig.ra Maria Corda, presidente del Museo del baco da seta di Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<p>Un lavoro che si fa ancora come una volta: \u00abil bruco nasce grande quanto la punta di uno spillo e in circa 50 giorni cresce fino a raggiungere un peso massimo di 4 grammi, quattromila volte superiore rispetto al suo peso di partenza, per 8 centimetri di lunghezza. Va nutrito con foglie di gelso, dev\u2019essere pulito e curato perch\u00e9 si ammala facilmente\u00bb, spiega Maria.<\/p>\n<p>A molti \u00e8 sconosciuto il percorso dalla cosiddetta \u201cimboccolatura\u201d fino all\u2019ottenimento del filo di seta: \u00abRaggiunta la fase matura della sua vita, il bruco smette di mangiare, dalla bocca inizia ad emettere una bava con cui avvolge gradualmente il suo corpo. Proprio quel bozzolo protettivo \u00e8 gi\u00e0 il filo di seta, basta srotolarlo come un gomitolo\u00bb.<\/p>\n<p>Dal filo di seta ottenuto dall\u2019allevamento dei bachi di \u201crazza orgolese\u201d si confeziona da sempre <em>su lionzu<\/em>, un accessorio un tempo fondamentale nell\u2019abito nuziale delle donne del Paese. Quell\u2019abito e il tipico copricapo oggi non hanno pi\u00f9 un mercato, \u00abma io e mia figlia continuiamo a portare avanti la tradizione, per orgoglio e per cultura: questo vestito dice chi siamo e da dove venivamo, racconta di noi pi\u00f9 di tante parole\u00bb, aggiunge Maria con il suo sguardo intenso e un grande sorriso che le illumina il viso.<\/p>\n<p><em>Camminatori lungo il sentiero che porta al sito archeologico di Siril\u00f2, nel Supramonte di Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Sulle_orme_di_pastori_Santi_e_briganti\"\/>Sulle orme di pastori, Santi e briganti<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Il Supramonte in realt\u00e0 non esiste dal punto di vista geografico. Il termine \u00e8 una traduzione in italiano di un modo di dire sardo che indica <em>i monti sopra<\/em>, rispetto ai 5 centri abitati che si trovano, appunto, sotto.<\/p>\n<p>Costituito da rocce di dolomie e calcari, \u00e8 incorniciato da montagne carsiche tra le pi\u00f9 alte della Sardegna, seconde in altezza solo a quelle del Gennargentu. La zona del Supramonte si scopre a piedi, un passo alla volta, o in sella a una bicicletta. Meglio se in compagnia di una guida locale, che conosca come le sue tasche i sentieri escursionistici.<\/p>\n<p>\u00abDal 2018 portiamo i <em>camminadores<\/em> in tutta l\u2019area centrale della Sardegna, sia in montagna sia sulla costa\u00bb, spiega Salvatore Gungui, un\u2019altra guida ambientale escursionistica dell\u2019associazione Camineras Orgosolo, \u00abla natura selvaggia del Supramonte impone la presenza di un accompagnatore esperto, a meno che il trekker non abbia una buona preparazione personale, sappia leggere le carte e destreggiarsi con il GPS\u00bb, aggiunge Salvatore, che poi precisa \u00abnessuno comunque conosce questi luoghi meglio di noi locali!\u00bb.<\/p>\n<p><em>Un sentiero nella zona del Supramonte di Orgosolo \u00a9 Salvatore Gungui<\/em><\/p>\n<p>E lo conferma anche un\u2019altra guida che negli anni ha contribuito a \u201cdisegnare\u201d diversi percorsi lungo i sentieri dei banditi e dei briganti, dei pastori e delle <em>domus janas<\/em>, sulle orme dei Santi tra i vicoli della transumanza nella zona del Supramonte di Orgosolo: \u00abLa cultura e le tradizioni non si insegnano, si tramandano. Lo stesso vale per la conoscenza del nostro territorio, a tratti inaccessibile\u00bb, dice Martino Pira, che di passi ne ha fatti tra i boschi del Supramonte: \u00abQuando ero un bambino prima con mio padre, poi da solo, mi occupavo degli animali al pascolo della mia famiglia; in questi boschi ho passato la mia giovinezza, li ho vissuti, respirati da cima a fondo e per me non hanno segreti\u00bb.<\/p>\n<p><strong>SCOPRI ANCHE: Le 26 nuove Riserve della Biosfera UNESCO<\/strong><\/p>\n<p><em>Vista dalla torretta che domina il sito archeologico Siril\u00f2 \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2022\u201d \u00a9 Roberto Moro<\/em><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Destinazione_Sirilo\"\/>Destinazione Siril\u00f2<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>L\u2019itinerario parte da Orgosolo e si distende lungo i sentieri dei pastori che portano al Supramonte, fino al <strong>Parco archeologico di Siril\u00f2<\/strong>, un sito che custodisce tombe preistoriche, torri dell\u2019et\u00e0 del Bronzo e capanne abitate per millenni nel cuore di una natura selvaggia e incontaminata.<\/p>\n<p>Appena fuori dal Paese, oltre la <strong>chiesa campestre di San Marco<\/strong>, la pi\u00f9 antica dell\u2019abitato, in stile gotico sardo con archi a sesto acuto all\u2019interno, il sentiero entra nella lecceta, il classico bosco sempreverde della macchia mediterranea sarda. Non c\u2019\u00e8 una segnaletica ufficiale, ecco perch\u00e9 \u00e8 fondamentale farsi accompagnare da una guida.<\/p>\n<p>Si incontrano subito le prime famiglie di maialini domestici, alcuni osservano curiosi, altri corrono via appena avvertono uno scricchiolio di passi. E poi cinghiali, greggi di mucche e di pecore, ai pi\u00f9 fortunati pu\u00f2 capitare di vedere anche esemplari di muflone, una specie protetta. Il profumo dominante, intenso, che ricorda il curry o la liquirizia, viene dai cespugli di elicriso che crescono nelle porzioni di terreno pi\u00f9 sabbioso e arido dell\u2019areale.<\/p>\n<p>Oltre al fruscio leggero e continuo delle foglie mosse dal vento, la colonna sonora del cammino \u00e8 un componimento folk ad opera dei campanacci posti al collo delle mucche, un suono piacevole da sentire e utile al pastore per localizzare gli animali, anche in aree estese.\u00a0Proprio questi terreni dell\u2019altopiano del Supramonte sono stati il teatro della rivolta di Pratobello del 1969. Scampati al sequestro, oggi sono riservati al pascolo degli animali allo stato brado (si dice: ad uso civico) e costituiscono un grande dono della natura fortunatamente fruibile a tutti.<\/p>\n<p><em>Tombe preistoriche nel sito archeologico di Siril\u00f2, nel Supramonte di Orgosolo \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<p>Una manciata di chilometri a passo lento e qualche metro in salita fino alla sommit\u00e0 del monte, ecco l\u2019area archeologica di Siril\u00f2. Dalla cima, a circa mille metri di altezza, appare in tutta la sua bellezza il Massiccio del Gennargentu a sud-ovest; a nord-est domina la Valle del Cedrino; e poi la cordigliera del Supramonte, condivisa tra i cinque paesi sottostanti di Orgosolo, Oliena, Urzulei, Baunei e Dorgali (questi ultimi due degradano verso il mare).<\/p>\n<p>Sempre sulla sommit\u00e0 si trovano i resti di un nuraghe, mentre alle pendici si dispongono un villaggio, varie\u00a0<em>domus de janas<\/em>\u00a0\u2013 ne sono state individuate finora 13 -, un dolmen e un curioso tempio che \u201cingloba\u201d un\u2019altra\u00a0<em>domus<\/em>.\u00a0Il villaggio conta una quindicina di capanne, abitate gi\u00e0 in et\u00e0 pre-nuragica. Dello stesso periodo \u00e8 la necropoli, le cui tombe furono scavate nella roccia granitica attorno alla quale si estende un bosco di lecci. Poche centinaia di metri separano\u00a0<em>Siril\u00f2<\/em>\u00a0da un\u2019altra necropoli pre-nuragica: le\u00a0<em>domus de janas<\/em>\u00a0di\u00a0<em>Oreharva<\/em>. Sono 17, immerse nella foresta. Una \u00e8 interrata, due sono rimaste incompiute.<\/p>\n<p><strong>SCOPRI ANCHE: I nuraghi e gli itinerari alla loro scoperta<\/strong><\/p>\n<p><em>In localit\u00e0 Montes sul sentiero che porta al tacco calcareo chiamato Monte Fumai \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"Ai_due_tacchi\"\/>Ai due tacchi<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Il sentiero ad anello che collega i due tacchi calcarei di <strong>Monte San Giovanni<\/strong> e <strong>Monte Fumai<\/strong> inizia dal parcheggio della <strong>Foresta di Montes<\/strong>, vicino alla caserma forestale, ai piedi della sorgente del fiume Cedrino (Funtana Bona). Attraversa un paesaggio ancestrale, aspro e inospitale ma di rara bellezza, abitato da grandi ammassi di rocce calcaree sporgenti, alberi di lecci e bassi arbusti. Un orto botanico naturale, ricco di specie vegetali endemiche come la rosa canina, il prugnolo selvatico, la santolina. E ancora, svariate felci, cespugli di elicriso e di camedrio amaro, o\u00a0<em>Teucrium marum<\/em>, un ottimo rimedio omeopatico per il sistema respiratorio.<\/p>\n<p><em>Paesaggio in localit\u00e0 Montes \u2013 \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<p>La foresta ospita alberi di lecci, alcuni secolari, monumentali, i cui tronchi e rami avviluppano le rocce mentre le radici a tratti affiorano intrecciandosi in un groviglio indefinito e a tratti si rigettano nella terra penetrandola a fondo alla ricerca di acqua e nutrimento. Sotto la superficie arida e sabbiosa, c\u2019\u00e8 una rete di grotte e di corsi d\u2019acqua che emergono solo quando trovano una faglia di scisto o di granito.<\/p>\n<p>Il sentiero porta dapprima ai piedi del tacco chiamato\u00a0<strong>Monte Fumai<\/strong>, un torrione calcareo dalla forma vagamente piramidale la cui cima raggiunge i 1.316 metri di altezza, facendone una delle vette pi\u00f9 alte del Supramonte di Orgosolo.<\/p>\n<p><em>Escursionista sulla scalinata che porta alla sommit\u00e0 del Monte San Giovanni \u00a9 Salvatore Gungui<\/em><\/p>\n<p>Si prosegue nel bosco, fino alla base dell\u2019altro tacco calcareo detto\u00a0<strong>Monte Novo San Giovanni<\/strong>, alto poco meno del primo, con guglie che sfiorano i settanta metri. Qui si pu\u00f2 salire una scalinata ricavata sulla roccia, di possibile origine preistorica, per raggiungerne la sommit\u00e0 dove \u00absi vede mezza Sardegna\u00bb, dice orgogliosamente Salvatore, \u00abquello laggi\u00f9 \u00e8 il lago di Olai, nella fenditura tra quelle montagne c\u2019\u00e8 il canyon di Gorropu, lungo un chilometro e mezzo, con pareti fino a 1.500 metri e attraversato dal Flumineddu, un piccolo fiume che divide il territorio di Orgosolo da quello di Urzulei. Oltre i monti del Gennargentu, c\u2019\u00e8 il mare della costa orientale della Sardegna\u00bb.<\/p>\n<p><em>La casetta sulla sommit\u00e0 del Monte San Giovanni, rifugio per gli escursionisti e per i forestali durante la campagna estiva antincendio \u00a9 Associazione Camineras de Orgosolo<\/em><\/p>\n<p>Sulla cima del San Giovanni c\u2019\u00e8 anche una\u00a0casetta in legno, utilizzata come riparo dagli escursionisti e come punto di vedetta durante i mesi estivi della campagna antincendio. Sembra uscita da un libro di fiabe. Prima di andare via con gli occhi pieni di bellezza, \u00e8 d\u2019obbligo fermarsi un attimo a salutare il forestale di turno e per lasciare una traccia del proprio passaggio.<\/p>\n<p>Una frase, una firma, uno scarabocchio sulle pareti della casetta: il forestale sar\u00e0 contento di fornire una penna, l\u2019unica difficolt\u00e0 sar\u00e0 trovare un millimetro di spazio libero tra le tante iscrizioni lasciate negli anni da chi \u00e8 passato di l\u00ec.<\/p>\n<p><em>Totem dell\u2019Iniziativa \u201cNoi camminiamo in Sardegna 2023\u201d \u00a9 Salvatore Frau<\/em><\/p>\n<h2><span class=\"ez-toc-section\" id=\"A_piedi_per_la_Sardegna\"\/>A piedi per la Sardegna<span class=\"ez-toc-section-end\"\/><\/h2>\n<p>Un\u2019iniziativa volta a promuovere un turismo esperienziale, lento e sostenibile. \u201cNoi Camminiamo in Sardegna\u201d \u00e8 la manifestazione promossa dall\u2019Assessorato regionale del Turismo, Artigianato e Commercio, dedicata al turismo lento e ai cammini dell\u2019Isola. Giunto nel 2025 alla sua quarta edizione, anche quest\u2019anno ha incluso Orgosolo come una delle destinazioni chiave.\u00a0Ma non solo.<\/p>\n<p>L\u2019evento, andato in scena tra il 28 settembre e il 4 ottobre 2025, punta a celebrare i cammini, i borghi e i pellegrinaggi che attraversano la Sardegna da nord a sud, da est a ovest. Nella quarta edizione sono stati 700 i chilometri percorsi e 55 i comuni attraversati. A farla da protagonisti, gli otto Cammini di Sardegna e le otto destinazioni di Pellegrinaggio. Sedici gruppi (composti da giornalisti, video maker, content creator, tour operator) hanno percorso contemporaneamente sedici itinerari della Sardegna per scoprire i suoi diversi territori, a contatto con le comunit\u00e0 locali e le sue antiche tradizioni.<\/p>\n<p>Il progetto ha coinvolto gli itinerari del Cammino Minerario di Santa Barbara, Cammino di San Giorgio Vescovo, Cammino di Santu Jacu, Cammino di Sant\u2019Efisio, Cammino 100 Torri, Via dei Santuari e Cammino Francescano in Sardegna, ai quali si \u00e8 aggiunto il nuovo itinerario pilota del Cammino dei Beati, che attraversa i territori di Dorgali, Galtell\u00ec, Oliena, Orgosolo e Orosei. Inoltre, al centro le Destinazioni di Pellegrinaggio: Borutta, Dorgali, Galtell\u00ec, Genoni-Gesturi Laconi, Luogosanto, Orgosolo e Sant\u2019Antioco, autentici borghi di spiritualit\u00e0, accoglienza e memoria.<\/p>\n<p>Borghi unici e suggestivi legati a figure di santi e beati, oasi di ospitalit\u00e0, silenzio e meditazione. Luoghi ideali per una rigenerazione fisica e mentale, dove l\u2019accoglienza \u00e8 considerata sacra.<\/p>\n<p>Il gran finale della quarta edizione \u00e8 andato in scena a Pula, perla del sud-ovest della Sardegna, dov\u2019\u00e8 stata inaugurata la quinta tappa del Cammino di Sant\u2019Efisio, tra la chiesa di San Giovanni Battista e la chiesetta di Sant\u2019Efisio a Nora, attraversando luoghi di fede, paesaggio e memoria. Un nuovo tratto di 10 km che porta il percorso complessivo a oltre 90 km, rafforzando il valore identitario e devozionale del cammino dedicato al santo pi\u00f9 venerato dell\u2019Isola. Appuntamento all\u2019anno prossimo per la prossima edizione.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Cammini in Trentino: i 50 percorsi della Via delle Valli<\/strong><\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il centro storico di Orgosolo non \u00e8 un labirinto intricato, eppure \u00e8 facile perdersi tra le sue strette vie. Un piccolo mondo dipinto. Pochi passi a piedi da Piazza dei Caduti in Guerra fino a Corso Repubblica \u2013 la strada principale che attraversa il paese \u2013 e l\u00ec nei vicoli del vecchio borgo inizia un<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":40300,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[35],"tags":[27103,575,63,27102,894,3616],"class_list":["post-40299","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","category-guide","tag-barbagia","tag-cuore","tag-della","tag-orgosolo","tag-sardegna","tag-unaltra"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40299","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=40299"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/40299\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/40300"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=40299"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=40299"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=40299"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}