{"id":39076,"date":"2025-10-09T23:04:17","date_gmt":"2025-10-09T21:04:17","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/09\/new-york-fa-causa-ai-social-danimarca-e-italia-ci-riprovano-con-i-divieti-under-14\/"},"modified":"2025-10-09T23:04:17","modified_gmt":"2025-10-09T21:04:17","slug":"new-york-fa-causa-ai-social-danimarca-e-italia-ci-riprovano-con-i-divieti-under-14","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/09\/new-york-fa-causa-ai-social-danimarca-e-italia-ci-riprovano-con-i-divieti-under-14\/","title":{"rendered":"New York fa causa ai social, Danimarca e Italia ci riprovano con i divieti under 14"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>La citt\u00e0 di New York ha aperto un fronte giudiziario senza precedenti contro i colossi del web. In una causa federale di oltre 300 pagine, presentata l&#39;8 ottobre, l&#39;amministrazione cittadina accusa Meta, Alphabet, Snap e ByteDance di aver progettato piattaforme \u201cche creano dipendenza\u201d e danneggiano la salute mentale dei ragazzi.<\/p>\n<p>Accuse di certo non nuove e che si aggiungono alle decine di cause su questa falsa riga presentata nel tempo dagli enti e dalle organizzazioni pi\u00f9 disparate. Secondo la denuncia, i social avrebbero \u201csfruttato la psicologia e la fisiologia dei giovani\u201d per mantenerli online il pi\u00f9 a lungo possibile, utilizzando algoritmi in grado di stimolare gratificazioni immediate e comportamenti compulsivi. Viene da dire: e non abbiamo ancora visto cosa succeder\u00e0 con l&#39;intelligenza artificiale \u2013 vedi alla voce Sora 2 o Vibe su Meta AI.<\/p>\n<p>La citt\u00e0 chiede che i giganti del tech rispondano dei costi sanitari e sociali generati da quella che definisce una \u201ccrisi di salute pubblica\u201d. Nella causa si cita un dato allarmante: oltre il 77% degli studenti delle scuole superiori trascorrebbe pi\u00f9 di tre ore al giorno sui social con effetti dirompenti su sonno, concentrazione e rendimento. Tra i fenomeni collegati, a dirla tutta in modo un po&#39; fragile, anche il cosiddetto underground surfing, le acrobazie sui treni che dal 2023 hanno causato almeno 16 vittime. Il commissario alla Salute di New York aveva gi\u00e0 definito i social \u201cuna minaccia per la salute pubblica\u201d, un giudizio che ora trova eco in un&#39;azione legale ufficiale che potrebbe diventare un precedente per altre citt\u00e0 americane.<\/p>\n<h2>Copenaghen: \u201cfermare il mostro\u201d dei social sotto i 15 anni<\/h2>\n<p>A migliaia di chilometri di distanza, la Danimarca si muove sul terreno della prevenzione. Anche in questo caso, per\u00f2, in assenza dell&#39;entrata in vigore del meccanismo comunitario della verifica dell&#39;et\u00e0, un po&#39; alla cieca-. Nel discorso di apertura del Parlamento la premier Mette Frederiksen ha infatti annunciato una proposta di legge che vieterebbe l&#39;uso dei social network a chi ha meno di 15 anni, con la possibilit\u00e0 di accesso controllato dai 13 solo con il consenso dei genitori. La leader socialdemocratica ha definito smartphone e piattaforme \u201cun mostro liberato\u201d capace di sottrarre ai ragazzi tempo, attenzione e libert\u00e0, denunciando come l&#39;infanzia e l&#39;adolescenza stanno diventando terreno di conquista per algoritmi che amplificano ansia, depressione e isolamento. Il testo del provvedimento, ancora in fase di elaborazione (una prima seduta parlamentare \u00e8 calendarizzata per il 21 ottobre), non specifica naturalmente le modalit\u00e0 con cui verr\u00e0 verificata l&#39;et\u00e0 degli utenti. \u00c8 probabile che il dibattito si concentri proprio su questo punto, poich\u00e9 le possibili soluzioni \u2013 dall&#39;uso dei documenti al riconoscimento facciale \u2013 sollevano questioni di privacy e inclusione e perch\u00e9 \u00e8 in fase di test il gi\u00e0 citato sistema digitale europeo per la verifica dell&#39;et\u00e0 della Commissione Europea. L&#39;obiettivo dichiarato del governo \u00e8 \u201cridare ai bambini il diritto di crescere senza essere costantemente online\u201d.<\/p>\n<h2>Italia: due proposte per limitare l&#39;accesso dei minori<\/h2>\n<p>Anche l&#39;Italia si prepara a una stretta sull&#39;uso dei social da parte dei pi\u00f9 giovani. In Parlamento sono in discussione due disegni di legge che affrontano il tema da prospettive diverse ma complementari. Il primo, promosso dalla Lega, propone di vietare l&#39;accesso a piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e WhatsApp ai minori di 14 anni, estendendo il divieto anche alle app di messaggistica come Telegram, Signal e Skype. Dai 14 ai 16 anni, l&#39;iscrizione sarebbe possibile solo con l&#39;autorizzazione dei genitori, mentre la responsabilit\u00e0 della verifica dell&#39;et\u00e0 ricadrebbe direttamente sulle piattaforme. Al solito, non si specifica in quale modo lasciando aperta una vasta gamma di buchi e rischi legali e legati alla privacy. Il secondo disegno di legge, bipartisan, mira invece a fissare la soglia a 15 anni, in linea con l&#39;orientamento danese, e affida all&#39;Agcom il compito di vigilare sull&#39;attuazione e pubblicare rapporti annuali. Entrambi i testi prevedono sistemi di identificazione sicuri e rispettosi della privacy, forse basati su soluzioni digitali nazionali in linea con i progetti europei di \u201cportafoglio digitale\u201d. Si vedr\u00e0 che fine faranno, l&#39;impressione \u00e8 che finch\u00e9 il sistema europeo non sar\u00e0 disponibile questi ddl finiranno per congelarsi.<\/p>\n<h2>Cosa c&#39;\u00e8 nella citazione<\/h2>\n<p>Nella causa depositata l&#39;8 ottobre a New York il Comune accusa Meta, Google, Snap e ByteDance di aver deliberatamente contribuito alla crisi di salute mentale giovanile, trasformando i sociali in strumenti di dipendenza. Nel documento si legge per esempio che \u201cdepressione, ansia, disturbi alimentari e ideazione suicidaria hanno raggiunto livelli record tra i minori\u201d e che un \u201ccorpus crescente di dimostrare identifica i social media dipendenti come uno dei principali motori di questa emergenza\u201d. La procuratrice generale Laetitia James sostiene che le piattaforme come TikTok hanno \u201ccreato consapevolmente funzioni progettate per provocare un uso eccessivo e compulsivo\u201d, sfruttando \u201ci meccanismi psicologici e neurologici ancora immaturi dei bambini\u201d per mantenerli connessi pi\u00f9 a lungo possibile. L&#39;effetto, si legge ancora, \u00e8 un impatto negativo \u201csu quasi tutti gli indicatori del benessere mentale giovanile\u201d \u2013 dalla depressione all&#39;ansia, fino ai disturbi del sonno \u2013 mentre il tempo trascorso online sottrae spazio a relazioni reali, studio e riposo. In sintesi, secondo la procura, l&#39;industria dei sociali non avrebbe semplicemente accompagnato la crisi \u2013 posizione fra l&#39;altro molto comune nelle diverse campagne contro queste piattaforme viste negli anni &#8211; ma l&#39;avrebbe progettato a tavolino, consapevole di quanto la vulnerabilit\u00e0 dei minori fosse la chiave per un impegno senza limiti.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La citt\u00e0 di New York ha aperto un fronte giudiziario senza precedenti contro i colossi del web. In una causa federale di oltre 300 pagine, presentata l&#39;8 ottobre, l&#39;amministrazione cittadina accusa Meta, Alphabet, Snap e ByteDance di aver progettato piattaforme \u201cche creano dipendenza\u201d e danneggiano la salute mentale dei ragazzi. 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