{"id":37152,"date":"2025-09-27T20:14:10","date_gmt":"2025-09-27T18:14:10","guid":{"rendered":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/27\/automotive-litalia-al-bivio-le-associazioni-fanno-fronte-comune-al-salone-auto-di-torino-news\/"},"modified":"2025-09-27T20:14:10","modified_gmt":"2025-09-27T18:14:10","slug":"automotive-litalia-al-bivio-le-associazioni-fanno-fronte-comune-al-salone-auto-di-torino-news","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/polinex.cluster021.hosting.ovh.net\/index.php\/2025\/09\/27\/automotive-litalia-al-bivio-le-associazioni-fanno-fronte-comune-al-salone-auto-di-torino-news\/","title":{"rendered":"Automotive, l\u2019Italia al bivio: le associazioni fanno fronte comune al Salone Auto di Torino &#8211; News"},"content":{"rendered":"<p>\n<\/p>\n<p>\n            Incentivi, infrastrutture, fiscalit\u00e0: il futuro dell\u2019auto italiana si decide ora. Al Salone di Torino le associazioni lanciano un messaggio chiaro al Governo\n        <\/p>\n<p>\n            <span class=\"ahead-meta-time\"><br \/>\n              27 settembre 2025<br \/>\n            <\/span>\n        <\/p>\n<p><span class=\"atxt-dropcap\">P<\/span>er la prima volta, le principali associazioni italiane dell\u2019automotive si sono riunite attorno a un unico tavolo per lanciare un appello comune alle istituzioni. \u00c8 accaduto al <strong>Salone Auto Torino 2025<\/strong>, nella suggestiva cornice della Sala da Ballo di Palazzo Reale, dove si \u00e8 svolta la tavola rotonda intitolata <em>\u201cRilanciare l\u2019Automotive in Italia: una visione condivisa\u201d<\/em>, promossa da <strong>UNRAE<\/strong> e condivisa con i vertici di <strong>ACI, ANFIA, ANIASA, Federauto e Motus-E<\/strong>.<\/p>\n<p>Un evento definito di \u201c<em>eccezionale valore<\/em>\u201d in un momento critico per il comparto, che ha visto la presentazione di una <strong>lettera congiunta indirizzata al Governo e al Parlamento<\/strong>. Nel documento, le associazioni hanno denunciato con forza una <strong>crisi <\/strong>senza precedenti, caratterizzata da mercato stagnante, produzione nazionale ai minimi storici, un parco circolante sempre pi\u00f9 vecchio e una transizione energetica rallentata, con l\u2019Italia in ritardo rispetto all\u2019Europa.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Un parco auto sempre pi\u00f9 vecchio<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">A<\/span> rompere il ghiaccio \u00e8 stato il <strong>generale Giulio Del Sette<\/strong>, commissario straordinario dell\u2019ACI, che ha ricordato come l\u2019Automobile Club d\u2019Italia, giunto ai 120 anni di attivit\u00e0, abbia sempre avuto come missione la promozione di una <strong>mobilit\u00e0 sicura, sostenibile e accessibile<\/strong>. Del Sette ha evidenziato il ruolo dell\u2019ente nella diffusione della cultura della sicurezza stradale, anche attraverso le proprie piste di guida sicura e in collaborazione con istituzioni come l\u2019INAIL, con cui \u00e8 in fase di definizione un protocollo per estendere i corsi ai lavoratori coinvolti negli spostamenti.<\/p>\n<p>Il commissario ha poi richiamato l\u2019attenzione sull\u2019<strong>et\u00e0 media del parco circolante italiano<\/strong>, oggi tra le pi\u00f9 alte in Europa, con conseguenze dirette sia in termini <strong>ambientali<\/strong> che di <strong>sicurezza. <\/strong>In questo senso, Del Sette ha ricordato la misura recentemente introdotta in legge di bilancio che attribuisce ad ACI la gestione del <strong>noleggio sociale<\/strong>: uno strumento finanziato con <strong>50 milioni di euro <\/strong>che consentir\u00e0 a cittadini con minori possibilit\u00e0 economiche di sostituire le proprie auto obsolete con veicoli pi\u00f9 sicuri e moderni. Una misura ancora limitata nei numeri \u2013 circa <strong>8.500 veicoli interessati <\/strong>\u2013 ma significativa come primo passo per affrontare l\u2019emergenza del rinnovo del parco auto.<\/p>\n<p>A portare la voce dell\u2019industria della componentistica \u00e8 stato il presidente di <strong>ANFIA<\/strong>, che ha sottolineato come il settore rappresenti non solo un pilastro economico, ma anche un laboratorio di innovazione e sicurezza. In quest\u2019ottica, \u00e8 stato ricordato il prossimo <strong>forum dedicato al motorsport<\/strong>, organizzato dall\u2019associazione, che verr\u00e0 presentato come un vero e proprio banco di prova per le soluzioni tecnologiche pi\u00f9 avanzate, in grado di trasferire al mercato esperienze nate dalle competizioni.<\/p>\n<p>Il discorso si \u00e8 poi concentrato sul <strong>parco circolante italiano<\/strong>, stimato ufficialmente in <strong>41 milioni <\/strong>di veicoli. Un dato che, secondo <strong>ANFIA<\/strong>, necessita di una profonda revisione: incrociando le informazioni relative a <strong>targhe<\/strong>, <strong>bolli<\/strong>, <strong>assicurazioni <\/strong>e <strong>revisioni<\/strong>, emergerebbe infatti che una quota significativa dei veicoli pi\u00f9 vecchi (Euro 0 ed Euro 1) esiste solo \u201c<strong>sulla carta<\/strong>\u201d, trattandosi di veri e propri <strong>\u201cfantasmi statistici\u201d<\/strong>. Una distorsione che rischia di falsare le politiche urbane e nazionali in materia di inquinamento e mobilit\u00e0, e che rende urgente un sistema di dati certi e aggiornati.<\/p>\n<p>La riflessione si \u00e8 poi spostata sul <strong>livello europeo<\/strong>, con una metafora volutamente provocatoria: \u201c<em>C\u2019era una volta un\u2019industria che valeva il 7% del PIL europeo, che investiva 30 miliardi l\u2019anno in ricerca, generava 40.000 brevetti e sosteneva milioni di posti di lavoro diretti e indiretti<\/em>\u201d. Oggi quella stessa filiera \u2013 pur ancora presente \u2013 appare sempre pi\u00f9 fragile, stretta tra le politiche comunitarie, giudicate talvolta miopi, la concorrenza statunitense e soprattutto l\u2019ascesa inarrestabile della <strong>Cina<\/strong>, capace di creare un mercato che da solo equivale alla somma di Europa e Nord America.<\/p>\n<p>Per ANFIA, l\u2019Europa si trova dunque davanti a un <strong>bivio cruciale<\/strong>: continuare su una strada che rischia di condannare il settore a un declino irreversibile, oppure avere il coraggio di invertire la rotta con una vera <strong>discontinuit\u00e0 <\/strong>nelle politiche industriali e di sostegno alla filiera. Un\u2019esigenza resa ancora pi\u00f9 urgente dal peso della <strong>componentistica<\/strong>, che rappresenta l\u201980% del valore di un veicolo e che oggi pi\u00f9 che mai ha bisogno di un\u2019industria automobilistica forte per continuare a investire e innovare.<\/p>\n<h2 class=\"atxt-title\">\n            Concessionari e infrastrutture: il ruolo chiave nella transizione<br \/>\n        <\/h2>\n<p><span class=\"cms-first-letter\">N<\/span>ella parte conclusiva del dibattito, \u00e8 stato ribadito da <strong>FEDERAUTO <\/strong>come i concessionari continueranno a svolgere un ruolo fondamentale nel guidare i clienti all\u2019interno di una transizione complessa, offrendo non solo <strong>competenze commerciali <\/strong>ma anche supporto <strong>tecnico <\/strong>e <strong>consulenza<\/strong>. La logica di filiera, che mette insieme industria, <strong>distributori <\/strong>e <strong>istituzioni<\/strong>, \u00e8 stata indicata come la <strong>chiave <\/strong>per affrontare in modo strutturato le sfide future.<\/p>\n<p>Grande attenzione \u00e8 stata dedicata anche alle criticit\u00e0 legate all\u2019infrastruttura di ricarica, grazie ai dati aggiornati di <strong>Motus-E<\/strong>: in Italia esistono gi\u00e0 oltre <strong>70.000 punti <\/strong>installati, ma il 15% non \u00e8 ancora allacciato alla rete. A fronte di <strong>300.000 auto elettriche <\/strong>circolanti, la copertura appare teoricamente sufficiente, ma la qualit\u00e0 del servizio e la <strong>frammentazione digitale <\/strong>\u2014 con troppe app e sistemi non integrati \u2014 rischiano di <strong>rallentare l\u2019adozione<\/strong>. \u00ab<em>Non \u00e8 corretto attribuire tutte le responsabilit\u00e0 solo all\u2019infrastruttura o solo agli incentivi<\/em>\u00bb, \u00e8 stato sottolineato, \u00ab<em>serve un ecosistema pi\u00f9 efficiente e interoperabile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Altro tema emerso con forza \u00e8 la necessit\u00e0 di superare il meccanismo dei <strong>bonus <\/strong>a <strong>intermittenza<\/strong>, ritenuto ormai inefficace e distorsivo per consumatori, concessionari e costruttori. Le associazioni chiedono invece una riforma strutturale della fiscalit\u00e0 sull\u2019auto, capace di incentivare davvero il rinnovo del parco circolante, oggi tra i pi\u00f9 anziani d\u2019Europa.<\/p>\n<p>Il mercato italiano continua a mostrare una sofferenza cronica: rispetto al <strong>2019<\/strong>, sono state perse quasi <strong>160.000 immatricolazioni<\/strong>, l\u2019equivalente dell\u2019intero mercato di una citt\u00e0 come La Spezia. Una contrazione che pesa non solo sul settore ma anche sulle entrate fiscali dello Stato, con effetti a cascata sull\u2019intera economia nazionale.<\/p>\n<p>Nonostante le divergenze di vedute, i <strong>rappresentanti <\/strong>del settore hanno voluto chiudere con un <strong>messaggio unitario<\/strong>: <strong>fare squadra per affrontare la transizione in modo pragmatico e realistico, senza disorientare i consumatori e senza sacrificare la competitivit\u00e0 dell\u2019industria.<\/strong> La passione per l\u2019automobile, \u00e8 stato ricordato, resta un tratto distintivo del Paese e pu\u00f2 ancora rappresentare un motore di innovazione, cultura e crescita economica.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Incentivi, infrastrutture, fiscalit\u00e0: il futuro dell\u2019auto italiana si decide ora. 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