{"id":37950,"date":"2025-10-02T14:20:12","date_gmt":"2025-10-02T12:20:12","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/02\/sofia-monumenti-mercati-e-indirizzi-della-capitale-bulgara\/"},"modified":"2025-10-02T14:20:12","modified_gmt":"2025-10-02T12:20:12","slug":"sofia-monumenti-mercati-e-indirizzi-della-capitale-bulgara","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/02\/sofia-monumenti-mercati-e-indirizzi-della-capitale-bulgara\/","title":{"rendered":"Sofia: monumenti, mercati e indirizzi della capitale bulgara"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>Da una parte le comodit\u00e0 di una metropoli moderna, dall\u2019altra\u00a0 l\u2019atmosfera di una capitale a cavallo tra Oriente e Occidente, con le scritte ancora in cirillico. <strong>Sofia<\/strong>, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 antiche d\u2019Europa, trasuda cultura turca e russa: dominata da ottomani e sovietici, oggi \u00e8 finalmente libera. E quasi tutti i giovani ormai parlano inglese. Arrivarci \u00e8 facile: la si raggiunge in un\u2019ora e 50 minuti da Milano con voli <em>low cost<\/em>.<\/p>\n<p>\u00c8 una capitale inclusiva: qui convivono in pace una delle pi\u00f9 antiche moschee e <strong>la pi\u00f9 grande sinagoga dell\u2019Est europeo<\/strong>, con molte meravigliose chiese ortodosse. L\u2019<strong>Art Nouveau<\/strong> domina, tra maestosi palazzi, parchi e boulevard. E poi ci sono locali dove gustare una cucina a base di prodotti freschi provenienti dalle campagne e dagli allevamenti locali, inebrianti spezie, carni prelibate, accompagnati da vini doc di gran qualit\u00e0 (dal Cabernet Sauvignon al Riesling, dal Merlot allo Chardonnay) e grappe profumate. Una citt\u00e0 dove fare shopping di oggetti che non si trovano altrove, dai cosmetici alle<strong> essenze a base di rose<\/strong>, simbolo del Paese.<\/p>\n<h2>Shopping e nightlife, tra Tsar Shisman e Vitosha<\/h2>\n<p>Questi sono gli ultimi mesi in cui si usa la valuta locale, il <strong>lev<\/strong>: dal 2026 la <strong>Bulgaria<\/strong> sar\u00e0 inclusa nell\u2019Eurozona,\u00a0 19 anni dopo essere entrata in Europa. Gi\u00e0 si paga quasi ovunque con carta di credito, tuttavia conviene effettuare un cambio per le piccole spese ai mercati e per i taxi, molto economici. Concedersi un weekend, poi, \u00e8 ancora pi\u00f9 conveniente, perch\u00e9 gli hotel costano meno, essendo orientati alla clientela business.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: On the road in Bulgaria: da Bansko a Plovdiv, sulla neve e alla scoperta di citt\u00e0 in trasformazione<\/strong><\/p>\n<p>Settembre e ottobre sono i mesi migliori, con il clima ancora mite e le fioriture autunnali. Il centro \u00e8 molto sicuro, di giorno e di notte, in buona parte pedonale e lo si esplora volentieri anche per scoprire i tanti localini sorti negli ultimi anni, i negozietti di design nella zona di <strong>Tsar Shisman<\/strong> <strong>Street<\/strong>, dietro l\u2019incrocio di strade chiamato <strong>Largo<\/strong>, o nelle traverse di <strong>Vitosha Boulevard<\/strong>.<\/p>\n<h2>Musei e monumenti a Sofia<\/h2>\n<p>Bellissimo anche il suo nucleo verde, con sontuosi edifici un tempo appartenuti a ricche famiglie, ora sede di istituzioni e ambasciate, luoghi di culto e musei monumentali. Su tutti spicca il <strong>Museo nazionale archeologico<\/strong>, ospitato in un ex moschea ottomana in <strong>piazza Burov<\/strong>, che espone i meravigliosi <strong>ori dei Traci<\/strong> (tel. +359.2.98.82.406). Attorno, una periferia di palazzoni e case slabbrate, eredit\u00e0 del mondo sovietico. La si attraversa per andare alla <strong>chiesa di Boyana<\/strong>, con il magnifico ciclo di affreschi medievali Patrimonio Unesco, in un bosco ai piedi del <strong>monte Vitosha<\/strong>, a circa nove chilometri dal centro.<\/p>\n<p>Un graffito in Graf Ignatiev Street, nel cuore di Sofia (ph: iStock)<\/p>\n<h2>I mercati di Sofia<\/h2>\n<p>In tre giorni Sofia \u2212 che ha cambiato nome sei volte e alla fine \u00e8 stata chiamata cos\u00ec in omaggio al termine greco che indica sapienza e saggezza \u2212 si lascia scoprire. E solletica la voglia di esplorare tutta la Bulgaria. Per esempio, a 26 chilometri dalla capitale si trova il <strong>Pozzo sacro di G\u0103rlo<\/strong>, frazione del comune di <strong>Breznik<\/strong>, gemellato con Sardara, in Sardegna: risale al II millennio a.C. ed \u00e8 quasi identico a quelli nuragici. Una meta per cui vale la pena allungare il viaggio, tra boschi, cicogne e monasteri. Ma non prima di aver colto l\u2019anima balcanica della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Il Tsentralni Hali, mercato centrale della capitale bulgara (ph: iStock)<\/p>\n<p>A cominciare dai mercati. C\u2019\u00e8 quello degli ebrei, <strong>Halite<\/strong>, con i suoi odori forti di spezie e verdure, lo street food, gli oggetti di artigianato artistico come maschere, camicie, opere in legno. C\u2019\u00e8 lo <strong>Zhenski Pazar<\/strong> o mercato delle donne, ancora pi\u00f9 autentico, in pieno centro. E c\u2019\u00e8 il mercato coperto del 1911, il <strong>Tsentralni Hali<\/strong>, che oggi sembra un supermercato radical chic, ma conserva uno stile neorinascimentale con elementi barocchi, la torre dell\u2019orologio a tre quadranti e lo stemma della citt\u00e0 sulla facciata.<\/p>\n<p><strong>LEGGI ANCHE: Capitali da scoprire: weekend a Sofia, tra storia, design e locali<\/strong><\/p>\n<h2>Chiese, moschee e sinagoghe: Sofia multiculturale<\/h2>\n<p>Non lontano sorgono la <strong>sinagoga di Sofia<\/strong> (1909), visitabile come un museo, in stile neomoresco con elementi Art Nouveau, e la <strong>moschea Banya<\/strong> <strong>Bashi<\/strong> (1576), che merita uno sguardo non frettoloso per i suoi volumi monumentali, opera del grande architetto ottomano <strong>Mimar Sinan<\/strong>. Nei pressi, tra fontane e giardini, al posto del <strong>Museo storico di Sofia<\/strong> dovrebbero riaprire le Terme municipali, bellissime, con elementi bizantini, che erano in funzione sino a quarant\u2019anni fa e risalgono al 1913: nell\u2019attesa, ci si pu\u00f2 ristorare attingendo alle fontanelle pubbliche di acqua caldissima.<\/p>\n<p>L\u2019interno della moschea Banya Bashi, opera dell\u2019architetto ottomano Mimar Sinan, risalente al XVI secolo (ph: Mari Mollica)<\/p>\n<p>Si prosegue fino alla fermata della <strong>metro Serdika<\/strong> (l\u2019antico nome tracio della citt\u00e0), accanto alla quale si vedono le fondamenta del <strong>Foro<\/strong> <strong>romano<\/strong>: risalgono al periodo in cui Costantino il Grande voleva fare di Sofia la <em>Caput mundi <\/em>dell\u2019Impero d\u2019Oriente (IV secolo). Tra gli scavi spicca la suggestiva chiesetta medievale di <strong>Santa Petka<\/strong> (XI secolo), scoperta solo dopo la Seconda guerra mondiale.<br \/>Adesso si imbocca <strong>Vitosha Boulevard<\/strong>, il lungo viale della vita mondana tra negozi, bar e ristoranti con terrazze, che termina in uno degli spazi verdi pi\u00f9 belli, <strong>Yuzhen Park<\/strong>, polmone attorno al <strong>Palazzo nazionale della cultura<\/strong> (<strong>NDK<\/strong>), dove si alternano mostre, concerti, festival, proiezioni su otto piani e 13 sale affrescate e decorate (ndk.bg).<\/p>\n<p>Il ristorante Moma Bulgarian Food and Wine<\/p>\n<p>In effetti, la qualit\u00e0 dell\u2019offerta culturale sorprende. Ma anche la vita mondana \u00e8 in fermento, tra un appuntamento al ristorante-giardino <strong>Made in Blue<\/strong>, una cena nel mitico <strong>Moma<\/strong>, arredato come un atelier di Antonio Marras, un aperitivo sul rooftop del raffinato <strong>Sense Hotel<\/strong>, aperto da poco e con vista sulla <strong>Cattedrale Aleksandr Nevskij<\/strong> dalla cupola dorata. Costruita nel 1882 in memoria dei 200 mila soldati russi, ucraini, bielorussi e bulgari che morirono nella guerra russo-turca del 1877-78, \u00e8 la seconda pi\u00f9 grande dei Balcani: alta 45 metri, neobizantina, vanta al suo interno un museo di icone, oltre a decorazioni di artisti provenienti da tutta Europa.<\/p>\n<p>La mappa di Sofia<\/p>\n<p>Non lontano, ecco la <strong>chiesa di Santa Sofia<\/strong>, che d\u00e0 il nome alla citt\u00e0 (VI sec.), austera fuori e ricca dentro di una splendente iconostasi. Tutto attorno spiccano sontuosi palazzi del secolo scorso dipinti di giallo. Anche la pavimentazione lungo <strong>Tsar Osvoboditel Boulevard<\/strong> \u00e8 in mattoni di marna color ocra, realizzata per celebrare il matrimonio dello zar Ferdinando, agli inizi del \u2018900. Un tempo\u00a0 passeggiare qui era un piccolo lusso, oggi bisogna fare attenzione a non\u00a0 scivolare. Ma di notte, quando la strada riflette le luci dei lampioni, sembra di muoversi dentro una fiaba.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da una parte le comodit\u00e0 di una metropoli moderna, dall\u2019altra\u00a0 l\u2019atmosfera di una capitale a cavallo tra Oriente e Occidente, con le scritte ancora in cirillico. Sofia, una delle citt\u00e0 pi\u00f9 antiche d\u2019Europa, trasuda cultura turca e russa: dominata da ottomani e sovietici, oggi \u00e8 finalmente libera. 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