{"id":39668,"date":"2025-10-15T01:47:10","date_gmt":"2025-10-14T23:47:10","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/15\/il-papa-in-visita-al-quirinale-mattarella-no-agli-oligarchi-la-pace-non-si-fa-con-la-forza\/"},"modified":"2025-10-15T01:47:10","modified_gmt":"2025-10-14T23:47:10","slug":"il-papa-in-visita-al-quirinale-mattarella-no-agli-oligarchi-la-pace-non-si-fa-con-la-forza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/15\/il-papa-in-visita-al-quirinale-mattarella-no-agli-oligarchi-la-pace-non-si-fa-con-la-forza\/","title":{"rendered":"Il Papa in visita al Quirinale. Mattarella: \u201cNo agli oligarchi, la pace non si fa con la forza\u201d"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p><strong>ROMA <\/strong>\u2013 <strong>P<\/strong><strong>apa Leone XIV<\/strong> entra nel cortile d\u2019onore del Quirinale alle 10,40, scortato da trentadue corazzieri a cavallo.<strong> Sergio Mattarella <\/strong>lo accoglie nel sole di ottobre. Un\u2019ora dopo compaiono nel Salone delle Feste. Mattarella parla per primo. \u00abLa scintilla di speranza\u00bb accesa a Gaza. La guerra che invece perdura in Ucraina. Il multilateralismo in crisi. Le disuguaglianze crescenti. La democrazia minacciata dagli oligarchi. Ecco i temi principali del suo discorso. \u00c8 una visita di Stato, <strong>Prevost <\/strong>ha varcato il confine a piazza Pio XII, accolto dal vicepremier <strong>Tajani<\/strong>. Dentro, nel palazzo, c\u2019\u00e8 il governo al completo in prima fila, con <strong>Giorgia Meloni <\/strong>seduta accanto al presidente della Cei, il cardinal <strong>Zuppi<\/strong>.<\/p>\n<h4 class=\"inline-article__title\">Corazzieri, mozzetta, onori: Leone rispetta il protocollo. Appello su migranti e vita<\/h4>\n<p>\t<span class=\"inline-article__author\"><br \/>\n\t\tdi Iacopo Scaramuzzi<br \/>\n\t<\/span><\/p>\n<p>\t\t\t15 Ottobre 2025<\/p>\n<p>Il discorso di Mattarella dura mezz\u2019ora. Sull\u2019accordo di Sharm dice: \u00abLa pace vera duratura risiede nell\u2019animo dei popoli. Diversamente, sotto la cenere della fine delle violenze cova il rancore, pronto a divampare nuovamente alla prima occasione che possa essere sfruttata, per rendersi conto allora che la fine delle violenze si trasforma, purtroppo, in una parentesi tra due esplosioni. Rilanciare la soluzione di uno Stato per ciascuno dei due popoli, la sola in grado di consentire la possibilit\u00e0 di un futuro in cui tutti \u2013 Israele e Palestina \u2013 trovino pace e sicurezza\u00bb. Si augura \u00abun\u2019interruzione definitiva delle ostilit\u00e0 e delle violenze nella Striscia\u00bb. Non manca per\u00f2 di ricordare che la reazione ordinata da<strong> Netanyahu<\/strong> \u00abha superato non soltanto criteri di proporzionalit\u00e0, ma anche confini di umanit\u00e0\u00bb.<\/p>\n<p>E la pace \u00e8 al centro del colloquio col Papa. Loro due soli per quaranta minuti nello studio alla Vetrata. Si percepisce una sintonia ideale, una consonanza anche umana, sulle cose importanti. Entrambi citano i migranti. L\u00ec, davanti a <strong>Matteo Salvini<\/strong>, che ha preso posto all\u2019ultimo momento. Mattarella dice che \u00abviviamo tempi di grande difficolt\u00e0\u00bb. Lo preoccupa \u00abil venir meno di meccanismi che costruiscono fiducia tra gli Stati\u00bb. Il multilateralismo, imperniato sul dialogo, sembra \u00abprogressivamente accantonato\u00bb. Le istituzioni sorte nel Dopoguerra \u00abirresponsabilmente delegittimate\u00bb. Prevale \u00abla logica del pi\u00f9 forte\u00bb. Un \u00abquadro allarmante\u00bb. N\u00e9 si pu\u00f2 sottovalutare il fatto che \u00abparte dell\u2019opinione pubblica\u00bb rimanga come assuefatta alle guerre. Mattarella che ha cura delle parole, davanti al Papa sente che le circostanze non consentono pi\u00f9 retoriche consolatorie. L\u2019ora \u00e8 davvero grave. E come dimenticare che \u00abl\u2019aggressione russa su larga scala in Ucraina continua a mietere vittime civili innumerevoli e a gettare un\u2019inquietante ombra di insicurezza sull\u2019intero continente europeo\u00bb. <\/p>\n<p>\u00c8 una giornata storica, si sente ripetere. L\u2019ultima volta di un Papa al Colle fu il 10 giugno 2017, <strong>Francesco<\/strong>. Mattarella, che \u00e8 profondamente credente, lo onora: \u00abHa lasciato un ricordo indelebile\u00bb. Solo che da allora sembra passato un secolo. Il mondo non solo \u00e8 pi\u00f9 pericoloso, ma rischia anche di essere pi\u00f9 ingiusto. \u00abVecchie e nuove povert\u00e0 si contrappongono a ricchezze sempre pi\u00f9 smisurate\u00bb. A questo proposito esprime la riconoscenza al Papa per la <em>Dilexi te<\/em>, l\u2019Esortazione apostolica diffusa nei giorni scorsi. Poi l\u2019affondo contro i Musk: \u00abNon vogliamo arrenderci alla prospettiva di una societ\u00e0 dominata da oligarchi o, meglio, da privilegiati, in base al censo, alla spregiudicatezza, all\u2019indifferenza verso gli altri, che si profila rimuovendo i valori di uguaglianza, di solidariet\u00e0, di libert\u00e0\u00bb. Disarmare gli animi e le parole. Invita all\u2019autocontrollo: \u00abAi decisori politici e a quanti influenzano l\u2019opinione pubblica spetta rifuggire dall\u2019esaltazione dei contrasti\u00bb. Ecco, a qualcuno tra i presenti saranno fischiate le orecchie. Poi, dopo il discorso del Papa, tutti abbandonano in fretta la sala. Meloni e Salvini discutono per venti minuti. Zuppi ferma il ministro <strong>Giorgetti<\/strong>, gli dice \u00abbravo!\u00bb. Sono parole che devono far piacere a uno dei tanti candidati al Quirinale.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ROMA \u2013 Papa Leone XIV entra nel cortile d\u2019onore del Quirinale alle 10,40, scortato da trentadue corazzieri a cavallo. Sergio Mattarella lo accoglie nel sole di ottobre. Un\u2019ora dopo compaiono nel Salone delle Feste. Mattarella parla per primo. \u00abLa scintilla di speranza\u00bb accesa a Gaza. La guerra che invece perdura in Ucraina. 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