{"id":37676,"date":"2025-10-01T04:44:59","date_gmt":"2025-10-01T02:44:59","guid":{"rendered":"https:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/01\/la-giornata-internazionale-del-caffe-il-71-degli-italiani-lo-beve-ogni-giorno\/"},"modified":"2025-10-01T04:44:59","modified_gmt":"2025-10-01T02:44:59","slug":"la-giornata-internazionale-del-caffe-il-71-degli-italiani-lo-beve-ogni-giorno","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/10\/01\/la-giornata-internazionale-del-caffe-il-71-degli-italiani-lo-beve-ogni-giorno\/","title":{"rendered":"La Giornata internazionale del caff\u00e8: il 71% degli italiani lo beve ogni giorno"},"content":{"rendered":"<p>\n<br \/><\/p>\n<p>AGI &#8211; &#8220;Ah, che bello &#8216;o&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&#8221; cantava Fabrizio De Andr\u00e9, dando voce a un sentimento che abbraccerebbe ben il 97,7% degli italiani. Tanti sono, infatti, quelli che dichiarano di amare e bere l&#8217;<strong>infuso nero<\/strong>, stando allo studio condotto da AstraRicerche per il&nbsp;<strong>Comitato Italiano del Caff\u00e8<\/strong>&nbsp;di Unione Italiana Food e dal quale emerge anche che il 71% degli italiani beve&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;ogni giorno.<\/p>\n<h2>Un rito condiviso con paradossi<\/h2>\n<p>L&#8217;indagine &#8220;Gli italiani e il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&#8220;, diffusa in occasione della&nbsp;<strong>Giornata Internazionale del Caff\u00e8<\/strong>&nbsp;che si celebra oggi, primo ottobre, racconta quindi un&nbsp;<strong>rito condiviso<\/strong>&nbsp;in maniera universale, ma con qualche paradosso. L&#8217;Italia ama il&nbsp;<strong>chicco<\/strong>, ma non conosce la&nbsp;<strong>filiera<\/strong>. Oltre la met\u00e0 degli italiani (64,6%), infatti, pensa che nel nostro Paese si coltivi&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>. Se pi\u00f9 di 7 italiani su 10 lo bevono tutti i giorni, qualche differenza emerge per genere ed et\u00e0. Le donne, con il 73% di consumo quotidiano, superano di poco gli uomini, fermi al 69% e la fascia d&#8217;et\u00e0 che ne beve di pi\u00f9 \u00e8 quella che va dai 35 ai 65 anni (oltre il 75%). Anche le modalit\u00e0 di preparazione raccontano un&#8217;Italia in evoluzione.<\/p>\n<h2>L&#8217;espresso:&nbsp;un&#8217;icona apprezzata<\/h2>\n<p>L&#8217;<strong>espresso<\/strong>&nbsp;resta l&#8217;<strong>icona<\/strong>, pi\u00f9 si conosce e pi\u00f9 lo si apprezza. \u00c8 la modalit\u00e0 di preparazione preferita dal 51,6% degli italiani, con percentuali che crescono con l&#8217;et\u00e0. \u00c8 amato sia al bar, dove raggiunge un voto medio di 8,06, sia a casa, dove sfiora sempre l&#8217;8. Per il 74,3% degli italiani \u00e8 il miglior&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;per gusto personale, per il 64,9% \u00e8 quello che preferiscono anche all&#8217;estero, e per il 75,7% \u00e8 il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;pi\u00f9 apprezzato al mondo. Ma soprattutto, \u00e8 riconosciuto come simbolo di&nbsp;<strong>convivialit\u00e0<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>condivisione<\/strong>: l&#8217;83,2% lo associa a un&#8217;occasione per stare insieme, l&#8217;81,8% alla comodit\u00e0 di una preparazione rapida, il 59% a un piacere accessibile a tutti. Le&nbsp;<strong>cialde<\/strong>&nbsp;e le&nbsp;<strong>capsule<\/strong>&nbsp;restano la scelta pi\u00f9 diffusa dentro le mura domestiche (59,5%), forse indice di ritmi di vita sempre pi\u00f9 dinamici, seguite dalla&nbsp;<strong>moka<\/strong>&nbsp;(55,2%) e dalla&nbsp;<strong>macchina espresso automatica<\/strong>&nbsp;(34,4%). Tuttavia, rispetto al passato, le&nbsp;<strong>capsule<\/strong>&nbsp;hanno perso terreno &#8211; erano al 65% tra il 2021 e il 2023 &#8211; mentre la&nbsp;<strong>moka<\/strong>, dopo anni di calo, mostra una risalita, e le&nbsp;<strong>macchine automatiche<\/strong>&nbsp;continuano a crescere, arrivando al 18,9% di preferenze.<\/p>\n<h2>Il caff\u00e8 come bandiera nazionale<\/h2>\n<p>&#8220;Il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;in Italia \u00e8 una&nbsp;<strong>bandiera nazionale<\/strong>&nbsp;&#8211; ha spiegato Giuseppe Lavazza, presidente del&nbsp;<strong>Comitato Italiano del Caff\u00e8<\/strong>, presentando la ricerca all&#8217;Ambasciata del Brasile a Roma -. \u00c8 importante promuovere e tramandare ai pi\u00f9 giovani un sapere che fa parte del nostro DNA e che ha reso l&#8217;Italia la&nbsp;<strong>patria del caff\u00e8<\/strong>, famosa in tutto il mondo. Una maggiore consapevolezza di questi aspetti non pu\u00f2 che rafforzare il legame con il prodotto&#8221;.<\/p>\n<h2>Confusione sulla filiera del caff\u00e8<\/h2>\n<p>Resta, infatti, una certa confusione sulla&nbsp;<strong>filiera<\/strong>: quasi la met\u00e0 degli italiani (44,1%) crede che nel nostro Paese esistano&nbsp;<strong>coltivazioni di caff\u00e8<\/strong>&nbsp;a cui si aggiunge un 20,5% di chi pensa che siano addirittura coltivazioni rilevanti. Una convinzione che sale al 42% tra i 18-24enni. Il&nbsp;<strong>Brasile<\/strong>&nbsp;\u00e8 riconosciuto dalla maggioranza come primo produttore mondiale di&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;(72% degli italiani), il 56% cita correttamente anche la&nbsp;<strong>Colombia<\/strong>&nbsp;tra i principali produttori, ma&nbsp;<strong>Vietnam<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Indonesia<\/strong>&nbsp;&#8211; rispettivamente secondo e quarta al mondo per volumi &#8211; sono segnalati solo dal 10,6% e dall&#8217;8,9% degli italiani.<\/p>\n<h2>Il legame tra Brasile e Italia<\/h2>\n<p>&#8220;Il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;rappresenta un legame che avvicina&nbsp;<strong>Brasile<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Italia<\/strong>, siamo il maggior produttore mondiale e il principale fornitore del mercato italiano &#8211; ha dichiarato l&#8217;ambasciatore del Brasile in Italia Renato Mosca -. Celebrando la&nbsp;<strong>giornata internazionale del caff\u00e8<\/strong>&nbsp;riaffermiamo il valore economico e culturale di questa bevanda e il suo ruolo come motore di innovazione, inclusione sociale e sostenibilit\u00e0&#8221;. Solo quattro italiani su dieci (40,5%) sanno che i chicchi prima della tostatura sono verdi o gialli, mentre la maggioranza li immagina gi\u00e0 marroni o neri. Il 53,8% sa che i&nbsp;<strong>chicchi<\/strong>&nbsp;sono contenuti in frutti, ma quasi uno su dieci pensa che nascano sotto terra. Anche sulle variet\u00e0 la conoscenza \u00e8 limitata: quasi tutti conoscono l&#8217;<strong>Arabica<\/strong>&nbsp;(90,4%), ma la&nbsp;<strong>Robusta<\/strong>&nbsp;\u00e8 nota solo al 56,7%, mentre la&nbsp;<strong>Liberica<\/strong>&nbsp;e l&#8217;<strong>Excelsa<\/strong>&nbsp;restano sotto il 15%.<\/p>\n<h2>La tradizione italiana nel settore<\/h2>\n<p>Anche la&nbsp;<strong>tradizione italiana<\/strong>&nbsp;nel settore \u00e8 percepita in modo differenziato. Il 71,3% riconosce che il nostro Paese vanta una forte storia nella&nbsp;<strong>torrefazione<\/strong>&nbsp;e nella&nbsp;<strong>miscelazione<\/strong>, ma la percentuale scende al 61% tra i 18-24enni e sale all&#8217;81% tra i 55-65enni. Il concetto stesso di &#8220;<strong>arte della torrefazione<\/strong>&#8221; non \u00e8 chiaro a tutti: tre su quattro sanno che consiste nella&nbsp;<strong>tostatura accurata<\/strong>&nbsp;e nella&nbsp;<strong>selezione dei tempi e delle temperature<\/strong>, poco pi\u00f9 del 70% la collega anche alla&nbsp;<strong>creazione delle miscele<\/strong>.<\/p>\n<h2>Conoscenza degli elementi che influenzano il sapore<\/h2>\n<p>Un dato incoraggiante riguarda, infine, la conoscenza degli elementi che influenzano il&nbsp;<strong>sapore<\/strong>: l&#8217;88,7% indica correttamente la&nbsp;<strong>tostatura<\/strong>, l&#8217;82,9% l&#8217;<strong>area di coltivazione<\/strong>&nbsp;e il 79,9% i&nbsp;<strong>processi di lavorazione<\/strong>&nbsp;nei Paesi d&#8217;origine. Restano per\u00f2 aree di confusione: oltre la met\u00e0 degli italiani non sa stimare la durata della tostatura e molti ne sopravvalutano i tempi, arrivando a pensare che possa durare oltre mezz&#8217;ora. &#8220;In un prodotto mono ingrediente come il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>, il dettaglio \u00e8 tutto &#8211; ha sottolineato il direttore di Unione Italiana Food Mario Piccialuti -, per questo i torrefattori italiani sono maestri riconosciuti a livello mondiale&#8221;.<\/p>\n<h2>L&#8217;Unione Italiana Food: il caff\u00e8 come rito sociale<\/h2>\n<p>Il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>rito sociale<\/strong>, con otto tazzine su dieci bevute in casa e le altre nei bar o nei ristoranti, e come&nbsp;<strong>simbolo del Made in Italy<\/strong>&nbsp;nell&#8217;<strong>arte della torrefazione<\/strong>: \u00e8 quanto emerge dalle elaborazioni di Unione Italiana Food, su dati Istat e NielsenIQ. I dati raccontano come nel 2024 la&nbsp;<strong>produzione italiana di caff\u00e8<\/strong>&nbsp;abbia raggiunto le 430.906 tonnellate, a fronte di una tenuta, al -0,6%, dei volumi sul 2023, ma con una performance economica che ha rivelato la solidit\u00e0 del comparto. Il valore complessivo della produzione \u00e8 ammontato infatti a 4.732,9 milioni di euro, con un incremento dell&#8217;8,5% rispetto ai 4.363,8 milioni dell&#8217;anno precedente.<\/p>\n<h2>Italia leader nell&#8217;arte della torrefazione<\/h2>\n<p>Nell&#8217;<strong>arte della torrefazione<\/strong>, l&#8217;<strong>Italia<\/strong>&nbsp;rimane&nbsp;<strong>leader nel mondo<\/strong>&nbsp;con i suoi maestri torrefattori e quasi mille torrefazioni. Nel 2024, il nostro Paese ha importato circa 10 milioni di sacchi di&nbsp;<strong>caff\u00e8 verde<\/strong>, di cui quasi 4 milioni solo dal&nbsp;<strong>Brasile<\/strong>. Segue il&nbsp;<strong>Vietnam<\/strong>, da cui abbiamo importato 2,2 milioni di sacchi di&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>. Infine, nell&#8217;ultimo anno, l&#8217;<strong>Italia<\/strong>&nbsp;ha esportato 5.692.234 sacchi di&nbsp;<strong>caff\u00e8 torrefatto<\/strong>, che corrispondono a 341.534 tonnellate. Dallo studio, inoltre, emerge un&#8217;istantanea che vede il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;come&nbsp;<strong>rito sociale<\/strong>, identitario e culturale.<\/p>\n<h2>Consumi e tendenze del caff\u00e8 nel 2024<\/h2>\n<p>Nel 2024, in&nbsp;<strong>Italia<\/strong>, si sono consumate oltre 280mila tonnellate di&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>, contro le 278mila del 2023, con un consumo pro capite salito a 4,8 kg all&#8217;anno. Il&nbsp;<strong>consumo<\/strong>&nbsp;\u00e8 prevalentemente domestico, con una quota dell&#8217;80% circa, mentre il restante 20% deriva da consumi fuori casa, tra bar, ristoranti e hotel. Inoltre, prendendo in considerazione le tipologie di prodotto disponibile sul mercato, \u00e8 possibile vedere nel 2024 un aumento del mono-porzionato a discapito del&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;macinato:&nbsp;<strong>capsule<\/strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>cialde<\/strong>, infatti, hanno registrato una crescita a volume del 13% (dal 20,6% del 2023 al 23,9% del 2024), mentre il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;macinato ha registrato un &#8211; 6% a volume (dal 67,6% del 2023 \u00e8 sceso al 64%). Segue il&nbsp;<strong>caff\u00e8<\/strong>&nbsp;in grani (8%) e chiude il&nbsp;<strong>caff\u00e8 solubile<\/strong>&nbsp;(4%).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>AGI &#8211; &#8220;Ah, che bello &#8216;o&nbsp;caff\u00e8&#8221; cantava Fabrizio De Andr\u00e9, dando voce a un sentimento che abbraccerebbe ben il 97,7% degli italiani. 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